Inter-Udinese, Conte: “L’entusiasmo non dipenda dai risultati. Sanchez ha perso due anni, ai difensori ho chiesto una cosa”

Inter-Udinese, Conte: “L’entusiasmo non dipenda dai risultati. Sanchez ha perso due anni, ai difensori ho chiesto una cosa”

Il tecnico nerazzurro ha risposto alle domande dei giornalisti in vista del match in programma domani sera alle ore 20.45 a San Siro

di Antonio Siragusano

L’Inter di Antonio Conte è pronta a scendere nuovamente in campo dopo la sosta per le Nazionali: la squadra nerazzurra sarà di scena domani sera a San Siro contro l’Udinese (orario e info sul match) e andrà a caccia della terza vittoria consecutiva per difendere la vetta del campionato. Lukaku e compagni infatti sono a punteggio pieno dopo le prime due vittorie conquistate contro Lecce e Cagliari e una vittoria contro la squadra di Tudor permetterebbe anche di preparare al meglio l’esordio in Champions League contro lo Slavia Praga. Prima però spazio alla conferenza di Conte, andata in scena alle ore 14.00 di quest’oggi presso il Centro Sportivo Suning.

VERSO INTER-UDINESE – “Sempre un po’ particolare preparare la partita di ripresa dopo la sosta. I giocatori arrivano in maniera e condizioni psicofisiche diverse. Sarà una gara difficile perché l’Udinese è una squadra forte, che difende bene, ha giocatori di gamba bravi nelle ripartenze. Bisognerà fare attenzione a Lasagna, giocatori come Pussetto e De Paul. Grande attenzione anche sui calci da fermo, è una bella gatta da pelare. Ci aspettano partite 7 partite in 23 giorni molto impegnative, credo che in questi 23 giorni scopriremo a che punto siamo con tutti i giocatori della rosa”.

TOUR DE FORCE – “In queste 7 partite ce ne sono di molte impegnative. Non è questione di misurare le ambizioni, bisogna cercare di fare del nostro meglio, pensare di partita in partita e affrontarle al massimo della concentrazione. Sabato sarà la partita della vita, è inevitabile che vogliamo fare una buona prestazione e mantenere alto l’entusiasmo. Entusiasmo che va dosato”.

EMPATIA CON I TIFOSI – “Devo essere onesto e dire che mi fa piacere l’accoglienza dei tifosi. In passato mi hanno chiesto come avrei cercato l’empatia con il tifoso, ed io ho sempre detto di essere questo, nel bene o nel male. Do tutto me stesso, entro totalmente nel club e nella sua storia e cerco di trasferire questo ai calciatori”.

SANCHEZ – “Parliamo di un giocatore forte che in passato ha dimostrato le sue qualità. In passato ha vinto, ha giocato in club importanti come il Barcellona, l’Arsenal e lo United. Ha velocità, forza e resistenza, bisogna fargli riannodare il filo che negli ultimi due anni ha perso, per molteplici motivi non ha dimostrato il suo valore. Deve tornare ad essere il Sanchez che conosco, ho trovato subito grande disponibilità, ma deve entrare nella nostra idea di gioco. Si è allenato tutta la settimana, ha iniziato a capire le nostre idee e l’intensità che voglio. Nel momento in cui sarà pronto, son convinto che ci darà una grossa mano”.

LUKAKU – “E’ entrato nel pianeta Inter nel migliore dei modi, con disponibilità, umiltà e sempre con il sorriso. Il resto del gruppo ha capito subito e lo ha accolto nella maniera migliore. Parliamo di un ragazzo che ha anche doti umane, è un ragazzo di valore, buono, che si mette a disposizione della squadra. Anche durante la partita non è il tipo che deve per forza fare gol, è altruista, il suo primo pensiero è fare il bene della squadra. In rosa un giocatore con le caratteristiche fisiche è Lautaro. Lui può giocare sia di prima che seconda punta, è un calciatore moderno. Nell’eventualità può giocare sia in coppia con Romelu che con un altro calciatore”.

LUKAKU VS CR7 – “Romelu sta lavorando, sicuramente è migliorata la sua forma fisica. Devo dire che è entrato nel nostro concetto di calcio, ci auguriamo che lui, oltre a giocare per la squadra, possa fare tanti gol. Li ha sempre fatti in passato e in nazionale, non vedo perché non debba farli anche all’Inter. Ronaldo insieme a Messi è il migliore calciatore al mondo, quindi non bisogna fare paragoni. Romelu deve pensare a fare il bene della nostra squadra e segnare per noi. Deve giocare per la squadra, il gol sarà una conseguenza”.

RECUPERO LAZARO – “Purtroppo per Valentino c’è stato questo infortunio che non mi ha dato la possibilità di vederlo in partite di un certo livello. Sono stato contento di averlo visto in Nazionale, perché ha messo minuti sulle gambe. Noi ci puntiamo tanto, ha l’uno contro uno nelle sue corde, oltre ad una buona resistenza. L’abbiamo preso per farlo giocare da esterno di fascia, lo dovrò testare in una partita ufficiale. Questo accadrà, sta lavorando. Per Biraghi è più semplice perché è cresciuto nel campionato italiano, inizia a stare bene e insieme a Dimarco è una buonissima alternativa ad Asamoah. Sono contento della rosa, è fatta di tanti ragazzi di qualità con tanto margine di crescita. Loro ci stanno mettendo tanta disponibilità e questo per me è importante”.

INSIDIE – “E’ stata una buona partenza, abbiamo fatto un discreto precampionato nonostante le difficoltà tra mercato ed infortuni. Sicuramente si percepisce l’entusiasmo attorno a noi e questo è un bene. Però, come ho detto prima, questo entusiasmo dev’essere dovuto al fatto che i nostri tifosi stanno vedendo che si stanno ponendo delle basi importanti, al di là del risultato. Il risultato è effimero, a volte si può pareggiare e perdere, anche se mi auguro di no, ma l’entusiasmo deve dipendere da quello che la squadra riesce a trasferire al tifoso. L’immagine che oggi dà l’Inter è la chiarezza di idee. Sono arrivati tanti giocatori, sono andati via giocatori importanti. Questo deve essere l’entusiasmo, al di là che si sia vinto con Lecce e Cagliari. Ci aspettano 7 partite in 23 giorni, dovremo testare tutti i giocatori della rosa e capire se tutti quanti hanno raggiunto un livello ottimale dal punto di vista tattico e fisico”.

STADIO – “Di San Siro penso che tutti ne siano innamorati. Stiamo parlando della scala del calcio, non ti puoi definire calciatore se non ci hai giocato. Parlate con una persona che ha un occhio particolare nei confronti di questo stadio. Non trovo grandi pecche, la partita si vede benissimo, il campo è bello. Se dovessi trovare il pelo nell’uovo, gli spogliatoi forse sono un po’ piccoli. Area tecnica piccola? Se penso a quella del Chelsea, qui ci sto alla grande”.

ICARDI – “Penso che é giusto che si presenti da solo al PSG e non che lo faccia io. Quello che possiamo fare noi, è augurargli un grandissimo in bocca al lupo per questa nuova esperienza. Ma oggi Icardi non fa parte della nostra squadra ed è giusto che io non ne parli”.

ADATTAMENTO SKRINIAR – “Al di là del discorso della difesa a 3 o 4, penso che dipende da cosa chiede l’allenatore. Io ai tre centrali sto chiedendo di partecipare di più alla manovra, di determinare delle giocate, non solo di fare i difensori. Sto chiedendo uno step in più, importante anche per la loro crescita personale, di essere i primi registi della squadra. Penso stia lavorando bene e con grande entusiasmo. Con me non fanno solo i difensori, ma diventano i primi registi, che prendano iniziativa con licenza anche di sbagliare. Quando lo faranno, la colpa sarà esclusivamente mia, perché chiedo ai difensori di non essere solo difensori ma anche registi”.

SOLIDITA’ DEL GRUPPO – “Io lavoro con tutti i calciatori per cercare di trovare una identità tattica. Anche chi in questo momento non ha giocato o ha giocato, deve sapere cosa fare nel momento in cui entra in campo. Penso che l’Inter sia la squadra che più di tutti ha cambiato tra le squadre top, rispetto alla rosa dello scorso anno sono andati via 10 calciatori e ne sono arrivati 9, più l’allenatore. In molti stanno ignorando questo aspetto, ma bisogna mettere in conto un periodo di ambientamento. Dobbiamo essere bravi affinché questo punto interrogativo diventi esclamativo, per dimostrare che tutti quanti stiamo assorbendo la stessa idea di calcio ed identità di vedute. Il tempo sicuramente giocherà a nostro favore”.

SANCHEZ COME TEVEZ? – “Il compito di un allenatore è quello di migliorare i propri calciatori e farli rendere al massimo. Sicuramente è stato così anche in passato, perché oggi i calciatori top erano in passato semi sconosciuti o che venivano da campionato poco esaltanti. Il mio compito è quello di migliorare i calciatori e quello di cercare di riportare anche quei calciatori importanti al regime che li compete. Negli ultimi due anni a Sanchez è successo qualcosa, io dovrò essere bravo insieme allo staff a riannodare quel filo. Lui deve anche essere bravo a mostrare disponibilità e sono contento del suo atteggiamento fino ad ora”.

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