Pio Esposito, Carlos Augusto, Dimarco e la gestione del minutaggio: Chivu ha commentato ai microfoni di DAZN la vittoria dell’Inter al termine della partita, soffermandosi su più aspetti della prestazione.

Il punto di partenza era stato l’incognita della sosta: «Era un’incognita dopo 3 settimane di sosta, non era mai capitato, non sapevamo come sarebbe andata. Ma in queste settimane i ragazzi hanno lavorato bene, hanno avuto entusiasmo e voglia di fare determinati allenamenti, chi è rimasto qui ha dato il suo contributo. Sono contento dell’energia, della qualità messa, del fatto che ci siamo adattati velocemente all’avversario, non avevamo molte informazioni su come avrebbero potuto giocare. Ho dato minutaggio a chi era indietro e sono contento di aver fatto riposare chi ha dato tanto in Nazionale».

Sulla crescita di Esposito — decisivo anche nella sponda che ha portato al gol di Thuram — il tecnico ha sottolineato una dote in particolare: «La caratteristica principale è la generosità, l’egoismo non fa parte del suo vocabolario, lavora per la squadra, lavora bene, fa anche le riaggressioni, ha reagito, ha saputo fare determinate cose. Quando si perde palla e vai a recuperarla hai fatto anche un ottimo lavoro mentale. Ha margini di miglioramento, è un ragazzo che lavora tanto, si mette a disposizione del gruppo e il gruppo lo riconosce come uno che ci darà una mano importante come l’ha data finora».

Su Carlos Augusto, sempre più affidabile nel ruolo di braccetto, Chivu ha ricordato come le sue qualità non siano una novità: «Non solo in questo campionato, anche l’anno scorso e negli anni passati ha fatto vedere le sue caratteristiche da quinto e da terzo, ha forza fisica, ha energia nei duelli, ma anche nell’andare in sovrapposizione. Ha un tiro da lontano impressionante, siamo contenti di averlo con noi e avere un giocatore che capisce quelle che sono le sue caratteristiche e le mette a disposizione del gruppo».

Infine uno sguardo su Dimarco, citato come simbolo delle rotazioni della squadra: «È sempre in base all’atteggiamento dell’avversario, a volte se ci vengono a prendere a uomo si dà questa libertà di portare via la marcatura, a volte lo fa un po’ troppo presto, si diverte così, arriva in area, chiude i cross, lo ha fatto anche da destra nel primo tempo ed è bravo a reagire alle riaggressioni, capisce l’importanza della corsa e dello scatto da fare».