Moratti: “Non ricompro l’Inter, siamo nelle ottime mani di Zhang. Sneijder? Me lo consigliò un barista!”

Moratti: “Non ricompro l’Inter, siamo nelle ottime mani di Zhang. Sneijder? Me lo consigliò un barista!”

Lo storico presidente nerazzurro parla così dagli studi di Che Tempo Che Fa, su Rai 2

di Simone Frizza, @simon29_

All’interno di uno studio con un clima surreale, essendo privo di pubblico, Fabio Fazio, tra i tanti ospiti nel suo programma Che Tempo Che Fa, ha intervistato anche l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti. Ecco le sue dichiarazioni.

Steven Zhang – “Gentilissimo, tutte le volte che mi incontra dice di essere orgoglioso di essere presidente. È un ragazzo molto intelligente e sensibile, con anche molte posibilità. Siamo in mani buone”.

Ricomprare l’Inter – “Non ci ho mai pensato. Ovviamente mi farebbe piacere avere la stessa età di allora, ma non lo rifarei. È stato un capitolo bellissimo ma ora siamo nelle mani di gente che vede il futuro nella maniera giusta”.

Passione dalla mamma – “È vero, papà diventò interista grazie a lei ed io di conseguenza”.

Acquisto della società – “Avevo parlato con i miei figli, ma tutti avevamo un po’ timore di dirlo. Poi però l’acquisto l’abbiamo fatto, e guardando la televisione nei giorni successivi erano solo complimenti. Feci chiudere gli ascensori dell’ufficio perché non volevo le trasmissioni in diretta”.

Giocatore che avrebbe voluto e non è mai arrivato – “Sì, Cantona. Fin dal primo giorno lo volevo, anche se non fu l’unico. Ma lui il principale”.

Contratto firmato su un tovagliolo per Figo – “È vero (ride, ndr). Figo era venuto a trovarmi al mare, allora voleva essere sicuro delle cose principali di un contratto, quindi riuscii a scrivere due cifre sul tovagliolo firmato che lui poi portò il giorno dopo alla stesura dei contratti ufficiali”.

Sneijder arrivato grazie ad un barista – “Sì, era un ragazzo che aveva il bar in un bagno al mare. Io e mio figlio iniziammo a parlare con lui, e parlandomi di Sneijder mi convinse. Mi disse due cose molto semplici ma che mi convinsero, purtroppo però non si è più fatto vedere in giro, nonostante questo aneddoto l’abbia raccontato più volte”.

Mourinho incontrato a casa – “Ci eravamo messi in una stanzetta nascosti, poi arrivò la portinaia e ci scoprì, ma io tranquillizzai José dicendogli di non preoccuparsi (ride, ndr)”.

Annuncio addio Mourinho – “Io lo sapevo già, lo avevamo anche capito. Per me lo ha fatto abbastanza male, poteva aspettare ancora qualche ora (ride, ndr). Anche se la sera dopo fu a casa mia a Milano. In quel periodo stavamo vincendo, c’era tensione e non volevo creare altri problemi chiedendogli in anticipo se voleva andare via o restare. L’importante era vincere tutto, e per fortuna l’abbiamo fatto”.

Giocatore più amato – “Ronaldo, Recoba, ma uno dei più amati fu anche Ibrahimovic. Strepitoso, un grande professionista. Se devo dirne un altro un po’ meno conosciuto direi Ince.

VAR – “Il calcio mi piace ancora sebbene sia cambiato, ma il VAR non mi piace…”.

Derby preferito – “Dei miei il primo: dovevamo perdere 5-0, invece vincemmo 3-1 nonostante 6500 gol sbagliati dal Milan”.

Scudetto – “Chi vince? Prima di tutto vediamo se si va avanti. Le misure preventive prese finora, seppur impressionanti, mi sembrano adeguatissime. L’Inter ha buone possibilità, mi sembra possa essere un anno giusto per vincere”.

Conte – “È molto bravo, credo sia proprio un ottimo allenatore che ci tiene tantissimo a fare bene”.

Stadio – “Quando posso ci vado sempre, sì. Mi piace ancora tanto”.

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