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INTERVISTA ADRIANO

Adriano: “Lukaku? E’ il mio erede. Inter tieni Conte in panchina”. Poi il messaggio a Zanetti

Adriano: “Lukaku? E’ il mio erede. Inter tieni Conte in panchina”. Poi il messaggio a Zanetti

L'ex attaccante brasiliano ha stretto una bella amicizia con il belga

Antonio Siragusano

Un'amicizia nata durante il lockdown in occasione della famosa live organizzata proprio dall'Inter, quella tra Adriano e Romelu Lukaku che in occasione dello scudetto nerazzurro si sono risentiti per i complimenti che il brasiliano ha voluto rivolgere direttamente al belga. L'ex attaccante, che da pochi giorni ha ricevuto la grande gioia di entrare a far parte della Walk of Fame del Maracanà, questa mattina è stato intervistato sulle pagine de La Gazzetta dello Sportper raccontare questo forte legame che nutre nei confronti di Big-Rom, diventato suo vero e proprio erede in maglia interista. Le sue parole:

Adriano, ci parli del filo che vi unisce.

"Beh, Romelu è molto simile a me da tutti i punti di vista, non solo per la forza fisica e il piede sinistro, ma anche per l’umiltà e il legame fortissimo che ha con la sua famiglia. È un giocatore unico e tecnico, nessuno riesce a fermarlo. Immaginate per un attimo io e lui in campo insieme... Mamma mia!".

Ma dove è nata questa amicizia tra numeri 9?

"Ci siamo conosciuti attraverso una live su Instagram organizzata dall’Inter durante il lockdown, prima non ci eravamo mai parlati. Da quel giorno abbiamo iniziato a mandarci alcuni messaggi, lui parla anche il portoghese. È una potenza in campo e un incredibile essere umano fuori. Sono molto orgoglioso che sia ormai diventato il mio 'erede'".

 Romelu Lukaku, Getty Images

Lukaku a parte, come ha vissuto questa cavalcata nerazzurra?

"Non vedo tante partite anche perché, quando capita, sono molto nervoso come i veri tifosi, ma ho accompagnato tutta la stagione a distanza e ho brindato con la mia famiglia per il tricolore: è stato bellissimo. Non ho mai dubitato che finisse così, con la vittoria".

Qual è il segreto di questa squadra per lei?

"Erano tutti molto concentrati sull’obiettivo. E sono un gruppo veramente unito, fa tutta la differenza del mondo: quando ci sono queste caratteristiche, alla fine una squadra vince".

Lei contro Conte giocava anni fa: è sorpreso di vedere una leggenda juventina diventare il nuovo idolo nerazzurro?

"Non sono assolutamente sorpreso: ricordo bene Conte giocatore e il Conte allenatore è sotto agli occhi di tutti. Faceva e fa il suo mestiere in maniera davvero eccellente".

Di scudetti ne ha tre in curriculum: ce n’è uno a cui è più legato?

"Non c’è una preferenza, sono affezionato a tutti perché sono stati importanti per me. L’Inter rimane una parte della mia esistenza, sono davvero orgoglioso di aver fatto parte di questa grande storia. E il tifo nerazzurro è incredibile: l’ho amato e lo amo ancora".

Cosa le manca di quei tempi in campo?

"Entrare e ascoltare i cori che hanno creato per me: non ha prezzo e non è paragonabile a niente. Ne ricordo ancora uno: 'Che confusione, sarà perché tifiamo / un giocatore che tira bombe a mano / siam tutti in piedi per questo brasiliano / batti le mani che c’è in campo Adriano'".

Vuole mandare un messaggio a qualcuno dei suoi compagni di allora?

"A Zanetti, un grandissimo amico e una brava persona. Complimenti per il ruolo che svolgi adesso e per il lavoro che fai, Javier. Lo scudetto è il meritato premio. E spero di riabbracciarti presto".

E sul futuro poco chiaro dell’Inter che pensa?

"Posso solo dire che questa squadra può fare una grande Champions con Conte in panchina, la strada è tracciata".

Il suo presente, invece?

"Sono felice per una novità. Sono entrato a far parte della Walk of Fame del Maracanà, che riunisce tutti i più grandi del calcio brasiliano. Un vero orgoglio".

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