La sconfitta contro il Club Brugge ha riaperto il dibattito sulle lacune difensive dell’Inter. Ai microfoni di Sky Sport, nel programma After Party, Di Canio ha analizzato con toni critici le ultime prestazioni nerazzurre, individuando problemi strutturali che vanno oltre il singolo risultato.

«Basta vedere le partite anche in Italia, non solo in Europa: con facilità arrivano gli avversari lì, poi non hanno la qualità del livello internazionale e non la puniscono sempre. Fino ai 25 metri ci arrivano sempre, poi devi avere la qualità per fare il passaggio al compagno giusto, in Italia le ultime 12 in classifica non hanno questa qualità. Il primo pressing dell’Inter non è feroce come un tempo, sono leggeri non con ferocia e attitudine, corrono guardando solo la posizione che devono occupare».

L’ex giocatore ha poi allargato lo sguardo alle ultime stagioni europee del club, tracciando un parallelo con le due finali di Champions League. «I due anni che vai in finale, l’Inter faceva meno della metà dei gol, subiva non così tanto ma non poteva la parte propositiva perché era una squadra che non riusciva ad avere questa forza che aveva in Italia, infatti nei due anni che è andata in finale non ha vinto lo scudetto. Dava tutto lì, a livello di qualità non riusciva a creare, le partite col Porto, col Benfica, fa partite difensive dove Lautaro difende come Kean davanti l’area. Questa è una squadra fragile. Akanji non è mai stato un difensore, ma un organizzatore di gioco difensivo».

Sul centrale svizzero Di Canio si è soffermato con un giudizio articolato: «È un giocatore che è una manna per l’Inter, nella tattica difensiva individuale ha ottimi recuperi, ma se deve orientarsi ha grandi difficoltà. Non parlo dell’ultimo gol che è qualcosa di incredibile come lascia andare e frena, secondo me non è accettabile. Arriva un giocatore così e si pensa che sia completo, in campionato va benissimo perché l’Inter con la stessa prestazione vince 5-2 con una squadra media italiana, questa è la differenza».

Il bilancio europeo tracciato dall’ex attaccante è netto: «In Champions ha fatto 7 sconfitte e tutte meritate: col Bodo ha meritato di uscire, con le altre ha meritato di perdere. I giocatori sono fortissimi, ma non c’è nessun fenomeno in questa squadra».