Frey, le rivelazioni shock sulla sua malattia: “Ero paralizzato e ho rischiato la vita: ora sto bene. Ecco cosa mi è successo”

Frey, le rivelazioni shock sulla sua malattia: “Ero paralizzato e ho rischiato la vita: ora sto bene. Ecco cosa mi è successo”

Tutto è cominciato da quello che sembrava un banale raffreddore

di Lorenzo Della Savia

Se l’è vista brutta, Sebastien Frey, nei primi mesi di questo 2019: a proposito di bilanci di fine/inizio anno, per un Capodanno che l’ex portiere dell’Inter rischiava di non vedere. Lo scorso 21 marzo, infatti, Frey annunciava su Instagram di aver rischiato di perdere la vita a causa di un virus contratto contestualmente ad un raffreddore, che gli è costato una paralisi parziale e momentanea, e di aver cominciato un percorso di recupero. Ne ha parlato, l’ex portiere, ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com.

“Quando senti certe cose, ti fermi per un po’, pensando a ciò che ti viene detto – racconta Frey – Potevi morire, mi ripeteva il medico. Da un giorno all’altro, per colpa di un raffreddore. Alla fine però eccomi di nuovo qui, tornato alla mia vita normale. Certo, per riprendere a camminare, mi sono serviti un paio di mesi di fisioterapia. Ma posso finalmente dire di stare bene”.

Entra quindi nei dettagli dell’accaduto: “E’ iniziato tutto banalmente, con un po’ di raffreddore presto trasformatosi in febbre – continua – La temperatura è salita a quota 40, non ne voleva sapere di abbassarsi. Vado dal medico, mi prescrive un antibiotico che dopo una settimana non aveva ancora fatto effetto. Poi, il momento peggiore: una mattina mi sveglio e capisco che sono in grado di muovere soltanto la testa. Dal busto in giù, mi sentivo completamente paralizzato”.

“Mi facevano due o tre prelievi al giorno, ogni giorno – spiega ancora Frey, rimasto per otto giorni in ricovero – Hanno scoperto che si trattava di un virus, mi dissero che rischiavo la vita. In poche parole, questo virus era riuscito a farsi largo a causa del livello troppo basso di difese immunitarie. Non mi restava che aspettare e sperare che il mio corpo sviluppasse gli anticorpi necessari per sconfiggere il virus. Mi permisero di tornare a casa dopo oltre una settimana di ricovero”.

Una bella mazzata, dalla quale l’ex calciatore – benché ne sia sostanzialmente uscito – sta ancora recuperando: “Dal punto di vista psicologico non ho passato un bel momento: avevo perso l’uso delle gambe e continuavo a dimagrire sempre di più. Poco alla volta sono riuscito a tornare alla normalità, oggi non posso dire di essere al 100%, devo ancora fare dei controlli, però ho ripreso a fare sport e a seguire la mia routine quotidiana”, conclude.

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