Secondo La Gazzetta dello Sport, l’Inter di Chivu ha mostrato una certa imprecisione sotto porta in questo avvio di campionato. La squadra campione in carica ha accumulato 94 conclusioni, di cui solo 27 nello specchio, con una percentuale realizzativa altalenante che ha destato qualche riflessione ad Appiano.
Il debutto contro il Monza, chiuso con un rotondo 4-1, aveva visto una percentuale attorno al 30%, ma nelle uscite successive i nerazzurri hanno dovuto faticare di più per trasformare in reti le tante occasioni costruite. A Cagliari la squadra ha effettuato 31 tiri, contro il Napoli 29, e al Bernabeu contro il Real Madrid altri 21. La squadra si è dilettata tentando un tiro ogni poco meno di 4′ di gioco, ma con percentuali calate bruscamente: solo il 3% in Sardegna e il 4% in Spagna.
Nonostante i numeri parlino di una certa imprecisione, il dato rappresenta anche un segnale positivo. L’Inter riesce a costruire con continuità, a riempire l’area avversaria e a creare opportunità contro ogni tipo di avversario. Il passo successivo, secondo la rosea, è quasi naturale: migliorare la lucidità nei momenti decisivi, aspetto che potrebbe risolversi con la crescita della condizione fisica dell’intera rosa.
Lautaro Martinez ha ritrovato il gol con la doppietta contro il Napoli, mentre Hakan Çalhanoğlu si è confermato come altro capocannoniere della squadra grazie alle reti nelle prime due giornate. Marcus Thuram completa la coppia offensiva, e la squadra può contare anche su alternative come Pio Esposito e sugli inserimenti dei centrocampisti e dei difensori.
Il contesto attorno ai nerazzurri è cambiato rispetto alla scorsa stagione, quando l’avvio era stato complicato da sei punti persi nelle prime uscite. Quest’anno Como e Roma hanno iniziato con grande efficacia offensiva, mostrando percentuali realizzative superiori a quelle dell’Inter. La sfida con l’Udinese, che nella passata stagione inflisse una sconfitta inattesa alla seconda giornata, rappresenta un banco di prova importante per riposizionarsi al vertice. Dal punto di vista dell’allenatore romeno, tuttavia, non ci sono motivi di allarme: la squadra arriva con facilità alla conclusione e la maggiore precisione è solo questione di tempo.