Intervenuto nel podcast ‘The Long Game’ di Melissa Satta, Javier Zanetti ha condiviso la sua filosofia di vita e svelato cosa rimpiange maggiormente della carriera da calciatore. Il vicepresidente dell’Inter ha spiegato come sia riuscito a mantenersi in forma anche dopo il ritiro.

“Tutti me lo chiedono, tutti mi dicono che sono uguale a 30 anni fa. Io vivo alla giornata, faccio tutto con tantissima passione”, ha raccontato Zanetti. “Mi piace allenarmi, se riesco mi alleno tutti i giorni. Del calcio la cosa che mi manca di più sono gli allenamenti, non le partite o l’atmosfera degli stadi come dicono in tanti. Mi manca lo stare con i compagni e condividere certi momenti. Gli allenamenti mi fanno sentire bene. Mi piace giocare a padel, ma solo per divertirmi ed allenarmi. Tutto ciò che faccio è basato su una vita sana”.

Sulla definizione personale di longevità, l’ex capitano nerazzurro ha le idee chiare: “Il cercare di stare bene con se stessi. Ogni giornata ho sempre qualcosa da fare: al di là del lavoro da vicepresidente, tra sede e campo, cerco sempre di organizzare qualcosa per me. Dedicare del tempo a me e alla mia famiglia è fondamentale”.

Ripercorrendo la straordinaria longevità sportiva, Zanetti ha ammesso: “Madre natura mi ha permesso di giocare fino a 40 anni, mi ha aiutato tantissimo. Poi la grande cultura del lavoro, io sentivo di essere un esempio per gli altri in quanto capitano. Ti racconto un aneddoto: il giorno del mio matrimonio mi sono allenato la mattina, mia moglie lo sapeva e non è rimasta sorpresa”.

Il ritiro è arrivato per scelta personale: “Non ci pensi all’inizio, cerchi sempre di goderti il momento con grande responsabilità. Io ho vinto la Champions a 37 anni, era la mia ultima opportunità. L’unico infortunio grave l’ho avuto a 39 anni, tutti pensavano che avrei mollato. Ma io non volevo finire la carriera così, volevo chiudere davanti ai tifosi. Ho recuperato in cinque mesi quando di solito ce ne vogliono minimo otto per una rottura del tendine d’Achille. Dopo l’infortunio entro in campo per 10′ e mi sento bene. Poi, finita la partita, sotto la doccia mi dico che avrei fatto l’ultima stagione. Avrei potuto continuare, ma per me è stato meglio ritirarmi quando stavo ancora bene, senza che qualcuno me lo dicesse. Non avrei mai immaginato una carriera così”.