OCCHI SULL’AVVERSARIO – Il secondo ciclo di Zidane, le difficoltà in Champions e l’importanza dei senatori: il Real Madrid in cinque punti

Tutto quello che c’è da sapere sui Blancos in vista del big match di stasera

di Luca Tagliabue

Non è un momento facile per l’Inter, che, complice anche una buona dose di sfortuna (tra assenze ed episodi sfavorevoli, è stata capace di ottenere solo una vittoria nelle ultime sei partite, con quattro pareggi e una sconfitta. Un bottino inaccettabile, soprattutto alla luce del grande controllo avuto in queste partite dai nerazzurri, incapaci di capitalizzare le numerosi occasioni create e spesso puniti alla prima disattenzione.

In questo senso il big match di Champions contro il Real Madrid potrebbe rappresentare un momento decisivo per il futuro della stagione, soprattutto alla luce della situazione ancora apertissima del Gruppo B con Borussia Moechengladbach e Shaktar Donetsk. In attesa del fischio d’inizio, ecco tutto quello che c’è da sapere sulla squadra di Zidane.

COM’É ANDATA L’ULTIMA STAGIONE

La scorsa stagione è stata la prima per Zidane dopo il suo ritorno alla guida dei Blancos nel marzo 2019, e le aspettative erano particolarmente alte anche alla luce dello sforzo imponente compiuto dalla società sul mercato, dove, per una spesa totale di oltre 350 milioni, sono stati acquistati Hazard, Jovic, Rodrygo, Mendy, Militao e Reinier. Al netto della spesa (probabilmente spropositata), l’intento della società era chiaro: con Hazard come unico top player già affermato del lotto, l’obiettivo era quello di fornire a Zidane un gruppo di giovani talenti che, oltre a garantire delle alternative importanti nel presente, avrebbero poi costituito insieme a quelli già presenti (Valverde, Asensio, Vinicious jr.) il nucleo del Real Madrid del futuro.

A posteriori, vista la peculiarità della scorsa stagione, letteralmente divisa in due parti a diversi mesi di distanza l’una dall’altra, risulta difficile considerarla come la prima stagione completa dell’allenatore francese dopo il suo ritorno, o perlomeno non sarebbe corretto giudicarla una stagione come le altre. In ogni caso, si può affermare che per il Real Madrid sia stata tutto sommato positiva, con la conquista della Liga dopo due terzi posti consecutivi nelle passate stagioni e la vittoria in Supercoppa contro i rivali cittadini dell’Atletico.

Inutile negare però che non sia stato tutto rose e fiori, visti alcuni esiti piuttosto brucianti, a partire dall’eliminazione in Champions agli ottavi di finale contro il City di Guardiola per arrivare alla pessima stagione di Hazard, acquistato per oltre 100 milioni per diventare la stella della squadra e finito ad essere quasi un oggetto misterioso tra infortuni, prestazioni grigie e una forma fisica spesso nemmeno accettabile. Ma anche la pessima gestione del caso Bale, finito, da elemento di maggiore talento della rosa, ad essere sostanzialmente un separato in casa, o una gestione dei talenti che, ad eccezione del solo Valverde, sembra ancora lontana dall’aver prodotto – nonostante le spese – le future stelle della squadra.

LA STRATEGIA SUL MERCATO

Alla luce dei giganteschi investimenti dell’estate precedente (alcuni dei quali evidentemente infruttuosi, leggasi Hazard) e delle gigantesche perdite che hanno colpito tutti i top club europei a causa dell’epidemia, la scelta – quasi obbligata – della società è stata quella di non investire neanche un centesimo nel mercato estivo, dirigendo i fondi comunque disponibili in tal senso nel progetto di rinnovamento del Bernabeu. Al netto di questa scelta dunque, le uniche differenze rispetto alla scorsa stagione sono date dalla cessione di Bale e dal rientro dal prestito di Odegaard dopo l’ottima stagione alla Real Sociedad.

L’obiettivo della nuova stagione quindi, a livello di progetto, sembra chiaro: continuare a costruire partendo dalle basi gettate lo scorso anno e cercare di valorizzare il più possibile gli investimenti già fatti, a partire, ovviamente, dall’anima giovane della rosa a disposizione di Zidane. D’altronde, nonostanto tutto, la base a disposizione è già importante: la rosa è ampia, i giovani, per quanto alcuni più di altri, sono di sicuro talento, e, soprattutto, si può ancora fare affidamento all’esperienza e alla qualità dei senatori che avevano già portato la squadra a dominare la Champions nella precedente gestione.

L’IMPORTANZA DEI SENATORI

Ed è proprio da loro che Zidane ora deve ripartire per costruire un nuovo ciclo vincente. I vari Benzema, Ramos, Kroos e Modric, d’altronde, hanno ormai più volte dimostrato di essere ancora gli unici in grado di caricarsi la squadra sulle spalle e fare la differenza quando conta di più. A partire dallo spagnolo, capitano e vera anima della squadra, determinante tanto nei fattori intangibili quanto in quelli perfettamente quantificabili, come dimostrano le grosse difficoltà difensiva mostrate dai Blancos ogni volta che Ramos non gioca.

E se Ramos costituisce un elemento imprescindibile per la tenuta difensiva e mentale dei Blancos, il duo Modric-Kroos rappresenta la vera e propria spina dorsale della squadra, come hanno dimostrato le prestazioni sontuose dei due nel Clasico vinto 3-1 contro il Barcellona poco più di una settimana fa. A completare il quadro, ovviamente, c’è la classe infinita di Karim Benzema, semplicemente l’unico attaccante in grado di farsi carico delle responsabilità tecniche e finalizzative lasciate da Ronaldo (il francese ha collezionato 57 gol e 22 assist nelle due stagioni giocate senza CR7), dopo esserne stato per anni il partner perfetto.

A scanso di imprevisti dell’ultimo minuto (è d’obbligo tenerne conto in questo periodo), contro l’Inter dovrebbero esserci tutti, e trovare il modo per arginare la loro influenza sulla partita sarà sicuramente uno degli imperativi per Conte se vorrà portare a casa la partita.

L’ANDAMENTO IN CAMPIONATO 

L’andamento in campionato della squadra di Zidane è stato finora positivo: il Real si trova ora secondo a un solo punto di distanza dalla Real Sociedad, che ha però una partita in più, e soprattutto si è imposto nettamente sul Barça nel Clasico, spesso il vero e proprio spartiacque della stagione per le due squadre spagnole. Nell’ultimo impegno è arrivata poi una vittoria per 4-1 sull’Huesca, da sottolineare soprattutto per il ritorno al gol di Hazard, di ritorno da un infortunio. A segnare anche Benzema, con una doppietta, e Valverde, sempre più incisivo anche nella trequarti avversaria.

Certo, è anche arrivato il passo falso con la neopromossa Cadiz (0-1) e il pareggio a reti inviolate con la Sociedad alla prima giornata, ma in un inizio di stagione particolare come questo passi falsi del genere hanno accomunato praticamente tutte le big europee, dal Barcellona (attualmente 12°), passando per squadre come Juve e City fino ad arrivare ai campioni d’Europa del Bayern, battuto 4-1 dall’Hoffenheim in una delle prime giornate di Bundes.

LE BRUTTE PRESTAZIONI IN CHAMPIONS

E’ in Champions che sono arrivate finora le battute d’arresto più pesanti, soprattutto contando che si tratta di una competizione che passa per un girone di sei partite e, ad un match dal giro di boa, i Blancos si trovano all’ultimo posto di uno dei gruppi più competitivi di questa edizione.

Nella gara d’esordio è arrivata una brutta sconfitta per 3-2 contro lo Shaktar, in una partita segnata dalle assenze dal primo minuto di Benzema, Kroos e Ramos, a dimostrazione di quanto detto sull’influenza dei giocatori chiave del Real sulle prestazioni della squadra. In questo caso, la squadra ucraina è stata brava a sfruttarle attaccando con intensità già nel primo tempo riuscendo addirittura a portarsi in vantaggio di 3-0 prima dell’intervallo. Nel secondo tempo è arrivata la reazione del Real, a segno con un bel tiro da fuori di Modric e con Vinicious jr., bravo a capitalizzare un errore della difesa avversaria, ma la prestazione non è stata sufficiente per ribaltare la partita.

Contro il Borussia Moechengladbach invece i Blancos sono riusciti a partire meglio e a rendersi pericolosi sin dall’inizio, ma questo non è bastato per evitare il vantaggio dei tedeschi, a segno alla mezz’ora con Thuram. Il secondo tempo in questo senso è stato quasi la fotocopia del primo, con il Real che ha continuato a sprecare molto e il Borussia anrrivato al raddopio sempre con Thuram al 60′, rischiando di portarsi anche sul 3-0 con Plea a pochi minuti di distanza. Per riaprire la partita è servita una mezza rovesciata di Benzema, che ha accorciato così la distanza all’86’ spianando poi la strada per il gol del pareggio di Casemiro a recupero inoltrato.

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