Adriano show con Lukaku: “Sei una bestia, il mio successore. Mi sarebbe piaciuto molto giocare con te!”

L’ex centravanti nerazzurro è stato ospite di una diretta Instagram insieme a Romelu Lukaku

di Simone Frizza, @simon29_
adriano favelas

Ospite di una diretta Instagram insieme a Romelu Lukaku sul profilo dell’Inter, l’ex centravanti nerazzurro Adriano ha avuto modo di ricordare alcuni eventi del suo passato da calciatore e di parlare con il gigante belga, da lui definito il suo vero successore. Ecco le sue parole.

Successore – “Qui stiamo bene, grazie per le belle parole. Anche tu sei un gran giocatore, e lo sai! Adesso hai preso il mio posto, sono molto felice di questo. Ti auguro il meglio, sei in una città meravigliosa, i tifosi sono sempre caldissimi quando abbiamo bisogno. Spero che tu faccia benissimo, quando sono venuto in Italia non siamo riusciti a vederci ma quando tornerò verrò a salutarti!”.

Esordio – “La prima volta che arrivai a Milano ero molto nervoso, non conoscevo l’ambiente dato che arrivavo dal Brasile. Era un sogno per me, appena arrivato mi hanno accolto tutti bene: durante la prima partita guardavo più i tifosi che la gara! Fu un’emozione incredibile”.

Allenatori – “L’allenatore che mi ha aiutato di più è stato Prandelli al Parma. Poi all’Inter sia Mancini che Mourinho, sono legatissimo a tutti e tre. Sono stato fortunato ad averli”.

Partita preferita – “La partita che ricordo sempre più volentieri è quella contro il Milan, quando segnai di testa. Fu spettacolare!”.

Stile di gioco – “I miei tiri di potenza mi venivano naturali, noi siamo grandi e forti, esplosivi. Non ci pensi, ti viene proprio naturale, lo sai bene anche tu! ma poi ti immagini giocare insieme in attacco? Anche tu sei un gigante, sarebbe stato grandioso, avremmo fatto 70 gol a stagione!”.

Aiuto alla squadra – “Anche se attaccanti bisogna giocare per la squadra, perché i gol che possiamo fare arrivano anche grazie all’aiuto degli altri. Quindi se tu aiuti i compagni poi loro ricambiano con gli assist. È magnifico poter aiutare un compagno in difficoltà”.

Coppia d’attacco – “Quando giocavo con due punte mi trovavo benissimo con tutti: Ibra, Recoba, Martins, Kallon. Poi Mourinho cambiava modulo spesso, quindi non giocavamo sempre con la coppia d’attacco”.

Inter – “All’Inter mi sono trovato benissimo, è una famiglia, lo dico sempre. Prima c’era Moratti, che fu molto importante per me. Lui non voleva solo un club, ma proprio una famiglia. Anche ora c’è un gran presidente, è fondamentale per tutti avere una figura del genere”.

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