Bergomi: “Spero che Icardi diventi una bandiera. Mi rivedo in D’Ambrosio”

Bergomi: “Spero che Icardi diventi una bandiera. Mi rivedo in D’Ambrosio”

L’ex difensore nerazzurro parla delle differenze fra il calcio di una volta e quello di oggi, in cui si faticano a trovare valori come l’attaccamento alla maglia: “Zanetti e Cordoba sono gli esempi da seguire”

di Daniele Najjar, @Daniele_najjar

Ospite speciale della serata organizzata dall’Inter Club “Massimo Moratti” di Fener è la bandiera nerazzurra Beppe Bergomi. Nel corso dell’evento, lo ‘Zio’ ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera. Ecco le sue parole, riportate dal Corriere delle Alpi, partendo dal confronto fra il calcio di oggi e quello di una volta: “Penso che nel calcio moderno servano esempi positivi, perché è un po’ malato e ha bisogno di migliorare. E la medicina non possono che essere le persone. Ivan Cordoba, Javier Zanetti, Paolo Maldini sono degli esempi da seguire, perché si muovono anche nel sociale”.

Una carriera straordinaria quella di Bergomi, aiutata anche in minima parte da alcuni episodi fortunati: “La fortuna mi ha aiutato, anticipando l’esordio. Nel 1982 giocai a causa dell’infortunio di Vierchowod, all’Inter si infortunò Canuti. Feci il mio primo gol nel derby dell’81. Se ho rischiato di giocare nel Milan? Sì. Venivo da una famiglia di milanisti. Feci così un provino nelle giovanili, e mi presero. Dopodiché sorsero dei problemi alle visite mediche e mi scartarono. Li feci con l’Inter e le superai. Da li è iniziata la mia carriera”.

L’Inter per Bergomi non è soltanto una squadra in cui ha giocato, ma è la sua squadra: “Quando ti trovi bene in un posto non pensi mai di andare via. Per me all’Inter è stato così: sono nato a Settala, vicino Milano e so cosa significa il senso di appartenenza a una maglia, a una città. Uno dei ricordi più belli che ho da ragazzo è stato il mio primo viaggio in pullman nelle giovanili dell’Inter: primo settembre 1977. Mi sedetti accanto a Riccardo Ferri, con cui avrei poi giocato per tanti anni”.

Quando gli viene chiesto di fare un nome di un giocatore in cui si rivede oggi, Bergomi sorprende tutti: “Dico ai giovani di seguire la propria passione, e di divertirsi nello sport, senza pensare al denaro. All’Inter mi rivedo in D’Ambrosio, ma scegliendo altrove direi Barzagli. Icardi spero possa diventare una bandiera. Nel calcio d’oggi non ce ne sono più”.

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