Pistocchi sul fallo di Bisseck: “Rocchi? Non capisco questo…”
Dopo il penalty concesso al Bologna, Pistocchi mette in dubbio la coerenza degli arbitraggi.
Maurizio Pistocchi
Il rigore concesso al Bologna per il fallo di mano di Yann Bisseck continua a far discutere. L’arbitro Chiffi, dopo aver rivisto l’azione al monitor, ha indicato il dischetto durante la sfida di ieri. Una decisione che ha sollevato dubbi sulla coerenza degli arbitraggi.
Maurizio Pistocchi è intervenuto sulla questione attraverso il suo profilo X, mettendo in evidenza la mancanza di uniformità nelle valutazioni degli episodi. Nello specifico, il giornalista ha paragonato quanto accaduto al difensore nerazzurro con un caso simile della settimana precedente in Torino-Cremonese, che coinvolgeva Simeone.
In quell’occasione, il rigore non era stato concesso perché il braccio del giocatore si trovava “in una posizione congrua al movimento”. Secondo Pistocchi, anche le braccia larghe potevano essere giustificate dal gesto tecnico atteso, ovvero uno stop di petto. Tuttavia, a Open Var, De Marco aveva sostenuto la punibilità dell’episodio trattandosi di una deviazione, senza però esaminare gli aspetti tecnici del movimento.
Il confronto con l’intervento di Bisseck solleva interrogativi. Il difensore dell’Inter, leggermente sbilanciato da Castro, stava cercando di colpire il pallone di testa. Come può il suo essere considerato fallo di mano se quello di Simeone non lo era? Quale criterio distingue le due situazioni?
Pistocchi ha chiesto quale sia effettivamente la ratio applicata. Il braccio destro dell’interista era in posizione congrua al movimento? Quali differenze rendono punibile un intervento e non l’altro? E tra i due, quale poteva essere considerato evitabile? Domande che riflettono lo smarrimento di molti tifosi, sempre più confusi dalla linea guida dettata da Rocchi (e compagnia) in materia di falli di mano.