Chivu: “Mi prendo la maturità, ma possiamo fare meglio”
Le parole del tecnico nerazzurro
Dopo il buon successo in trasferta di questo pomeriggio sul campo della Cremonese, l’Inter è andata a +8 punti di vantaggio sul Milan in attesa del match di martedì con il Bologna. In merito al successo odierno, queste sono state le parole di Cristian Chivu ai microfoni di Dazn:
LA PARTITA – “Per maturità, per trovare modi e modalità e vincere una partita. Credo che questo è il segreto, soprattutto quando non ci sono energie, soprattutto quando hai tante partite di fila, anche nelle rotazioni si fa fatica. Però, mi prendo il risultato, mi prendo quello che è stato il primo tempo, dove abbiamo forzato un po’ quello che era il nostro piano di gioco. Siamo riusciti a sbloccarla, siamo riusciti ad andare in vantaggio all’intervallo di due gol. Nel secondo tempo, un po’ per energie, un po’ per la situazione, per quello il contesto creato, abbiamo abbassato un po’ i ritmi, abbiamo perso la lucidità, non abbiamo creato più di tanto, pensavamo di gestirla e siamo riusciti anche a farlo. Però a volte bisogna cercare di fare qualcosina meglio, anche se non è mai semplice, ripeto, perché dentro questi contesti e queste situazioni, ci sono stato anch’io da giocatore, a aver avuto la possibilità di giocare ogni tre giorni, non è mai semplice”.
MATURITA’ – “Consistenza, trovare modi e modalità, capire momenti, capire partite, si può sempre migliorare, ecco. Però mi prendo la maturità, mi prendo questa voglia pazzesca di essere competitivi, cercare sempre di essere la miglior versione nostra in quel giorno, nonostante le difficoltà che abbiamo. Mi prendo anche la maturità di questo gruppo, di questi ragazzi, perché stanno facendo cose belle, cose che ci permettono di essere competitivi. E non è semplice, perché io da allenatore, faccio fatica io”.
TANTE PARTITE – “L’altra sera mi è capitata mia figlia che bussa, mi ero addormentato il giovedì sera a guardare l’Europa League, alle nove e mezza dormivo, ha bussato per entrare in camera da letto e mi ero addormentato e mi sono spaventato perché ho detto sono in ritardo a una riunione, ecco. Cioè si vive così e sono sicuro che anche i giocatori vivono nella stessa maniera, perché ti svegli la mattina e non sai se sei a casa o sei in un albergo. Perché il calcio si vive così, per fortuna ed è bello. È bello perché c’è tanta maturità, ambizione e voglia di essere competitivi”.