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MAROTTA MERCATO INTER

Marotta: “Raspadori? Richieste del Sassuolo sono alte. No cessioni dopo Hakimi”

Giuseppe Marotta, Getty Images

L'ad nerazzurro era presente all'evento di inaugurazione del calciomercato

Lorenzo Della Savia

All'inaugurazione del calciomercato, il piatto forte non può che essere il calciomercato. Non era esattamente impossibile da prevedere, ma la dimostrazione è arrivata nel corso di un'intervista rilasciata dall'ad dell'Inter Giuseppe Marotta a San Marino TV, dove il tema fondamentale - appunto - è stato il mercato, e dove il dirigente ha anche dato alcune indicazioni importanti sulle mosse dei nerazzurri nelle prossime settimane.

 Beppe Marotta, Steven Zhang ed Alessandro Antonello (Getty Images)

"Sarà un mercato difficile, non solo per noi ma anche per altri club - ha infatti analizzato Marotta - Sarà una sessione caratterizzata dalla mancanza di liquidità, ci vorrà creatività da parte dei dirigenti. E' difficile valutare quale sarà l'operazione più importante, l'effetto domino ci trascina in un vortice in cui operazioni infattibili diventano fattibili".

Il dirigente nerazzurro, allora, ha passato in rassegna alcuni nomi, sia in entrata che in uscita: "Raspadori? E' un elemento appetibile non solo per l'Inter, ma per tantissimi club - ha ammesso - Noi non siamo nelle condizioni di sederci a un tavolo vista l'esosità delle richieste del Sassuolo. Parliamo d'altro, non di questa opportunità. Hakimi unica grande cessione? Penso proprio di sì. Siamo nella fase conclusiva di un'operazione complicata che però ha portato ossigeno nelle casse della società".

Resta ancora tutta da valutare, invece, la situazione di Eriksen: "E' una parentesi piacevole e spero possa portare lo stesso giocatore ad avere uno stato di salute perfetto, dopodiché si valuterà il calciatore. Sicuramente oggi la cosa importante è ritrovare l'Eriksen uomo", afferma Marotta.

Infine, una battuta sull'allenatore, Simone Inzaghi: "Inzaghi è un allenatore importante che ha dimostrato di avere grandi capacità. E' la giusta e logica continuità dopo un allenatore vincente come Conte".

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