Julio Cesar: “Difesa fortissima, ma a Conte serve qualcuno che segni. Lukaku e Dzeko vanno bene”. E poi parla dei tifosi

Julio Cesar: “Difesa fortissima, ma a Conte serve qualcuno che segni. Lukaku e Dzeko vanno bene”. E poi parla dei tifosi

L’Acchiappasogni è in Asia insieme al resto della squadra

di Lorenzo Della Savia, @loredstweet

Julio Cesar è uno che di difese se ne intende. Ne ha guidate parecchie, dai pali, per molti anni: e per molti anni lo ha fatto anche all’Inter, vincendo tutto il possibile. Ora è anche lui in Asia, insieme ai nerazzurri, coinvolto in alcune iniziative della tournée asiatica della squadra di Antonio Conte. E parla ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. A cominciare, appunto, dalla difesa dell’Inter: “E’ il reparto più forte, nessun’altra squadra ce l’ha così – spiega – Godin, de Vrij, Skriniar, Handanovic stesso: sono nomi troppo importanti per la squadra, oltre che dei riferimenti per gli altri”.

SU CONTE ALLA MOURINHO – “Beh, ha bisogno di qualcuno che segni. Capisco il tecnico, è arrivato carico per portare la sua filosofia di gioco e le sue idee. In questo momento non sta lavorando con la rosa al completo, capisco che per lui possa essere difficile. La società lo aiuterà sicuramente a risolvere questo problema mettendogli a disposizione i giocatori che gli servono”.

SU LUKAKU E DZEKO – “Sono due campioni, l’hanno già fatto vedere nella loro carriera. Mi piacciono entrambi, sono attaccanti forti che sanno segnare tanto. Non so chi potrà arrivare, uno dei due, tutti e due. Ma si tratta di profili alti”.

SUL 3-5-2 DI CONTE – “Io di moduli ho sempre parlato poco volentieri. Credo che ogni tecnico al mondo abbia una propria filosofia. Se lui crede in questo sistema, è giusto che vada avanti per la sua strada. Ma è altrettanto importante che i giocatori capiscano subito le sue idee per metterle in pratica il prima possibile. Prima si impara, meglio è per tutti”.

SUL BOOM ABBONAMENTI – “E’ un segnale importante. Diciamo così: i tifosi il loro lavoro lo stanno facendo… Certo, è una responsabilità per i giocatori. Ed è anche una risposta a chi diceva che avrebbero mal visto l’arrivo di Conte per il suo passato juventino. Nel calcio contano i risultati, questa è la verità: se il tecnico porta i trofei, i tifosi saranno con lui sempre, funziona così”.

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