Sconcerti: “Si è rivista l’Inter di Spalletti. Lukaku assente, Dybala ha stravinto su Lautaro. Eriksen non capisce…”

Sconcerti: “Si è rivista l’Inter di Spalletti. Lukaku assente, Dybala ha stravinto su Lautaro. Eriksen non capisce…”

Il giornalista nella sua analisi sul Corriere della Sera

di Antonio Siragusano

La sconfitta rovinosa dell’Inter arrivata nel secondo tempo contro la Juventus, ha rivelato tutti i limiti caratteriali della formazione di Antonio Conte. Dopo 55′ equilibrati, infatti, è bastata una rete di Ramsey per far sciogliere come neve al sole la squadra nerazzurra, troppo fragile da qual momento in avanti e senza uno scatto d’orgoglio che ci si sarebbe aspettati in uno scontro diretto in cui in ballo vi era lo scudetto. Molto severo nel suo giudizio sui singoli è stato questa mattina il giornalista del Corriere della Sera Mario Sconcerti. La sua analisi:

CROLLO INTER – “L’Inter ha fatto una buona mezzora nel primo tempo, quando Vecino e Barella sono entrati in partita e Brozovic è rimasto senza avversari. È stata in quel periodo un’Inter profonda che arrivava sempre dentro l’area della Juve, ma non ha mai tirato. È stato assente Lukaku, caduto in una di quelle sue serate goffe. Si è dato da fare Lautaro ma con la convinzione addosso che non sarebbe mai andato lontano. Una buona Inter comunque, una squadra finalmente compiuta ma non all’altezza. A tratti si sono rivisti la bravura e i limiti dell’Inter di Spalletti. C’è stata poca qualità a centrocampo. Le due mezzali sanno fare solo una parte del grande compito pensato, l’altra, quella di qualità, resta inevasa. Non è un caso abbia aperto la gara Ramsey, mezzala di convinzione più che di ruolo, non raffinato, ma con gradi di bellezza sparsi su tutto il suo potenziale”.

SFIDA ARGENTINA – “Se Lautaro e Dybala erano in gara, ha stravinto Dybala. È uno dei pochi attaccanti a non aver bisogno della squadra, si aiuta da solo. Ma ad essere giusti, il riferimento più ampio non è Lautaro, è Eriksen. È lui che dovrebbe essere l’uomo in più come è stato Dybala. È stata quella la differenza più grande nel silenzio dello Stadium. L’impressione è che Eriksen non capisca dove stare, cosa fare e forse nemmeno in che tipo di avventura si trovi. È quasi spaventato di entrare nella gara. E Conte è quasi spaventato dal mandarlo in campo. Si riapre così non il campionato della Juve, ma la sua speranza di gioco. Perde centralità il progetto dell’Inter, come era accaduto lentamente anche prima del virus che ci isola tutti”.

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