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Sanchez rescinde e saluta l’Inter dopo tre anni: sarà un rimpianto?

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Il nostro ultimo approfondimento sulla cessione del centravanti cileno

Antonio Siragusano

Nella giornata di oggi con molta probabilità arriverà la firma di Alexis Sanchez sulla rescissione del contratto con l'Inter. Dopo tre stagioni, nelle quali ha disputato 109 partite (4.294 minuti) mettendo a segno 20 reti e 23 assist con la media di partecipazione al gol ogni 99', il centravanti cileno si appresta a salutare i tifosi nerazzurri. Arrivato in prestito dal Manchester United nella stagione 2019/20, l'ex Barcellona era stato successivamente acquistato a costo zero con un contratto triennale. Per cui, ad un anno dalla scadenza del giugno 2023, ha dovuto risolvere in anticipo il suo accordo con il club interista.

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Alti e bassi vissuti da Sanchez nel triennio a Milano ed un rapporto controverso con i tifosi. Se nella prima stagione un brutto infortunio alla caviglia rimediato in Nazionale ne aveva compromesso il rendimento generale, è alla seconda annata all'Inter con lo scudetto conquistato che il Niño Maravilla ha raggiunto i picchi più alti della sua esperienza in maglia nerazzurra. Considerato sia da Antonio Conte che da Simone Inzaghi un'alternativa di lusso, il cileno ha sempre fatto fatica ad accettare questo ruolo da comprimario.

Come dimostrato anche dalle dichiarazioni dell'ultima stagione, nella quale il suo impiego è stato ridotto per via della presenza in squadra del Tucu Correa, Sanchez si sarebbe aspettato complessivamente maggior protagonismo. L'ultima annata, poi, è stata particolarmente controversa, dalla rete allo scadere in finale di Supercoppa contro la Juventus, all'espulsione ad Anfield nel ritorno degli ottavi di Champions League contro il Liverpool che difatti ha messo la parola fine sulla sua avventura all'Inter.

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Insomma, per rispondere alla domanda del titolo: rimpiangeremo Alexis Sanchez? Avendo quattro attaccanti di tutto rispetto, il suo addio più che un rimpianto è una conseguenza naturale. L'impressione generale, però, è che al cileno sia stato riconosciuto meno di quanto in realtà meritasse. Un calciatore che, per il ruolo che gli era stato ricucito, ha sempre risposto presente mettendo la sua classe a disposizione della squadra. Vero che certe dichiarazioni (vedi 'Leone in gabbia') si sarebbero potute evitare, ma allo stesso tempo non ha mai creato alcun problema all'interno dello spogliatoio nella relazione coi compagni.

E' stato un piacere poter condividere tre anni con l'attaccante cileno con più presenze (148 partite) e reti (48) nella storia della sua Nazionale. In gabbia o meno, è stato realmente un leone fin all'ultimo giorno, perché in fondo - citando una frase celebre di Sanchez - "Amigo, i campioni sono così", prendere o lasciare...

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