Serie A, classifica pazza? Big in crisi, goleade e rivincita delle piccole: il Covid ha scompaginato il calcio in tutta Europa

Il primo campionato disputato interamente in periodo Covid ha aumentato le variabili di cui tenere conto

di Lorenzo Della Savia

Potete chiamarlo calcio nell’anno 1 d.C. (dopo Covid), ammesso e non concesso che la scusante del Covid possa fornire tutte le giustificazioni a delle classifiche sorprendenti che i campionati di mezza Europa – e non solo quello italiano – stanno facendo registrare nell’inizio stagione più anomalo di sempre. In mano, anzitutto, abbiamo una serie interessante di risultati pirotecnici: per dire, in Inghilterra, un mese fa, nello stesso giorno ci sono stati l’1-6 del Tottenham al Manchester United e il 7-2 dell’Aston Villa al Liverpool; in Germania il Bayern ha battuto 8-0 lo Schalke 04 una settimana prima di perdere 4-1 contro l’Hoffenheim; e la Champions League, pure, ha fornito risultati spesso tennistici o quasi. E poi, appunto, ci sono le classifiche schizzate di queste prime settimane nei vari campionati: alcune sorprendenti, altre meno, che di certo riconsegnano un’immagine in filigrana di un calcio profondamente cambiato rispetto a come eravamo soliti intenderlo sino a qualche mese fa.

ITALIA – Che una squadra come il Milan guidi la classifica della Serie A, a onor del vero, non dovrebbe sorprendere, almeno per quella che è la storia dei rossoneri: certo è che – a inizio stagione – non c’era chi non scommettesse che ai primi di novembre a fare da battistrada al campionato ci sarebbero state Juventus e Inter. E invece, i bianconeri sono quinti con 13 punti in classifica (di cui tre a tavolino, e occhio al ricorso del Napoli), mentre i nerazzurri sono addirittura settimi con 12 punti. In compenso, i rossoneri – partiti con l’obiettivo Champions – guidano il gruppo con 17 punti, seguiti da un impressionante Sassuolo (15 punti) e da un sempre convincente Napoli, terzo con 14 punti (sul campo sarebbero 15, e di nuovo: occhio al ricorso).

INGHILTERRA – Anche qui: perché dovrebbe sorprendere che oggi, in Inghilterra, al primo posto ci sia una squadra che ha vinto il campionato appena quattro anni fa? Semplice: perché quella del Leicester City, nel 2016, fu un’impresa epica, totalmente insperata: e che però quest’anno ha qualche possibilità di ripetersi, visto che le Foxes sono prime con 18 punti in classifica, e vista la crisi nera del Manchester City (decimo con 12 punti e una gara in meno), dell’Arsenal (undicesimo con 12 punti) e del Manchester United (quattordicesimo con 10 punti e una gara in meno). Il Leicester sorprende ancora e si gode la vetta (benché tallonato da Tottenham e Liverpool a quota 17): intanto, stupiscono anche il Southampton (quarto con 16 punti: appena lo scorso 25 agosto aveva perso 0-9 proprio contro il Leicester) e l’Aston Villa (sesto con 15 punti e una gara in meno: può agganciare il Leicester al vertice).

SPAGNA – Appare psichedelica anche la classifica della Liga, in quest’edizione che ha visto ai nastri di partenza i peggiori Barcellona e Real Madrid degli ultimi anni, reduci rispettivamente da un incredibile caos estivo e da un mercato con zero acquisti all’attivo: i blaugrana sono ottavi con 11 punti e una partita in meno, mentre i Blancos se la cavano meglio e sono quarti con 16 punti (ma vantano, si fa per dire, sconfitte clamorose come il 4-1 di ieri contro il Valencia). Sorprendono, invece, gli exploit della Real Sociedad (prima con 20 punti e una partita in più) e del Villarreal (secondo con 18 punti e una partita in più). In questo scenario, virtualmente primo è l’Atletico Madrid, che ha una partita in meno – dunque due partite in meno rispetto alle due di testa – e 18 punti in classifica (può andare a 23). Colpiscono anche il Granada quinti con 14 punti e il Cadice sesto con 14 punti.

E NEL RESTO D’EUROPA? – Per quanto riguarda gli altri grandi campionati del vecchio continente, se la situazione al vertice non sorprende né in Ligue 1 (Paris Saint-Germain in vetta a +5 sul Lille) né in Bundesliga (dove Bayern Monaco, Lipsia, Borussia Dortmund e Bayer Leverkusen se le suonano e sono tutte raccolte in tre punti), va almeno sottolineata, in Germania, la situazione dello Schalke 04: penultimo con 3 punti, un parziale certamente clamoroso nonostante il club di Gelsenkirchen sia da qualche anno in crisi di risultati. Peraltro, i tedeschi non hanno nemmeno l’alibi dei troppi impegni, non partecipando essi ad alcuna competizione europea: un alibi vecchio come il mondo ma che – quest’anno – si perde nella marea di nuove variabili di un calcio ahinoi completamente nuovo, e che aspetta solamente di tornare alle condizioni di partenza. Virus e norme antivirus permettendo.

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