Il Presidente dell’Inter Giuseppe Marotta è intervenuto ai microfoni in conferenza stampa al termine di Inter-Verona, ultimo match casalingo stagionale. Di seguito le parole del Numero 1 nerazzurro.
“La partita che ha segnato un solco importante, nel senso che abbiamo capito che avevamo iniziato lo sprint finale, è quella contro la Roma. C’era il buon auspicio di arrivare alla vittoria finale. Così anche in Coppa Italia la vittoria contro il Como.
Vincere è sempre difficile ed è merito di tutti. Vincere il campionato è una corsa a tappe quindi arriva sempre la squadra migliore. La vittoria dello scudetto è straordinaria ed è frutto del lavoro di squadra, è la vittoria di Chivu, del coraggio, della determinazione. Abbiamo vinto meritatamente scudetto e Coppa Italia.
Parlo con Cristian ogni giorno, ci scambiamo informazioni di continuo anche con Piero Ausilio, Zanetti. Io paragono questa vittoria al giro d’Italia. Tappa dopo tappa tappa. Non abbiamo vinto tutte le tappe, ma eravamo consapevoli di dover andare avanti, essere abbastanza forti per battere gli altri, lasciare il nostro segno e vincere alla fine. Il fatto è che ho un ottimo rapporto con l’allenatore e con tutta la squadra, una squadra costruita sui valori, una squadra cresciuta nel corso degli anni, negli ultimi sei o sette anni, un ciclo che ha portato alla vittoria di nove trofei e a due finali di Champions League.
Ci sono giocatori che vanno in scadenza. Sono giocatori che hanno una data anagrafica che parla da sola ma che comunque hanno dei valori, degli anni giocati con grande professionalità. Non abbiamo deciso, lo faremo insieme, con il massimo rispetto per chi terminerà, ma nel caso si sa che l’età è un aspetto importante. Smettere è un fatto fisiologico e quindi valuteremo. Oggi posso semplicemente dire che i giocatori svincolati sarebbero tutti meritevoli di conferma ma dobbiamo prendere decisioni per il bene dell’Inter e di tutti.
La scelta di Chivu è stata una scelta facile. Cercavamo un profilo di allenatore che rispondesse al nostro modello di squadra. Aveva tante qualità, aveva giocato nell’Inter del triplete. Scelta coraggiosa, sì, ma il coraggio nello sport deve essere una qualità da tenere in considerazione.
Siamo allenati anche a gestire i momenti difficili, abbiamo subito anche sconfitte pensanti. Credo che anche le sconfitte servano per migliorare. Soprattutto oggi abbiamo un gruppo che ha più esperienza di qualche anno fa. Bastoni, Barella. Lautaro”.