FOCUS – Inter: cosa c’è da salvare

FOCUS – Inter: cosa c’è da salvare

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Dato per scontato che dall’attuale momento dell’Inter emerge chiara una sensazione di caos e di disfacimento generale a livello societario e di campo, è altrettanto vero che la stagione nerazzurra non è finita con la figuraccia contro il Bologna, anzi c’è da giocare ancora un girone di ritorno quasi completo e almeno due gare di Champions. Messo da parte quindi il più che comprensibile scoramento per l’immagine terribilmente brutta che la squadra di Ranieri ha collezionato per l’ennesima volta in questa stagione è necessario ora ripartire e riabilitarsi almeno in parte, per evitare che l’annata in corso finisca nella storia come una delle peggiori in assoluto, e per iniziare a cercare già da questo momento a capire cosa c’è da salvare in questa squadra in vista di un?inevitabile (a quanto pare) rifondazione che dovrebbe prendere forma già da giugno prossimo.

LA RIVOLUZIONE PARTE DALL’ALTO ? In molti additano la dirigenza nerazzurra come prima responsabile del disastro a cui stiamo assistendo. Moratti probabilmente non si può mettere in discussione, sarà ancora lui il patron dell’Inter nelle prossime stagioni. Da mettere in discussione è piuttosto la sua politica economica: l’austerity voluta dal presidente in nome del fair play finanziario, finalizzata a permettere all’Inter di partecipare alla Champions anche nel prossimo futuro, ha avuto in concreto proprio l’effetto opposto ovvero, classifica alla mano, quello di escludere i nerazzurri dalla corsa in campionato per un posto nella massima competizione continentale. Chiaramente non si possono pretendere esborsi astronomici in questo periodo, ma quantomeno si potrebbe tentare di spendere meglio quel po’ che si mette a disposizione per il mercato. E qui entrano in gioco i vari dirigenti di settore e in particolare Branca: evidentemente l’ex attaccante ha dei grossi limiti nel gestire il mercato e nel saper trovare giocatori giusti al prezzo giusto. Oriali da questo punto di vista era una sicurezza e un suo ritorno (da lui stesso sempre atteso) porterebbe esperienza, lungimiranza e oculatezza in fase di talent scouting e mercato in generale assolutamente indispensabili per una società che non può più spendere tantissimo ma allo stesso tempo vuol mantenere la sua posizione nel calcio che conta.

CONFUSIONE RANIERI ? Partiamo dall’assunto che cambiare allenatore in questo momento sarebbe un?operazione più dannosa che inutile. Il mister romano non è certo un novellino o una scommessa bensì un tecnico esperto e di valore e anche volendo pensare a tutti i costi a un suo sostituto in questo momento di nomi di un certo livello disponibili non ne vengono proprio in mente. Conviene dunque arrivare fino a maggio con Ranieri alla guida della truppa e poi decidere sul da farsi. Una riconferma in chiave futura del Tinkerman appare ora più che mai molto difficile ma il tecnico nerazzurro nei prossimi mesi potrà ancora giocarsi qualche carta: bisogna partire innanzitutto dalla constatazione inequivocabile che le responsabilità dello sfracello attuale sono solo in minima parte riconducibili all’allenatore. In secondo luogo Ranieri dovrebbe una volta per tutte decidere il modo in cui far giocare la sua squadra. Cambiare modulo ad ogni partita o addirittura più volte nel corso della stessa non porta a nulla di buono. Da questo punto di vista Sneijder sembra aver portato scompiglio  nella testa di Ranieri che ha dovuto abbandonare il positivo (nei risultati) 4-4-2 per permettere all’olandese di schierarsi in campo. Siccome però tenere fuori uno dei pochi giocatori di qualità della rosa nerazzurra sarebbe una specie di suicidio calcistico-mediatico urgono correttivi nella disposizione tattica soprattutto del centrocampo.

GIOVENTU’ BRUCIATA ? Una delle note più dolenti in casa Inter è quella relativa al quasi totale fallimento della linea verde che si voleva portare avanti già dalla scorsa stagione. La maggior parte dei giovani infatti un po’ per limiti intrinseci, un po’ perché trascinati dal disastro generale si è dimostrata assolutamente non idonea a vestire una maglia tanto importante come quella dell’Inter. Tuttavia non tutti hanno fallito, e qualche segnale positivo è pur sempre arrivato dalle leve più giovani. Faraoni, Poli, in parte Obi e Alvarez qualcosa di buono l’hanno fatta intravedere, almeno in termini di voglia e grinta, che di questi tempi non sono poca roba. Ranieri in quel che resta di questa stagione potrebbe puntare di più su questi nomi, se non altro perché a sostituire alcuni senatori non si avvertirebbe affatto la differenza, anzi.

QUALI OBIETTIVI? ? In ordine prettamente cronologico il primo è la Champions: mercoledì l’Inter è già chiamata a una gara da dentro o fuori in questa competizione. Il Marsiglia non è certo avversario insuperabile ma Ranieri dovrà aver cambiato completamente volto alla squadra confusa e molle vista contro il Bologna per sperare di avere la meglio sui francesi. Certo non si può pensare senza moltissime riserve di arrivare fino in fondo alla competizione continentale, ma già piazzarsi tra le prime otto sarebbe un risultato decisamente positivo per una stagione ?particolare? come questa. In campionato invece l’unico vero obiettivo di un certo rilievo resta il terzo posto: piazzarsi i zona Europa League comporterebbe infatti per la prossima stagione più problemi che vantaggi. Ma per arrivare così in alto bisogna battere la concorrenza di squadre agguerritissime e di qualità, e soprattutto bisogna ritornare immediatamente a vincere con una certa continuità. Stiamo parlando dell’Inter, non dovrebbe essere quest?ultimo un gran problema. Il fatto è che in questa stagione tutto sembra girare storto, e quando Ranieri si appella anche a una piccola quota di sfortuna non dice un?eresia. Ma se ci si rimette subito in moto, se si rema di nuovo tutti nella stessa direzione, e se Ranieri riuscirà di nuovo a trovare un certo equilibrio in campo e probabilmente anche nello spogliatoio, forse anche la dea bendata si volterà dalla parte dell’Inter, e chissà che non arrivi così qualche inaspettata soddisfazione.

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