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INTER NEWS

Inter, il restyling ti fa bella: ora la panchina è un’arma in più

Federico Dimarco (@Getty Images)

La rosa finalmente è completa e profonda

Pietro Magnani

Per quanto sia ancora presto per esprimere giudizi accurati dopo appena due uscite stagionali, è già piuttosto evidente come l'Inter di Simone Inzaghi sia una creatura molto diversa da quella di Antonio Conte. Meno ripartenze, più possesso balla e costruzione dal basso. Meno strappi e più manovra. Meno intoccabili e più risorse. Sì perché i nerazzurri ora, pur avendo perso risorse probabilmente insostituibili, sembrano addirittura avere un'arma in più.

L'Inter di Conte infatti si basava su certezze inamovibili: una volta trovata la quadra l'ex tecnico bianconero non si è più voltato indietro, mantenendo la stessa ossatura fino allo sfinimento. Anche a gara in corsa i cambi spesso e volentieri erano più un obbligo, una necessità dettata dalla stanchezza, che un vero desiderio del tecnico. Con Inzaghi invece, pur avendo perso le due principali bocche di fuoco, Hakimi e Lukaku, l'Inter sembra paradossalmente avere più frecce nella propria faretra.

 Simone Inzaghi (@Getty Images)

La panchina oggi è una risorsa fondamentale, specie alla luce dei 5 cambi disponibili. Senza più una vera stella accentratrice, mai come ora l'Inter ha bisogno del gruppo, del contributo di tutti. Lo ha sottolineato lo stesso mister, dichiarando dopo la vittoria sull'Hellas Verona: "Se i ragazzi capiscono che a volte per un allenatore sono più importanti i giocatori che inserisce dalla panchina di quelli che partono titolari, possiamo fare grandi cose". E sinora sembrano averlo capito. Ben 3 reti e un assist in due partite arrivano dai subentrati, Correa e Vidal. Il pupillo del tecnico ex Lazio ci ha messo appena 34 ore dalla firma del contratto per diventare decisivo, prendersi le copertine e candidarsi ad un posto al sole, da titolare. Il guerriero cileno invece sembra rinato, un giocatore diverso rispetto a quello intermittente e nervoso della passata stagione, voglioso di fare bene e disposto ad accettare scampoli di partita. Una rocca a cui aggrapparsi nel momento del bisogno. Ma non è finita qui.

Ora che la coperta è finalmente lunga infatti, le risorse a cui attingere sono parecchie. Stefano Sensi ad esempio. Il centrocampista ex Sassuolo, che aveva fatto vedere meraviglie nei primi mesi in nerazzurro, è poi finito in un vortice apparentemente senza fine di infortuni. Ora però sembra pienamente recuperato, soprattutto dal punto di vista psicologico, e tagliato su misura per quello che vuole Inzaghi da un centrocampista con le sue doti tecniche. Da titolare o a gara in corso, il suo fosforo può essere determinante. Così come la classe di Dimarco, terzino dai piedi dolci, che ha stregato Inzaghi anche grazie alla capacità di giocare difensore centrale ed è un evidente upgrade rispetto ad Ashley Young.

 Arturo Vidal (@Getty Images)

Oppure la grinta di Vecino, anche lui di rientro dopo un lungo stop, ha voglia di mangiare il campo dopo l'assenza e si vede. I suoi inserimenti senza palla, la sua prestanza fisica e la bravura nel gioco aereo sono manna agli occhi del mister, specie nei match più complicati da svoltare o difendere. Discorso analogo per Gagliardini, spesso messo in ombra o in disparte, ma che piace parecchio a Inzaghi, o per D'Ambrosio, Kolarov e Ranocchia, esperti e sempre affidabili. Ed infine Satriano e Sanchez. Il primo è una rivelazione, una scommessa. Il giovane ex Primavera ha sorpreso tutti nel pre campionato, guadagnandosi la fiducia e la stima di Inzaghi come rincalzo per l'attacco. L'ormai ex "Nino Maravilla" invece è alle prese con i soliti problemi fisici che lo hanno tormentato in tutta la carriera ma, se dovesse recuperare ed avere un pizzico di continuità e fortuna, potrebbe rivelarsi determinante nelle rotazioni offensive e nella conquista di punti pesanti. Già con Conte, nonostante le poche presenze, il cileno si è rivelato prezioso, soprattutto per sbloccare le partite più rognose.

Insomma la panchina nerazzurra non è solo profonda numericamente, ma anche tecnicamente, soprattutto considerato che si aspetta anche il verdetto finale su Eriksen. Finalmente la panchina è completa ed è un'arma in più, qualcosa a cui attingere con continuità e a piene mani. Mai come nel prossimo periodo, con tanti impegni ravvicinati tra campionato e Champions League, poter contare su elementi di rincalzo affidabili sarà determinante per la vittoria. E in tal senso l'Inter è messa piuttosto bene, specie rispetto alle avversarie per il tricolore.