Gravina: “Ripresa il 3 maggio? È un’ipotesi, ora serve responsabilità. E la Lega sia più collaborativa”

Gravina: “Ripresa il 3 maggio? È un’ipotesi, ora serve responsabilità. E la Lega sia più collaborativa”

In questo stato di emergenza nazionale, il ritorno al calcio giocato rimane un rebus di difficile risposta

di Alexander Ginestous, @AGinestous

Intervenuto in qualità di ospite sulle frequenze di Radio Kiss Kiss, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina è tornato a parlare della ripresa della Serie A, lasciandosi andare anche ad un commento sulla battaglia negli uffici della Lega sulla ripresa degli allenamenti delle squadre.

Ecco le sue parole: “La ripresa del campionato il 3 maggio? Di scientifico non c’è nulla. È una data ipotizzata, stiamo lavorando su alcune ipotesi di posizionamento di un calendario, ma oggi ogni previsione è priva di fondamento. Dobbiamo lavorare sulle ipotesi. E l’ipotesi 3 maggio farebbe chiudere il campionato al 30 giugno. Ma è ipotizzabile anche il 10 e il 17 maggio. Dobbiamo essere realisti. Oggi esiste una crisi di carattere generale, il calcio è in terza o quarta fascia nelle priorità. Ottimisticamente possiamo dire che c’è possibilità di ripartire. In questo momento ci sono delle priorità diverse. Vogliamo salvare la stagione 2019/20, ma bisogna avere la certezza di non danneggiare la stagione 2020/21. Vogliamo portare a termine questa stagione nel miglior modo possibile, consapevoli che viviamo uno stato di emergenza generale”.

Sulla Lega – “Da questa esperienza dobbiamo trarre degli insegnamenti, non solo nel mondo del calcio. Le diverse leghe componenti potrebbero essere tutte più partecipi e collaborative per tracciare una strada per il nostro sistema. Ce lo auguriamo per il calcio e per tanti settori dell’economia del nostro Paese. Il calcio sta soffrendo, soffrirà, pagherà un prezzo molto alto, salato. Ma questo non riguarda solo il calcio. Nella speranza che questo prezzo possa avere una sorta di ritorno, nella sensibilità di ognuno di noi, nel dare un contributo positivo allo sviluppo dell’economia”.

Playoff e Playout – “Playoff e playout è un’idea. Non ci sono termini stabiliti. E’ un’idea marginale rispetto a quella della definizione del campionato. Se si può giocare con playoff e playout vuol dire che qualche partita di campionato si può giocare. Stiamo lavorando. Le ipotesi sono diverse: congelare la classifica; non assegnare i titoli; cercare di trovare una modalità per salvaguardare la competizione sportiva, tra le prime 4 ad esempio della Serie A o chi può avere titolo; cercare di non disputare, se non sarà permesso, ogni partita, ossia finisce qui il campionato e lì bisognerà capire il da farsi. Nell’ambito di tutta questa programmazione c’è da inserire una finestra per le Nazionali nel mese di giugno, ci sono da completare le competizioni internazionali  e per quanto ci riguarda anche la Coppa Italia. Oggi dobbiamo essere responsabili”.

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