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CHE FINE HA FATTO – Grigoris Georgatos, il primo terzino sinistro post-Roberto Carlos: talento promettente frenato dalla… saudade

82° appuntamento con la rubrica settimanale di Passioneinter.com

Marco Accarino

"Campioni, meteore, mancate promesse e tanto altro: la storia dell'Inter è ricca di profili che, in un modo o nell'altro, hanno lasciato la propria impronta. Ogni squadra ha il suo Pelé brasiliano, ma non è escluso che possa avere anche il Pelé portoghese.

La rubrica "Che fine ha fatto?" di Passioneinter.com rivela qual è stato il destino di chi è riuscito a lasciare la sua traccia e di chi invece è passato inosservato. Oggi è il turno di Grigoris Georgatos, intervistato dalla nostra redazione qualche giorno fa.

"L'ARRIVO ALL'INTER - Arriva a Milano nella calda estate del 1999, quando l'Inter decide di affidare la propria panchina a Marcello Lippi, tecnico divenuto poi il condottiero dell'Italia campione del mondo nel 2006. E' l'estate dell'arrivo di Christian Vieri in nerazzuro, colpo che fa sognare i tifosi nerazzurri. L'obiettivo è solo uno: strappare lo scudetto dalle mani della Juventus. Sogno alimentato da una cospicua dose di benzina che, nella fattispecie, assume un corpo ben definito: non è possibile rimarginare la ferita del 26 aprile del 1998, data passata alla storia grazie (o per colpa) del contatto tra Ronaldo-Iuliano. Non è possibile rimarginarla se non attraverso quella coppa che ormai da 10 anni manca all'appello.

"L'ESPERIENZA IN NERAZZURRO - Il contesto non è sicuramente il più semplice di tutti ma nonostante la fascia sinistra sia coperta dalla "maledizione di Roberto Carlos" Georgatos riesce a colpire positivamente: a fine stagione saranno infatti 28 le presenze totali, condite anche da due gol e qualche assist. Da ricordare in particolare la sua partita d'esordio, quando in un San Siro in clima di festa delizia dopo appena 15 minuti la platea con un assist che Vieri non indugia a concretizzare. Qualcuno in tribuna esclamerà: "Finalmente un terzino sinistro come si deve in questa squadra!". Il Verona è battuto 3-0 senza diritto di replica. L'entusiasmo è alle stelle.

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"Nel corso della stagione si crea qualcosa di speciale all'interno dello spogliatoio: il greco stringe una grande amicizia con alcuni compagni, su di tutti Vieri. Tuttavia nonostante questo il terzino chiede la cessione al termine del campionato. Moratti accetta suo malgrado e l'Olympiacos - squadra da cui i nerazzurri lo prelevarono un anno prima - chiude per un prestito annuale: "Troppo forte la nostalgia di casa, della famiglia e delle abitudini della mia nazione", dichiara il calciatore ai nostri microfoni in una recentissima intervista. L'esperienza in patria si chiude bene (20 presenze totali e 5 gol) e Georgatos torna all'Inter. Qui però trova Hector Cuper, che non gli dà fiducia e lo spinge all'addio definitivo alla Milano interista nell'estate del 2002: un rapporto professionale che rientra nei ranghi della normalità ma che a differenza di altri non è terreno fertile per una crescita differente da quelle che è stata. D'altronde il tecnico argentino ha un soprannome che è tutto un programma. Chiedere a Ronaldo, per conferma, di chi è El hombre vertical.

"DOPO L'INTER ED IL RITIRO - Dopo un'esperienza biennale all'AEK di Atene la decisione sulla squadra da scegliere per chiudere la propria carriera è presto fatta: Georgatos torna ad abbracciare - per la terza volta in carriera - i colori dell'Olympiacos. L'addio definitivo al calcio giocato avviene nel 2007, poi il greco entra a fare parte del progetto Inter Forever. Appesi gli scarpini al chiodo e dopo aver passato qualche anno all'interno della dirigenza dell'Olympiacos con il ruolo di direttore sportivo del club, con occhio attento e vigile anche per l'ingresso delle promesse del settore giovanile in prima squadra, Georgatos si è ritirato dal "giro": ora si gode la propria famiglia. Con la speranza che nel più breve periodo possibile possa arrivare un'offerta concreta in grado di soddisfarlo a livello professionale.

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