Occhi sull’avversario – Alla scoperta del Sassuolo, da vittima sacrificale a tabu nerazzurro: i neroverdi in cinque punti

Occhi sull’avversario – Alla scoperta del Sassuolo, da vittima sacrificale a tabu nerazzurro: i neroverdi in cinque punti

Dall’uomo più pericoloso al dolore per la morte di Squinzi, la presentazione della formazione emiliana

di Raffaele Digirolamo, @RaffaDigi97

Ritrovare slancio ed entusiasmo e tornare al successo dopo il doppio stop contro Barcellona Juventus: è questo l’obiettivo dell’Inter di Antonio Conte, che scenderà in campo nella delicata sfida con il Sassuolo, in programma alle ore 12:30 al Mapei Stadium. I nerazzurri, che prima della sosta hanno perso il comando della classifica a causa della sconfitta con i bianconeri, dovranno fare i conti con assenze importanti: Alexis Sanchez, Danilo D’Ambrosio e Stefano Sensi, infatti, non saranno a disposizione del tecnico della Beneamata.

MOMENTO DI FORMA

La formazione emiliana ha necessariamente bisogno di cambiare passo, dopo un inizio di campionato vissuto decisamente al di sotto delle aspettative di inizio stagione. Se da un lato la squadra di Roberto De Zerbi si è messa in vetrina per una qualità di gioco in grado di divertire gli spettatori, dall’altro i risultati sono stati spesso deludenti.

Il tonfo subito nell’ultima giornata è stato pesante, con la formazione emiliana che è caduta in casa contro l’Atalanta, subendo quattro reti dopo un primo tempo nella quale la squadra allenata da Gian Piero Gasperini ha dilagato nelle fragili linee neroverdi. Gli unici sorrisi sono arrivati contro la Spa, surclassata con un netto 3-0 lo scorso 22 settembre, e la fragilissima Sampdoria, battuta per quattro reti ad uno alla seconda giornata.

Due sconfitte consecutive nelle ultime due giornate rendono la partita contro l’Inter una sorta di importante test per le ambizioni neroverdi in questa stagione.
È davvero questo il livello del Sassuolo, squadra costruita per ben figurare in un campionato iniziato dagli uomini di Roberto De Zerbi? Probabilmente no, soprattutto in virtù della qualità a disposizione dell’ex allenatore del Benevento, ragion per cui già dalla sfida con i nerazzurri Berardi e compagni proveranno a dare un segnare di svolta: un motivo in più per non sottovalutare sfida e avversario.

L’UOMO PIÙ PERICOLOSO

Undici gol nella prima stagione in B, rispettivamente sedici e quindici nelle due di A: l’inizio di carriera di Domenico Berardi è stato folgorante e l’ha proiettato subito nell’albo dei talenti più interessanti messi in mostra nel panorama calcistico italiano. I grandi club hanno iniziato ad interessarsi al giocatore neroverde, ed il salto nell’elité nazionale appariva ormai prossimo: fu soprattutto la Juventus a farsi avanti, forte soprattutto dell’amicizia che legava il club bianconero a quello emiliano. Ma anche la società nerazzurra ha provato a portarlo a Milano, senza però riuscire a vincere la resistenza dell’appena scomparso presidente Giorgio Squinzi.

L’ascesa, che sembrava rapida, ad un certo punto s’è arrestata: la macchina Berardi, in grado di divertire e colpire qualsiasi avversario, ad un certo punto si è inceppata. Nelle ultime stagioni il giocatore del Sassuolo non è mai riuscito a andare in doppia cifra, guadagnandosi l’etichetta di eterno incompiuto.

L’avvio di questa stagione, però, è stato esaltante, con il giocatore che sta guidando un Sassuolo in crisi d’identità. Berardi appare rinato ed ha realizzato cinque reti in altrettante gare, senza calciare tiri dal dischetto: il percorso di rinascita è solamente iniziato, e per tornare sul taccuino delle big il talento neroverde ha bisogno di continuare su questa strada.

L’EX DI TURNO 

Cresciuto calcisticamente con addosso la maglia nerazzurra, Alfred Duncan sembra aver trovato in Emilia l’ambiente ideale per far emergere le sue qualità. Centrocampista in grado di abbinare una buona tecnica ad una fisicità in grado di fare la differenza, si è messo in mostra nelle giovanili dell’Inter, squadra che l’ha lanciato e lasciato in prestito al Livorno.

In Toscana, Duncan ha vissuto la prima vera esplosione nel calcio dei grandi: con addosso la maglia livornese ha debuttato prima in Serie B, collezionando quindici presenze e realizzando una rete, poi disputando la Serie A da titolare. Dopo un breve passaggio alla Sampdoria, il passaggio in Emilia, dove ha continuato il percorso di maturazione.

Per la definitiva esplosione ci sono voluti diversi anni, ma scorsa stagione è stata quella che l’ha consacrato a tutti gli effetti come giocatore in grado di dominare nella zona nevralgica del campo, anche grazie al lavoro del tecnico Roberto De Zerbi, che ne ha esaltato le qualità. Il 2018-19 è stato il campionato migliore della carriera dal punto di vista realizzativo, con Duncan che ha bucato la porta avversaria in quattro occasioni.

Il ghanese è stato protagonista assoluto nella gara contro l’Inter della prima giornata di campionato, vinta 1-0 dal Sassuolo, e la retroguardia della formazione guidata da Conte dovrà prestare molta attenzione ai suoi inserimenti ed alla sua conclusione.

LA PRIMA SENZA SQUINZI

Sarà una giornata particolare, nella quale dovremo sforzarci di tenere a bada i sentimenti e di pensare solo a quello che succederà sul campo”: con queste parole, rilasciate al Corriere dello Sport, il direttore sportivo degli emiliani Giovanni Carnevali ha parlato della toccante scomparsa del presidente del Sassuolo Giorgio Squinzi, avvenuta pochi giorni fa dopo una lunga malattia.

I primi ottant’anni di storia del club emiliano si sono consumati nei bassifondi del calcio italiano, con la squadra che non era mai andata oltre la C2. Tutto è cambiato nel 2002, quando il Sassuolo è stato prelevato da Giorgio Squinzi, patron della Mapei già attivo nel mondo del ciclismo: ci sono voluti solamente sei anni per la Serie B, undici per il grande salto in Serie A. La corsa non si è però arrestata ed ha portato fino a quell’Europa solamente assaporata in una stagione.

Il dolore per l’addio all’uomo che ha reso grande la squadra neroverde è stato grande, ragion per cui la partita con i nerazzurri non potrà essere una gara come tutte le altre: i giocatori, inoltre, faranno senza dubbio di tutto per dedicare un successo al patron.

intervista squinzi

DA VITTIMA SACRIFICALE A BESTIA NERA

Sette a zero nella prima partita disputata al Mapei Stadium, stesso risultato nella gara disputata a San Siro un anno dopo. Con nove punti in tre gare, con quindici reti segnate, il bilancio dei primi tre confronti fra i neroverdi e l’Inter sono clamorosamente a favore dei nerazzurri: una vera e propria bestia nera per gli emiliani, che però nel tempo sono stati in grado di vendicarsi con gli interessi.

Nelle restanti cinque gare, infatti, il bilancio è clamorosamente a favore della formazione emiliana, trasformatasi in un incubo: soltanto contro la Juventus i nerazzurri hanno mantenuto uno score peggiore. Le successive tre partite, infatti, hanno visto altrettante vittorie dei neroverdi.

Dopo una piccola ripresa nerazzurra, in grado di vincere al Mapei Stadium nel 2016/17 grazie ad una rete di Antonio Candreva, è proseguita la marcia trionfale del Sassuolo, dato che i meneghini non hanno più centrato i tre punti. Pesantissimo il successo emiliano ottenuto al Meazza nel 2017/18: era la penultima giornata di campionato, e l’Inter di Luciano Spalletti era in lotta con la Lazio per l’accesso alla Champions League.

La sconfitta nerazzurra poteva segnare la fine della corsa, ma la formazione biancoceleste riuscì a sprecare il match-ball pareggiando contro il Crotone ed aprendo la strada allo scontro diretto dell’ultima giornata, deciso da Vecino.


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