Prima fuori dal progetto, poi il gol nel derby. Ora un titolare: così Eriksen si è (ri)preso l’Inter

La prestazione di ieri sera contro la Lazio la definitiva consacrazione?

di Davide Ricci, @davide_r22

Lo stavamo aspettando tutti dal 28 gennaio 2020, quando Christian Eriksen posava in smoking al Teatro alla Scala di Milano pronto per la sua avventura all’Inter. Lo stavano aspettando i tifosi, lo stavano aspettando gli addetti ai lavori, e forse lo stava aspettando lo stesso Antonio Conte, accusato di non metterlo nelle condizioni giuste per dimostrare il suo talento. La nostra idea – fin dal principio – è sempre stata precisa: le “colpe” dei problemi del centrocampista danese erano da dividere tra le due “fazioni” che si sono inevitabilmente venute a creare.

Antonio Conte e Christian Eriksen, Getty Images

 

Da un lato il giocatore, dall’altro l’allenatore. Che il 3-5-2 non sia il modulo perfetto per le sue caratteristiche non lo scopriamo certo adesso, così come i tempi lunghi per l’ambientamento nel calcio italiano e nel nostro Paese in generale, soprattutto nel bel mezzo della pandemia. Ci si aspettava di più da entrambi, mettiamola così. Ieri sera – dopo la titolarità in Coppa Italia nel ritorno contro la Juventus – un’altra chance dall’inizio: ancora da mezzala, ancora al fianco di Marcelo Brozovic, in risposta a chi crede che i due siano incompatibili calcisticamente. Una risposta di Conte alla “poca qualità” dell’Inter, presentandosi ad una sfida delicatissima contro la Lazio con un doppio playmaker. Una risposta di Eriksen, finalmente nel vivo del gioco e protagonista (non più semplice spalla) di una splendida prestazione.

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