ESCLUSIVA – Bergomi e il fuorionda in Inter-Eintracht: “Voglio spiegarmi per l’ultima volta. Caso Icardi? Prima viene la maglia”

ESCLUSIVA – Bergomi e il fuorionda in Inter-Eintracht: “Voglio spiegarmi per l’ultima volta. Caso Icardi? Prima viene la maglia”

La redazione di Passioneinter.com ha contattato in esclusiva lo Zio Beppe Bergomi per parlare di Eintracht, Icardi e del curioso fuorionda di ieri sera

di Raffaele Caruso

L’Inter di Luciano Spalletti è costretta a salutare l’Europa League: fatale lo 0-1 inflitto a San Siro dall’Eintracht Francoforte nel ritorno degli ottavi di finale dopo lo 0-0 rimediato in Germania  alla Commerzbank-Arena. La squadra nerazzurra è apparsa scarica mentalmente e fisicamente e non è mai riuscita a rendersi pericolosa dalle parti di Trapp: una situazione allarmante che preoccupa soprattutto in vista del derby di Milano, decisivo per le sorti della Champions League, in programma tra tre giorni a San Siro.

Per commentare e fare chiarezza sull’attuale momento di forma della squadra nerazzurra, la redazione di Passioneinter.com ha contattato in esclusiva Beppe Bergomistorico capitano nerazzurro che oggi riveste il ruolo di opinionista e telecronista Sky.

Beppe, l’Inter esce malamente dall’Europa League per mano dell’Eintracht Francoforte dopo una prestazione deludente . Che squadra hai visto?

“In questo momento l’Inter ha molte attenuanti. Spalletti doveva fare i conti con troppe assenze e contro aveva una squadra che è molto forte fisicamente. L’Inter ha fatto davvero fatica, ha perso un sacco di duelli individuali. Era una parita dove non dovevi commettere errori, quello di De Vrij ha incanalato la partita. I tedeschi hanno meritato la qualificazione. Mancava energia fisica nei contrasti, nel ribaltare velocemente il campo”.

Mancanza di energia fisica, ma anche di energia mentale. La squadra ha sbagliato completamente approccio sin dall’inizio eppure qualche mese fa se la giocava alla pari con Barcellona e Tottenham. Come è possibile questo?

“L’Inter bene o male ha giocato sempre un tipo di calcio. Tiene il pallino del gioco con il possesso palla ed è una squadra che difficilmente prende ritmo. Si basa molto sul non prendere gol e trovarlo prima o poi in zona offensiva. Prima con Icardi, poi con Lautaro. E’ una squadra che va a strappi. In campionato ha vinto comunque la Spal, aveva fatto bene a Firenze. Anche in Champions, pur facendo bene in alcune partite, la squadra è andata a fiammate. E’ una squadra che deve cercare più continuità all’interno della stessa partita”.

Arriviamo al caso Icardi. Inevitabilmente la situazione relativa al centravanti argentino pesa come un macigno all’interno della stagione nerazzurra. Lo si rivedrà in campo dopo la sosta?

Il caso è in mano ad un professionista vero come Beppe Marotta. Lo gestirà al meglio. L’unica cosa che mi sento di dire è che più passa il tempo, più diventa difficile ricucire uno strappo. Conosco molto bene Beppe, spero che verrà gestito al meglio per il bene dell’Inter. Qui bisogna sempre mettere davanti l’Inter, l’attaccamento alla maglia e i valori che questa squadra trasmette. E’ questo che devono capire i ragazzi quando indossano questa maglia. Ed è quello che dovrebbe capire Icardi”.

L’assenza di Icardi però ha permesso a Lautaro Martinez di trovare più spazio nell’attacco nerazzurro. Ora il Toro ha nel mirino il derby.

Lautaro ha conquistato sin da subito il pubblico nerazzurro. Il suo atteggiamento in campo è quello che piace al tifoso dell’Inter. Su di lui non ho mai avuto dubbi. Con l’assenza di Icardi ha più spazio. E’ un ragazzo interessantissimo, che gioca con il cuore e per la squadra. Ha buone qualità tecniche e fa gol. Ha bisogno però che la squadra lo supporti”. 

Luciano Spalletti e l’Inter, matrimonio arrivato al capolinea?

Sono amico di Luciano, lo conosco da tantissimo tempo. E’ un buon tecnico, lavora bene. L’anno scorso ha riportato l’Inter in Champions. Lasciamolo lavorare fino a fine stagione, poi giudicheremo. Ora è troppo presto. Io darei fiducia a Luciano perché so che è un professionista serio”.

Nel finale di partita contro l’Eintracht Francoforte, sei stato protagonista di un curioso fuorionda che ha spopolato subito sul web. Ci puoi dire cosa esattamente è successo?

“Avete ricostruito benissimo la faccenda, bisogna sempre dire la verità. Ho sentito questo ragazzo che urlava di questa storia della Juventus. Quando fai questo lavoro, a volte sei juventino, altre volte interista o milanista. Era riferito a questo ragazzo. Gli ho voluto dire: “Che palle, ma basta”. Io faccio il mio lavoro e penso di farlo bene, senza forma di presunzione. Martedì ho fatto la Juve, faccio la telecronaca di tutte le squadre. Ieri ero molto dispiaciuto per l’eliminazione dell’Inter perché il mio cuore è interista ma rimango professionista. Questa cosa voglio spiegarla per l’ultima volta. Questo lavoro lo faccio da 20 anni. Ho sempre cercato di essere obiettivo e di dire le cose corrette. Non si può passare sempre in questa maniera. Ci vuole un po’ di più di equilibrio. Ti dico la verità, sono abbastanza sereno. Nella vita non puoi accontentare tutti e quindi cerco di andare avanti con la mia linea. La Juventus ha fatto una grandissima partita, non si può dire il contrario”.

LA REDAZIONE RINGRAZIA IL SIG. GIUSEPPE BERGOMI PER LA CORTESIA MOSTRATA NEL CORSO DELL’INTERVISTA

piuletto

Footy Headlines – L’Inter guarda già avanti: spunta la divisa pre-partita Champions 2019/2020

Tutte le news sull’Inter in tempo reale: iscriviti al canale Telegram di PassioneInter.com

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy