Inter-Tottenham, Spalletti: “Dobbiamo stare zitti e raddrizzare la stagione. D’Ambrosio potrebbe non farcela, Icardi? Lasciamolo giocare come sa”

Inter-Tottenham, Spalletti: “Dobbiamo stare zitti e raddrizzare la stagione. D’Ambrosio potrebbe non farcela, Icardi? Lasciamolo giocare come sa”

Il tecnico nerazzurro ha incontrato i giornalisti in sala stampa alle ore 15 per presentare la sfida con gli Spurs

di Simone Frizza, @simon29_

Dopo la tanto clamorosa quanto inaspettata sconfitta interna contro il Parma, maturata grazie ad un eurogol di Dimarco che ha fissato il risultato sul definitivo 0-1, l’Inter di Spalletti si prepara all’esordio in Champions League, sfidando il Tottenham a San Siro nel match di apertura del girone B. Obbligatorio vincere per i nerazzurri, che si ritroveranno poi a dover disputare 3 partite sulle successive 5 dall’altissimo tasso di difficoltà (il ritorno con gli Spurs e le due con il Barcellona). Mister Spalletti ha iniziato pochi minuti fa in sala stampa la conferenza di presentazione del match: seguila live su Passioneinter.com.

PARTITA CHE PUO’ FAR SVOLTARE – “Queste sono gare che ti danno tantissimo a livello di entusiasmo e convinzione. Anzi, secondo me per il nostro momento è una gara che capita a proposito. È una di quelle competizioni che non baratteresti mai per niente al mondo. Si vivono delle emozioni veramente belle, quando ci sei stato poi non puoi più farne a meno”.

COSA C’È DA CAMBIARE – “Se si prendono tutte le risposte e si mettono insieme senza dire la domanda fatta è facile creare confusione. Pochi risultati positivi, ma confusione pochissima perché noi analizziamo tutto, sappiamo quel che dobbiamo fare. È chiaro che si hanno responsabilità importanti se i risultati sono questi, ed io ho la fetta più importante di queste responsabilità. Se però andiamo a prendere anche l’ultima partita, se si vanno a prendere i numeri di confusione ce n’è poca. Non abbiamo fatto gol, abbiamo comandato la partita bene fino al 70′ per poi calare quella che era l’intensità avuta fino a quel momento e poi abbiamo preso gol. Solo lì abbiamo fatto un po’ di confusione perdendo un po’ di ordine. È cominciato il timore di non farcela e poi è andata a finire così. La Champions League è la Disney del calcio: spesso nelle volte precedenti quando ci sono stato, proprio perché vai dentro un mondo particolarmente divertente e bello si sentono musiche dentro gli spogliatoi. I calciatori preferiscono i suoni per entraci dentro ed essere più pronti per la bellezza di questo gioco”.

DISCORSO ALLA SQUADRA – “Dopo aver riguardato la partita uno arriva alla mattina ed imbastisce un discorso alla squadra. Poi dipende dalle tempistiche, il discorso può essere accompagnato da un video, a volte dipende da quello che hanno nella testa i calciatori, spesso ci si confronta e si va a toccare quei punti che vogliamo in tutta tranquillità. Se vogliono partecipare i calciatori possono dire la loro, in questo caso non hanno partecipato ma siamo tutti consapevoli che c’è da metterci qualcosa di più e che questa è una gara che anche senza sapere che c’è sogniamo fin da bambini”.

FAVORITO IL TOTTENHAM – “Non so se la vivono come una pressione, io spero che la voglia e la determinazione di rientrare in questo mondo dei miei calciatori e la sofferenza fatta l’anno scorso per trovarsi a giocare questa partita sia superiore al timore di andarsela a giocare. Si può dire che loro avranno più pressione perché sono quelli con più esperienza in questa competizione o che sono più forti. Loro sono forti, fortissimi, ma anche l’Inter lo è. È la prima partita ed è in casa, non stiamo attraversando un buon momento ma come si diceva prima può essere la gara che ti fa sterzare in maniera veloce, quindi ce la giocheremo”.

ELEMENTO CHE PREOCCUPA – “Ancora non siamo stati in grado di prendere le qualità individuali del calciatore che ha forza e valori sotto l’aspetto della creatività e della qualità personale. Ci sono proprio dei valori individuali che ancora sono troppo bassi in troppi calciatori e che sono sicuro si possano tirare fuori da un momento all’altro perché non dipendono da condizione fisica, da modulo di gioco o da momento psicologico. È una questione che si può sbloccare in qualsiasi partita e mi aspetto che si riesca a fare da un momento all’altro”.

MOMENTO NO DI KANE – “Non penso che sia stanco o che sia giù di forma perché abbiamo visto le partite del Tottenham e l’abbiamo visto operoso in qualsiasi situazione. Anzi, come metri e come scatti fatti è uno di quelli che porta con sé i numeri corretti per il centravanti forte, e per quello che si è visto il Tottenham si appoggia molto su questo calciatore perché prova a imbastire in maniera corta però spesso poi l’azione si finisce con il cross su di lui. E lui poi è bravo a trovare con le sue sponde i calciatori che gli girano intorno”.

BLOCCO PSICOLOGICO DELLA SQUADRA – “Io non accetto che la squadra negli ultimi 10 minuti si divida così in due tronconi o che, in ogni minuto fin dal 75′, pensi che se non va bene qualcosa poi non si riesca più a riprendere in mano la partita. Ci dev’essere sempre un ordine e una consapevolezza che dev’essere sempre il sistema che hai creato e che hai provato a crearti e farti da perno per lo svolgimento della partita. Questo mi è piaciuto poco, però poi abbiamo anche analizzato una serie di componenti come fate anche voi, e se si va a vedere dentro quella partita ci sono tutte quelle componenti. A noi è mancato soprattutto chiudere qualche palla che ha attraversato l’area nel primo tempo, abbiamo fatto molti cross fatti bene, recuperato moltissimi palloni sui 60/70 metri, non abbiamo preso delle ripartenze come è successo nella prima partita contro il Sassuolo, siamo stati ordinati e continui nell’atteggiamento fino al 75′. C’erano tutti numeri che i ragazzi sanno perché poi diventa un modo di lavorare, che non dipendono dal calciatore che c’è in campo. Noi tentiamo di fare bene pur sbagliando, in questo momento. C’è ancora tutto il tempo possibile perché questa competizione dev’essere l’obiettivo sempre, dobbiamo sempre partecipare alla Champions League essendo l’Inter. Quindi c’è da andare a riprendere dei punti  in campionato per poi essere a rigiocarsi questa competizione”.

DIFESA A 3 O A 4 – “Anche qui bisognerebbe approfondire il discorso. Noi abbiamo sempre giocato a 4, abbiamo costruito qualche volta stando a 3 come ha fatto anche il Tottenham nell’ultima partita, che a un certo punto si è messo a girare palla a 3. Si fa per far perdere ordine all’avversario se ha trovato un incastro giusto sulle tue costruzioni. Quando si gioca a 4 ci sono i due terzini che si aprono, ma quando l’azione si sviluppa su un lato il terzino dell’altro lato passa a fare il terzo centrale. Tenendoli tutti e due alti si rischiano le ripartenze, a meno che tu sei bravissimo a tenerli là e non perdere mai palla, ma se te la rubano sulla trequarti rischi le ripartenze. Quindi difesa a 3 o a 4 cambia poco, è sempre il terzo centrale che aspetta la loro ripartenza: può essere o il centrale o il terzino che stringe quando l’azione si sviluppa dalla parte opposta”.

POCA ESPERIENZA DELLA ROSA IN CHAMPIONS – “Mi sembra di aver già un po’ risposto perché prima ho detto che ci manca un po’ d’esperienza, però la voglia di conoscere come si sta dentro questa giostra qui è una cosa che deve creare dell’attrazione che va al di là del nostro limite, non deve funzionare come una pressione e sono convinto che non sarà così. Anzi, questa partita così importante è probabilmente quella che ci farà superare determinati blocchi per quello che si è visto fino a questo momento. Poi sono convinto che piacerà moltissimo a quelli che non l’hanno ancora vissuta”.

ICARDI POCO COINVOLTO NEL GIOCO – “Mauro lasciamolo così com’è, nel senso che è uno a cui piace attaccare più la profondità. Nell’ultima partita ha fatto fatica siccome in area ci siamo arrivati con tanti calciatori e l’abbiamo affollata troppo. Tante volte quando gli avversari gradiscono andarsi a mettere là per avere tutto il folto possibile a quel punto è meglio invitarli a doversi allentare con le linee di centrocampo e di difesa portando la palla a centrocampo. Quando invece è tutto così chiuso bisogna avere quell’uno contro uno rabbioso fatto di tecnica e rapidità nello stretto che non è facile trovare nei calciatori. Noi qualcuno lo abbiamo, ma non siamo riusciti a metterlo in pratica. Ma nei palloni che attraversano l’area e si chiudono sul secondo palo lui è uno dei più forti che io ho mai allenato”.

GRUPPO REMISSIVO – “Noi non abbiamo accusato nessuno, abbiamo fatto un’analisi. I calciatori erano d’accordo sull’analisi e quindi non hanno partecipato, se uno non è d’accordo lo può dire. In questo caso nessuno ha parlato anche perché sono infastiditi anche loro da questi risultati, e anche loro pensano che ci sia da parlare poco e lavorare molto. Non c’è bisogno di stuzzicarli molto perché in questo caso c’è da rimboccarsi le maniche e fare di più, altrimenti i discorsi portano ancor più cose da chiarire, ma è già tutto abbastanza chiaro. Anche il fatto che i risultati fatti sono pochi, su quello avete ragione voi”.

TENERE TESTA AL TOTTENHAM – “Noi dobbiamo fare la partita perché giochiamo in casa, dobbiamo tentare di tenere palla. Loro hanno molte armi nel loro arco perché hanno tecnica, velocità e fisicità, e questo fatto che l’ultimo quarto d’ora abbiamo un po’ abbassato il livello di qualità di corsa non mi è piaciuto granché. In allenamento però questo non posso migliorarlo, lo vedrò solo domani sera. Qui c’è un po’ da allenare quelli che non hanno giocato, poi oggi c’è solo da pulire un po’ di scorie di quelli che hanno giocato due giorni fa, da ripulire ancora di più dopo ieri e da muoversi dal punto di vista della reattività per ricreare quell’impulso che poi ti prepara alla partita. Quindi questo dettaglio non sono in grado di andarlo a valutare, domani sera avrò un’idea sicuramente più chiara”.

DIFESA A 3 VISTI GLI INFORTUNI – D’Ambrosio va valutato e lo andremo a fare domani. Oggi proverà a correre ma penso che abbia dolore perché ha preso una botta e ha una contusione importante nel muscolo. Ieri ha lavorato bene, è migliorato però poi sono importanti le ore ed il rischio che non ci sia c’è. Se così fosse noi abbiamo le nostre possibilità nel gruppo che è stato creato, ma è chiaro che ci vuole la disponibilità di qualcuno nel fare qualcosa di diverso dallo specifico per lui. Saremo in grado di mettere in campo una formazione importante per l’Inter. Tatticamente poi si può giocare sia a 4 con un terzino che spinge meno che a 3 con i due ‘tuttafascia’ a centrocampo”.

ICARDI A SECCO – “Secondo me la causa è di questo momento, dove la squadra non riesce ad esprimersi in maniera ottimale e quindi lui riceve un gioco da andare a chiudere più sporco di quel che dovrebbe essere. Non siamo riusciti ad avere quell’equilibrio, come è successo nella partita di Sassuolo, che ci consente di tenere lui in una posizione del campo dove si riesce a sfruttare il meglio che ha a disposizione. Se riesci a mantenerlo vicino all’area di rigore per lui è sicuramente un’altra partita”.

BROZOVIC UNICO REGISTA – “L’unico difetto che posso trovare a Brozovic in questo momento è quello di aver fatto troppa strada, deve rimanere più nella zona precisa per essere poi importante nel toccare molti palloni e gestire la squadra. Ogni tanto va a correre fino alla zona del terzino, e quindi poi per due/tre azioni non lo ritrovi sullo sgabellino del centro del campo dove dirigi tutte le azioni e sul quale molti palloni passano. Questo lui lo deve mettere a posto, perché quando vede che le cose non vanno bene tende a fare più di una posizione, perdendo di lucidità. Ma se riesce a mantenere un po’ di ordine è un giocatore forte”.

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