15 Maggio 2020

Materazzi sul Triplete: “Ci abituavamo a giocare in inferiorità numerica. Speriamo presto in altri trofei”

L'ex difensore dell'Inter ricorda la magica stagione del 2010

Torna l’appuntamento social più seguito dai tifosi di calcio: Christian Vieri questa sera sul suo profilo Instagram ospita grandi personaggi dello sport e non solo. Torna infatti Marco Materazzi, ricordando la storica stagione del 2009-2010, con in panchina José Mourinho.

TRIPLETE – “Visto quello che abbiamo passato nel 2002 e nel 2003 avrei voluto avere Vieri con me. Avrebbe fatto la sua incredibile  figura con noi e nel nostro spogliatoio”.

SCUDETTO 5 MAGGIO – “Poteva essere lo scudetto più bello perché inaspettato. I precedenti erano anni bui, a stento arrivavamo alla Coppa UEFA. Abbiamo cambiato tanto e nessuno se lo aspettava. Poi è andata come è andata. Era il più bello ed era un gruppo forte con tanti italiani. Questo è un fattore molto importante. Si vede in campo e fuori”.

MOURINHO – “Un fenomeno. Al primo allenamento non volava una mosca, poi ci ha detto che potevamo parlare. Eravamo tutti terrorizzati. Da lì è stato uno spasso, è stato un fratello, un padre e a volte anche un po’ figlio di buona donna. Ad Adriano disse che non giocava più perché aveva fatto serata, tre giorni dopo titolare con Ibra nel derby. Sapeva quali corde toccare. Dopo la sconfitta di Catania ci fece uno “shampoo” incredibile. Ne fece uno grande a Toldo perché non giocava, gli disse che non era più lo stesso. E Francesco gli diede ragione. Dopo quella volta andammo a Londra – che era decisiva – e prendemmo il volo e diventammo invincibili”.

GRUPPO – “Ci allenavamo per giocare 11 vs 9 o contro 10. Ci allenavamo per partite come Barcellona, Mou ci disse di lanciarla avanti e difendere. Eravamo fortissimi e compatti”.

MILITO – “Ha perso tempo, era un giocatore che poteva giocare tantissimi anni in grandi squadre. Era umile e faceva sempre gol, per un attaccante è fondamentale”.

ETO’O – “Ha fatto il Triplete l’anno prima, stimolarlo non era facile. José gli ha mandato un sacco di messaggini per farlo venire. In quell’anno era disposto a fare tutto per vincere due Tripleti di fila. Nella vita capitano a pochissime persone”.

FINALE DI COPPA ITALIA – “Durante il 2-0 contro la Lazio Mourinho si avvicinò e mi disse “bella la finale eh?! Devi giocarla”. L’allenamento dopo la partita ero indemoniato. Mi aveva dato una grande fiducia e mi giocavo la finale di Coppa Italia. Fece la stessa cosa anche dopo Barcellona, mi disse che a Madrid sarei entrato”.

TRE SCONFITTE NELLE FINALI – “Non era una stagione positiva perché non avevamo vinto. Mi sarei ammazzato. E’ difficile arrivarci, bisogna dar merito ma l’importante è vincere. Se ne perdi tre di fila è una stagione negativa”.

BARCELLONA – “San Siro ti trasforma, ma vai sotto 1-0 e se non sei forte non la ribalti. Non si poteva sbagliare, era la vera finale. Il Barcellona 10 anni fa vinceva 9 partite decisive su 10. La svolta è stata la semifinale, era una squadra di marziani”.

PRECAMPIONATO – “Giocammo con il Chelsea di Ancelotti e non avevo buone sensazioni. Poi dopo marzo non ce n’era per nessuno”.

ATTUALITA’ – “Stanno facendo molto ma la Juventus è superiore. Speriamo di tornare presto come tifoso dell’Inter, però bisogna essere onesti. Ora se la giocano, prima o poi ci arrivano ma la Juventus ha lavorato bene. Quest’anno è mancato un po’ negli scontri diretti, se riparte il campionato può succedere di tutto”.

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