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OCCHI SULL’AVVERSARIO – Occhi sul Napoli: tutto quello che c’è da sapere sulla squadra di Gattuso

Dopo un periodo di difficoltà, la squadra partenopea è tornata in piena corsa per un posto in Champions League

Luca Tagliabue

OCCHI SULL'AVVERSARIO

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"Dopo aver consolidato gli undici punti di vantaggio sul Milan grazie alla vittoria sul Cagliari, l'Inter di Antonio Conte si prepara a scendere di nuovo in campo per un big match che potrebbe rappresentare uno snodo cruciale per la corsa scudetto. Ad attendere i nerazzurri, dunque, il Napoli di Rino Gattuso, che nonostante una stagione travagliata ha messo in fila una serie di risultati positivi che la hanno fatta tornare in piena corsa per un posto in Champions League. In attesa del fischio di inizio, ecco tutto quello che c'è da sapere sulla squadra partenopea.

COME NASCE IL NAPOLI DI GATTUSO

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"L'avventura di Rino Gattuso sulla panchina del Napoli comincia esattamente un anno fa, quando, sconfitto 4-0 il Genk e sigillato così il secondo posto dietro al Liverpool nel girone di Champions, la società partenopea decide di confermare ciò che era ormai nell'aria da giorni, sollevando dall'incarico di tecnico Carlo Ancelotti. La seconda stagione alla guida del club dell'allenatore emiliano aveva infatti preso una piega da cui sarebbe stato difficile rialzarsi, con un andamento in campionato in forte rilento nonostante le ambizioni iniziali e un gruppo di giocatori che gli aveva ormai voltato le spalle.

"Quello che era dunque cominciato come il ciclo che avrebbe dovuto definitivamente far fare il salito di qualità al club dopo l'esperienza Sarriana, soprattutto in termini di mentalità (ed è qui che sarebbe dovuto entrare in gioco il tecnico pluricampione d'Europa), si era alla fine rilevato l'ennesimo passo falso di un club che sembrava sempre lì lì per compiere il passo decisivo salvo poi scivolare sul più bello e tornare di nuovo al punto di partenza.

"Questa volta, per ricominciare, la società guidata da Aurelio De Laurentiis ha dunque deciso di affidarsi a Rino Gattuso, rimasto sul mercato degli allenatori dopo l'esperienza positiva al Milan e scelto, soprattutto a livello comunicativo, per dare una scossa all'ambiente e ridare motivazioni e focus ad un gruppo che sembrava ormai allo sbando.

Napoli, Getty Images

GETTARE LE BASI

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"In realtà, al di là dei sicuri valori caratteriali, ciò che viene troppo spesso sottovalutato quando si parla di Gattuso è la sua effettiva preparazione tattica, nonché la sua competenza quando si parla di dare ad una squadra solidità e una direzione chiara da seguire.

"Arrivato a Napoli il tecnico calabrese ha cercato di ripartire dalle fondamenta, schierando la squadra con il 4-3-3 che ormai dall'esperienza di Sarri era entrato sotto la pelle di alcuni giocatori, sfruttandone alcuni meccanismi ma cambiando qualcosa soprattutto nell'organizzazione difensiva e di recupero del pallone. Nelle partite più complicate, in una prima fase, non ha disdegnato un approccio più conservativo, mantenendo tutti i giocatori dietro la linea del pallone e cercando di costruire i pericoli soprattutto con le ripartenze. Tuttavia ha sempre tenuto in alta considerazione principi propositivi come la costruzione bassa della manovra, implementata fin da subito ed ora parte integrante del gioco della squadra, che, come vedremo più avanti, ha subito qualche cambiamento diventando ancora più efficace in termini offensivi.

"In ogni caso, i primi sei mesi di Gattuso sulla panchina del Napoli hanno visto la squadra riacquistare solidità e gettare importanti basi per il futuro, con i giocatori di nuovo compatti intorno all'allenatore e rinnovate ambizioni per l'immediato futuro. Complici alcune difficoltà iniziali, comunque, in campionato la squadra non è riuscita ad andare oltre ad un settimo posto che rappresentava il minimo necessario per rimanere in Europa, ma il vero highlight della stagione è stata la vittoria in Coppa Italia, arrivata in una finale vinta ai rigori contro la Juve dopo un percorso nel suo complesso molto convincente.

COME STA ANDANDO LA STAGIONE

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"L'estate del Napoli (o quel che ne rimaneva, vista la conclusione tardiva della precedente stagione) è stata senza dubbio segnata dal grande investimento fatto per assicurarsi Osimhen dal Lille, arrivato, per un totale di circa 70 milioni, come l'acquisto più oneroso della storia del club. Il suo arrivo, affiancato dal rinnovo di Mertens, ha determinato la necessità di qualche piccolo cambiamento a livello tattico. Per far coesistere i due, oltre che, se vogliamo, per valorizzare l'altro grande investimento fatto dalla società l'estate precedente con l'acquisto di Lozano, Gattuso ha deciso di passare ad un 4-2-3-1 più marcatamente offensivo e in grado di esaltare le doti di tutti gli attaccanti presenti in rosa, da un solido rimpiazzo come Politano al capitano Insigne, che quest'anno ha dimostrato di aver fatto un ulteriore salto di qualità sia come giocatore che come leader. Arrivi come quelli di Bakayoko e Petagna, poi, hanno garantito ulteriori e valide alternative in grado di dare qualcosa di diverso dai titolari ma comunque molto coerenti con il nuovo modulo scelto.

"Se le scelte di Gattuso e della società sembravano aver pagato nell'ottimo inizio di stagione della squadra, tra dicembre e gennaio la squadra ha vissuto un pessimo periodo di forma (incentivato da una lunga lista di infortuni) che ha gravemente compromesso gli orizzonti stagionali della squadra e  il rapporto tra l'allenatore e il presidente De Laurentiis. In coincidenza infatti con alcune sconfitte pesanti, tra cui quelle che hanno sancito l'eliminazione dall'Europa League contro il Granada e dalla Coppa Italia contro l'Atalanta, De Laurentiis non le ha mandate a dire e ha attaccato pesantemente il lavoro dell'allenatore calabrese, al punto che in quelle settimane il suo esonero sembrava poter arrivare da un giorno all'altro. Invece, la questione è stata rimandata al termine della stagione, momento in cui stando alle ultime notizie si consumerà definitivamente il divorzio tra le due parti.

Nonostante ciò, Gattuso non si è fermato e, superato il periodo di crisi, è riuscito a riprendere in mano le redini della squadra, mettendo in fila una serie di risultati positivi che hanno fatto tornare il Napoli in piena corsa per un posto tra le grandi d'Europa. I partenopei infatti si trovano ora al quinto posto in classifica, a solo due punti dall'Atalanta quarta e a quattro dal Milan secondo, in uno scenario che lascia prevedere una corsa al fotofinish tra diverse squadre per assicurarsi la qualificazione in Champions.

LO STATO DI FORMA

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"Dalla fine di febbraio, momento che è coinciso con l'inizio della risalita della squadra, il Napoli ha messo in fila una striscia sette vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle ultime nove partite giocate. Le vittorie contano anche vittime importanti come Milan (0-1) e Roma (0-2), mentre l'unica sconfitta è arrivata nel recupero di settimana scorsa contro la Juventus (2-1).  In queste nove partite i partenopei hanno dimostrato una grande solidità offensiva, mettendo a segno un totale di venti gol (quindi poco più di due di media a partita). Qualche dubbio invece sulla tenuta difensiva, che ha dimostrato di poter venire meno anche contro avversari di livello inferiore come Sassuolo e Crotone, contro le quali il Napoli ha subito ben tre gol.

L'ultima partita di campionato ha visto il Napoli imporsi per 2-0 sulla Sampdoria, ottenendo una vittoria importante contro una squadra che veniva da un ottimo pareggio contro il Milan. Da segnalare sul finale il gol di Osimhen: l'attaccante nigeriano, a segno anche una settimana prima contro il Crotone, sembra aver finalmente trovato la quadratura del cerchio dopo una stagione che lo ha visto attraversare molte difficoltà dentro e fuori dal campo, e contro l'Inter proverà a lasciare nuovamente il segno per dimostrare di essere valso l'importante investimento della società e per spingere di nuovo i partenopei nella loro corsa Champions.

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