Paolo Di Canio ha analizzato ai microfoni di Sky Sport il pareggio tra Francia e Italia, con particolare attenzione alla prestazione di Alessandro Bastoni, autore del gol azzurro. L’ex calciatore ha tracciato un quadro della Nazionale partendo dalle ultime due uscite.

“Al netto di tutti i momenti che ci sono stati, io faccio una fotografia di due pezzi di due partite: il primo tempo in Turchia con una squadra alla portata in cui abbiamo dominato e il primo tempo con la Francia dove devi accettare il possesso degli altri e la qualità maggiore degli altri”, ha spiegato. Secondo Di Canio, questo rappresenta il mix perfetto per far tornare competitiva la squadra.

Sul commissario tecnico Roberto Mancini, l’ex attaccante ha riconosciuto che le critiche lo hanno toccato. “Lui all’inizio con le dichiarazioni ha esagerato ma è intelligente, sa che se non arrivano i risultati lui pagherà doppio. Ma lui vuole creare qualcosa che si è visto in passato: in queste due partite abbiamo visto l’idea di una squadra che fa riavvicinare i tifosi. I giocatori stanno onorando al massimo la maglia azzurra”.

Riguardo a Federico Dimarco, Di Canio ha espresso qualche riserva sul suo utilizzo come quarto di difesa. “Io Dimarco non lo vedo come quarto base: ha la gamba, ma comincia ad avere un’età e spesso quando strappa tanto rischia di farsi male. Non è facile metterlo lì e farlo rendere come all’Inter: questo non vuol dire non debba starci, ma Mancini deve trovare soluzioni”, ha affermato, sottolineando come il passaggio da quinto a quarto comporti meccanismi e movimenti differenti rispetto al ruolo ricoperto in nerazzurro.

L’elogio più sentito è andato proprio a Bastoni. “La conferenza stampa un po’ spavalda di Bastoni mi è piaciuta, tanto che con la Francia fa i fatti: lui non c’entra niente nella posizione del gol, lì deve esserci un centrocampista. Invece lui arriva cattivo e poi fa gol: lucido, attento e a me piacciono i giocatori spavaldi che fanno i fatti”, ha dichiarato Di Canio. “Ci sono due possibilità: o fai lo spavaldo e sei un coglione oppure sei spavaldo e mi piaci perché fai i fatti. Lui li sta facendo”.

L’ex calciatore ha concluso invitando a non guardare più all’errore contro la Bosnia. “Ti deve pesare ma tu con personalità te lo fai scivolare addosso ed è un qualcosa che ti dia motivazioni. Aiuta un allenatore ritrovato che ha credibilità”.