27 Novembre 2018

Tottenham-Inter, Spalletti: “Disposti a tutto pur di passare”. Perisic: “Futuro in Premier? Chi lo sa…”. Asamoah: “Non giocheremo per il pari”

Il tecnico nerazzurro, insieme al ghanese e al croato, hanno incontrato i giornalisti in sala stampa alle ore 19.45 per presentare la sfida con gli inglesi

Giorno di conferenze in casa Inter: il mister Luciano Spalletti, Kwadwo Asamoah ed Ivan Perisic hanno parlato in sala stampa per presentare il delicatissimo match di domani sera contro il Tottenham. In caso di non sconfitta, infatti, i nerazzurri sarebbero matematicamente qualificati agli ottavi di finale di Champions League, eliminando proprio gli Spurs. In caso di ko, invece, la qualificazione verrà decisa all’ultima giornata, nella quale gli inglesi affronteranno il Barcellona al Camp Nou, mentre i nerazzurri il PSV Eindhoven a San Siro.

Mister Spalletti, e i due calciatori hanno iniziato alle ore 19.45 in sala stampa la conferenza di presentazione del match: seguila live su Passioneinter.com.

TORNARE A WEMBLEY CON L’INTER
Perisic: “È stata una bella esperienza giocare qui, abbiamo perso alla fine ma è stata una bella esperienza. Non vedo l’ora di giocare, tutti noi non vediamo l’ora vista l’importanza della partita”.

QUANTO È IMPORTANTE LA VITTORIA DOMANI
Perisic: “Sappiamo che ci basterà un punto, ma giocheremo per vincere come facciamo sempre”.

FUTURO IN INGHILTERRA
Perisic: “Ho già detto diverse volte che è un mio sogno giocare qui, vedremo, nel calcio tutto è possibile. Per ora però mi concentro sull’Inter”.

PERICOLOSO GIOCARE PER IL PAREGGIO
Asamoah: “Siamo qui soprattutto per portare a casa la vittoria. Non è semplice, è un campo molto difficile perché sono seguiti dai loro tifosi. Noi vogliamo portare a casa un buon risultato”.
Perisic: “Asa ha già detto tutto, sappiamo che sarà difficile giocare contro una squadra come il Tottenham. Se giochiamo per prendere solo un punto perdiamo di sicuro. Dobbiamo giocare per vincere, solo così potrà andare tutto bene”.

STRESS POST MONDIALE
Perisic: “I numeri dicono così ma io ho già detto tante volte che non mi interessano. Mi interessa solo che la mia squadra vinca, sicuramente ho riposato poco e non ho fatto una buona preparazione causa mancanza di tempo post Mondiale, però lavoro duro tutti i giorni per dare il massimo per la squadra”.

DIFFERENZE TRA CROAZIA E INTER
Perisic: “Tutti gli allenatori chiedono quello che vogliono e noi dobbiamo sempre dare il massimo. A volte giochiamo con un altro sistema, ma quello che chiede il mister lo facciamo sempre. Noi in Nazionale giochiamo con un sistema un po’ diverso, ma non è un problema. Dobbiamo solo ascoltare l’allenatore”.

RESPONSABILITA’ VISTA L’ESPERIENZA IN CHAMPIONS
Asamoah
: “Penso che conti la mia esperienza in Champions. Ho giocato qui e so com’è Tottenham. Noi siamo cresciuti tanto rispetto all’andata. Era la prima partita per tanti miei compagni in Champions. Adesso abbiamo preso più confidenza. Era da un po’ che non giocavo titolare e sono cresciuto tanto. Ho avuto fiducia e sto aiutando la mia squadra”.

PRESSIONE A CAUSA DEL RENDIMENTO DI KEITA
Perisic: “La risposta è no, perché so che ho qualità e so che le hanno anche i miei compagni. Dobbiamo essere tutti pronti perché non possono giocare sempre gli stessi, dobbiamo essere a disposizione del mister a prescindere dal minutaggio”.

A seguire le parole di mister Spalletti.

TOTTENHAM – “Ho sentito l’intervista di Pochettino, mi aspetto quello che lui ha detto, che provino a vincere queste due partite. Sono convinti di poterlo fare contro qualsiasi avversario. Fin dal giorno del sorteggio sapevo che per qualificarci dovevamo battere una delle più grandi squadre dello scenario europeo. Pochettino è un allenatore forte dal punto di vista tecnico-tattico perché la sua squadra cambia modulo, ma si vede sempre la sua mano. L’ho subito visto come uno forte anche psicologicamente, che è una qualità fondamentale per allenare a livello europeo, quindi dico che può succedere quello che dice lui, ma anche il contrario, perché dalle nostre parti il mondo gira, quindi le cose possono avvenire come le vedi ma anche diversamente”.

PASSARE IL TURNO – “Sono tantissimi anni che il mondo interista aspetta di giocare queste partite, e quello che diventa fondamentale per i nostri tifosi è vedere che noi siamo disposti a tutto per questo risultato. Quello che è la possibilità di qualificarci è una cosa reale, però è chiaro che la dobbiamo ancora sudare fino all’ultima goccia. La qualificazione è ancora in ballo, però noi abbiamo le possibilità per il livello della squadra di giocare una partita contro qualsiasi avversario. In questa gara sia per noi che per loro non c’è niente da nascondere, sarà uno scontro a viso aperto”.

PERCORSO ALL’INTER – “Sono d’accordo che passando il turno non sarebbe precluso niente nel futuro. Sarebbe un qualificarsi come si è detto prima contro una delle più grandi squadre. Deve esserci questa convinzione di poter andare avanti negli scontri successivi, però a me sembra che ormai questa cosa sia nelle menti del mio gruppo, perché io li ho visti cresciuti dal punto di vista di mentalità e di trasferirsi una mentalità vincente. Quando si ha a che fare con un gruppo importante composto da 20 calciatori forti a volte si rischia che diventino anche tutte riserve andandoli a far giocare poco, invece nella mia squadra per come si parlano e per come competono in allenamento stanno diventando tutti titolari, e questo è un atteggiamento mentale corretto che ci dà solidità e sostanza a livello futuro”.

PARTITA PIU’ IMPORTANTI DEGLI ULTIMI ANNI – “È una partita di questo livello, di quelle che noi dobbiamo ambire ad andare a giocare e non c’è pressione che tenga. Quando mi si dice che si va a giocare a Wembley, uno dei monumenti del calcio europeo, l’emozione e la pressione a livello di testa non deve esserci. Noi veniamo da San Siro, quindi siamo abituati a questo tipo di calore intorno alla partita, sia a favore che contrario. Altrimenti vorrebbe dire che non si ha la qualità per giocare in una delle squadre più forti della storia europea come l’Inter. Questa partita è il termometro vedere se si ha il livello da Inter, e per quello che ho visto, eccetto qualche momento, noi ormai ci siamo abituati a quei tipi di atteggiamento che hanno le squadre importanti. Per quello che è il modo di allenarsi, parlarsi e parlare anche dei compagni vogliamo rimanere a questo livello di calcio ed andare avanti”.

DIFFERENZE TRA CAMPIONATO E CHAMPIONS – “In Champions ci sono delle squadre che hanno ormai raggiunto una qualità di primissimo grado nel modo di esporre calcio e nella qualità tecnico-tattica del calcio. Ci si va a trovare il massimo. Io dico che probabilmente la differenza la fa anche il fatto di vedersi fuori da una competizione che aspetti da anni, anche perché è tutto da vedere cosa sarà la prossima stagione. Se ci sei da più anni probabilmente la vivi in maniera differente. Domani sera la partita non va considerata come del girone, ma come fosse uno scontro diretto, altrimenti perdendo domani potremmo non essere più padroni del nostro destino. Finora abbiamo condotto molto bene il percorso, e vogliamo continuare a mantenere saldo il posto dove vogliamo andare”.

DUE RISULTATI SU TRE – “Il discorso è semplice, è tutta da guadagnare questa qualificazione. Non abbiamo nessun vantaggio, i calciatori devono pensarla così perché ci sarà da sudare fino all’ultima goccia, e sapevamo che sarebbe stato così dopo il sorteggio. Avevamo detto che la quarta fascia l’avevamo pagata tutta nel sorteggio, e per quanto mi riguarda se c’è qualche calciatore che pensa anche minimamente che non sia fondamentale vincere domani sera si trova nel posto sbagliato, perché noi dobbiamo assolutamente pensare che la qualificazione è dentro il risultato della partita di domani sera”.

TOTTENHAM-CHELSEA – “Io l’ho vista bene quella partita, l’abbiamo vista e rivista tutti, e secondo me non è andata così. Non è stato un “maltrattamento” così completo: è vero che all’inizio sono entrati in campo fortissimo ed al Chelsea non è riuscito il palleggio di sempre che è una qualità delle squadre di Sarri, sbagliando troppi palloni. Però eccetto quei primi 20 minuti dove poi hanno fatto 2 gol ci si trovano delle colpe per quanto riguarda gli avversari, in quel momento di partita. È chiaro che loro hanno la loro forza, la loro convinzione e qualità di strappo sulle fasce, hanno forza fisica, sanno giocare bene a calcio anche su un campo così. Se riesci a fare le cose che a loro danno fastidio, a ribaltare un attimo lo scenario che loro si immaginano entrando in campo poi secondo me si può avere uno scorrimento della gara diverso da quella contro il Chelsea. Penso che sia importante il blocco squadra e l’impatto nella partita, che ci sia un atteggiamento convinto delle nostre qualità e caratteristiche. Perché altrimenti poi andando lì a far gestire il pallino potrebbe essere difficile per chiunque come per il Chelsea”.

TOTTENHAM-JUVENTUS – “È passato un po’ di tempo, le loro condizioni lì non le so, so quelle di ora. Si trovano in un momento in cui sono al top della forma, sono allenati bene da Pochettino che è un grande per quanto riguarda il fare il nostro lavoro. Passa sempre dalla qualità che avrai nella costruzione del gioco, perché il tentare di portare a casa il risultato andandosi a difendere al limite dell’area non funziona, basta vedere la partita contro il PSV. È vero che hanno vinto solo all’ultimo, ma la partita poteva avere un risultato clamoroso se fossero andate in modo corretto alcune situazioni. Noi non dobbiamo lasciare spazi e creare possibilità a loro di usare la loro velocità nelle ripartenze. Dobbiamo fare la nostra partita, non mi piace l’Inter che aspetta nella sua metà campo che gli avversari ci aspettino, ci sto male sotto i piedi degli altri. Si va a fare quello di cui si è sempre parlato: poi a volte non si riesce e si subiscono risultati anche dolorosi, ma dobbiamo proseguire sempre sulla stessa strada. Quando c’è possibilità si gioca la palla per costruire una nostra identità, mentre quando ce l’hanno gli avversari è chiaro che dobbiamo difenderci. Però è sempre una mentalità che vuol incidere sul livello di gioco di partita, che non deve essere assolutamente passiva. No atteggiamento intermittente, ma di quelli che hanno una conoscenza di dove vogliono andare”.

INTER DIVERSA RISPETTO ALL’ANDATA – “Abbiamo giocato altre gare nel frattempo, prendendo confidenza con la competizione. Abbiamo giocato con due delle squadre più forti, compresi loro. All’andata siamo andati in difficoltà ma abbiamo fatto anche buone cose, mentre il Barcellona ci ha insegnato altre cose. Al ritorno abbiamo pareggiato all’ultimo, però ho visto un atteggiamento corretto, forse anche troppo giocato a viso aperto avendo lasciato degli spazi coi quali poi ti puoi fare male. I nostri calciatori secondo me hanno la testa giusta per il livello di squadra dove giocano e per quello che dev’essere il livello di risultati che devono portare a casa”.

CONDIZIONI DEL TERRENO – “Non è buonissimo per giocarci partite di questo livello, e soprattutto in Inghilterra sono abituati in maniera differente. Penso che lo spettacolo un pochino ne risentirà, però il campo è uguale per entrambi, giochiamo sempre 11 contro 11. Domani sera non c’è tempo per aver paura, se ci si pensa bene non si sta comodi dentro l’aver paura. Quindi paura di cosa? Si viene a giocare su questo campo e si assorbono subito tutte le notizie che ci vogliono per andare a sviluppare il nostro calcio”.

CONDIZIONE DELLA SQUADRA – Asamoah e D’Ambrosio probabilmente saranno della partita ma abbiamo anche altre possibilità. Abbiamo un numero di difensori che possiamo sfruttare, magari cambiando anche assetto. Poi per quello che sto vedendo sarà sempre più difficile comporre l’11 che entra in campo, e sicuramente non sarà quello titolare visto che quelli che rimangono fuori non possono essere chiamati riserve. Ci sono 3/4 calciatori freschi che non hanno giocato la scorsa partita, mentre poi c’è qualcuno che dovrà rigiocare, ma i giorni sono sufficienti per aver recuperato e poi l’importanza della partita annulla qualsiasi difficoltà”.

DOVE SI PUO’ MIGLIORARE – “Non è una cosa sola, una giocata o un comportamento. Sono una serie di cose. Tu devi portare a casa una serie di risultati, un numero di vittorie nei campionati che ti permette poi di prendere coscienza che effettivamente hai quella garra lì. È l’essere esecutivo per tanti momenti, il tenere il ghigno per un numero di minuti senza doverti rilassare per forza perché non ce la fai a mantenerlo. Ci sono dei calciatori che l’hanno vissuta durante la carriera quella caratteristica, ci sono nati, mentre altri se la sono costruita ed hanno faticato. Dipende da una mentalità che tu esibisci ogni volta che entri in campo, a prescindere dal minutaggio. Negli allenamenti, se vuoi essere di quelli forti, c’è la stessa competitività che c’è dentro le partite. Se ti alleni bene anche gli altri poi crescono e sono pronti quando bisogna giocare contro altri. È il farsi il mazzo giorno dopo giorno che fa la differenza, non l’abito che indossi una volta. Come sei arrivato a un evento fa la differenza: noi abbiamo sofferto per arrivare qui, e la sofferenza che abbiamo avuto dobbiamo mostrarla domani sera”.

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