Il successo contro il Feyenoord ha restituito all’Inter certezze che si erano perse nelle ultime settimane. Con l’atteggiamento giusto, sottolinea il Giornale, la squadra nerazzurra può confrontarsi alla pari con chiunque. E quella scelta tattica di Chivu — un approccio meno arrembante e più prudente rispetto alle uscite precedenti — si è rivelata vincente.
Secondo il Giornale, non è la prima volta che la Champions League funziona da reset: «Era già successo l’anno scorso, sempre in Olanda, allora l’Ajax, adesso il Feyenoord, sempre dopo una sconfitta in campionato, allora la Juventus, adesso il Milan. Per chi ci crede, anche questo è un segnale». Il quotidiano evidenzia poi come il tecnico abbia modificato l’assetto senza annunciarlo: «Di più però conta come Chivu ha scelto un’altra volta di schierare la sua squadra, senza dirlo, ché tanto le partite le guardano tutti e chi vuole lo capisce».
Il contrasto con le prime uscite europee è netto. L’Inter aveva affrontato le prime giornate con il reparto difensivo schierato altissimo, quasi in corrispondenza della metà campo, in un calcio aggressivo e spettacolare ma esposto agli errori. «Quando sbagli ridono solo gli avversari», sintetizza il Giornale. Già contro lo Shakhtar era emersa un’altra Inter, dal profilo più italiano, con il blocco contenuto al punto giusto e la costante vocazione alla verticalizzazione. Con il Feyenoord, quella tendenza si è confermata.
Il risultato è tangibile: due vittorie consecutive che hanno rimesso i nerazzurri sulla corsa per qualificarsi tra le prime otto. La strada resta in salita — dopo due sconfitte nelle prime due partite, servono tre vittorie e un pareggio nelle quattro rimanenti — ma non è preclusa, specie se dopo la sosta rientrerà Lautaro.
A Rotterdam è tornato al gol anche Pio Esposito, che aveva vissuto un lungo digiuno in nerazzurro. «Chi gli conta 50 giorni di digiuno scorda quello che nel frattempo ha fatto in Nazionale», ricorda il Giornale. La serata ha acceso i riflettori anche su Spence, altro nome da tenere d’occhio.