LAZIO INTER

Cinque cose che (purtroppo) abbiamo imparato da Lazio-Inter 3-1

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Alcuni spunti dopo la sconfitta di questa sera all'Olimpico

Antonio Siragusano

L'Inter si schianta contro la Lazio ed esce sconfitta dall'Olimpico per 3-1. Oltre al risultato, anche la prestazione dei nerazzurri non è stata all'altezza di quelle che erano le aspettative dei tifosi alla vigilia del primo big match della stagione. Come di consueto al termine di ogni gara vi proponiamo le cinque cose che - purtroppo - abbiamo imparato questa sera sui nerazzurri al triplice fischio di Lazio-Inter:

1) LA FASE DIFENSIVA HA DEI PROBLEMI

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I segnali visti nel pre-campionato sono stati confermati sia a Lecce che questa sera all'Olimpico. Nella fase difensiva dell'Inter c'è qualcosa che non va. E non è un problema che riguarda i difensori visto che stasera, a parte un irriconoscibile Bastoni che con la complicità di Dimarco ha regalato il primo gol alla Lazio, Skriniar e de Vrij hanno giocato una buonissima partita. Con Gagliardini sacrificato a uomo su Milinkovic-Savic, è mancata la mano di Brozovic e Barella. Entrambi non hanno ancora ingranato e sono distanti dalla migliore condizione.

2) GAGLIARDINI A UOMO E' UN'OCCASIONE SPRECATA

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Sì, è un'occasione sprecata perché una squadra come l'Inter che punta a vincere lo scudetto non può sacrificare un calciatore in marcatura a uomo. Se Simone Inzaghi vuole confermare la sua idea di calcio propositiva, non può permettersi di perdere un uomo in mezzo al campo tenendo per 77' la qualità in palleggio e negli ultimi metri di Calhanoglu in panchina.

3) LUKAKU NON SI E' RIADATTATO

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Il gol contro il Lecce ad 82 secondi dal fischio d'inizio ci aveva ingannato: Romelu Lukaku non è ancora entrato negli schemi di Simone Inzaghi. Se con Antonio Conte aveva davanti delle immense praterie, stasera il gioco nello stretto lo ha penalizzato tecnicamente. Qualche pallone buttato addosso e giocato malamente, di certo dal ritorno di Big-Rom a Milano ci si sarebbe aspettati qualcosa in più soprattutto in serate come queste.

4) L'INTER NON PUO' FARE A MENO DI DUMFRIES

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L'Inter e Inzaghi non possono fare a meno dell'attaccante aggiunto, l'uomo che crea superiorità in fase offensiva. Che venga servito in movimento oppure palla addosso, con la sua forza fisica riesce sempre a tirar fuori qualcosa di imprevedibile e pericoloso per gli avversari. La domanda sorge dunque spontanea: perché Inzaghi lo sostituisce alla prima girandola di cambi per far entrare Darmian?

5) GOSENS NON AGGIUNGE

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Dispiace ammetterlo, ma questo Gosens può dare poco all'Inter. L'ingresso nella ripresa di questa sera all'Olimpico spiega perché Dimarco è nettamente avanti nelle gerarchie. Troppo timido, poco intraprendente e impacciato quando viene chiamato in causa. Ha bisogno di un episodio favorevole che riesca a sbloccarlo, perché questa versione è lontana anni luce da quella formidabile vista a Bergamo nei suoi migliori anni.

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