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Bastoni: “Inter la mia seconda casa, sogno di diventare capitano. Problemi Suning? Giochiamo per passione, non per soldi”

Alessandro Bastoni (@Getty Images)

Parole splendide quelle pronunciate dal difensore nerazzurro tra sogni e obiettivi per il futuro

Antonio Siragusano

Alessandro Bastoni (@Getty Images)

"Non ha alcuna intenzione Alessandro Bastoni di smettere di sognare, sebbene da oltre un anno sia diventato un titolarissimo dell'Inter e uno dei pupilli di Antonio Conte. Centrale di piede mancino classe 1999, rappresenta non solo il presente ma soprattutto il futuro del club nerazzurro, il quale nei suoi confronti ha sempre avuto un'enorme fiducia sin dall'investimento di circa 30 milioni di euro realizzato nell'estate del 2017 per averlo dall'Atalanta. Nell'intervista concessa questa mattina sulle pagine de La Stampa, Bastoni non ha parlato solo di grandi sogni, ma anche di obiettivi concreti che già in questa stagione vorrebbe mettere in bacheca.

PRIMA PARTE

—  

"A che punto è la salita?

"La cima non la vedo. L’ho imparato da mio padre: mai accontentarsi".

"Papà Nicola è arrivato alla B con la Cremonese.

"Mi ha cresciuto a pane e calcio. E per 7 anni mi ha scarrozzato da Piadena a Zingonia, casa Atalanta: 300 km, 4 volte la settimana. Quel tatuaggio esprime il sogno che avevo di essere un calciatore".

" Oggi più che mai vicino allo scudetto.

"Alt. Quella parola all’Inter è vietata".

"Vabbè, ma nel caso un altro tatuaggio lo farebbe?

"Con gran piacere. Manca tanto, però. E nel calcio ci vuole niente a passare da tutti bravi e belli al fango".

"Voi ci eravate finiti tre mesi fa, dopo l’uscita dalla Champions.

"Già. Una batosta che ci ha cambiatola stagione".

" In che modo?

"Dopo il Real Madrid c’è stato un confronto collettivo per capire dove fossero gli errori. Lì è cominciata la svolta, con un senso di responsabilità rafforzato, con la cattiveria che Conte ci ha trasmesso".

 Alessandro Bastoni, Getty Images

"Fuori dalle coppe, siete decollati in campionato.

"Questione di testa. E di tattica: concedevamo troppo, col baricentro più basso siamo riusciti a vincere partite che ci sfuggivano. Sappiamo di poterci fidare l’uno dell’altro".

"Anche la Juve adesso non ha più l’Europa. Diventa il rivale più ostico?

"Lo è sempre stato. Il ko in Champions sarà uno stimolo in più. Resta il riferimento: l’obiettivo è finirle davanti".

"Dopo gli scontri diretti vinti, ecco le partite-trabocchetto. Domenica avrete il Toro, che ha 42 punti in meno.

"Non diamo nulla per scontato.Chi è nei guai tira fuori qualcosa di più. L’ho provato anch’io a Parma".

"Con Belotti in dubbio, però...

"Mancava già all’andata e al 64’ perdevamo 2-0. Sarà dura, perché quando arriva l’Inter fanno tutti la partita della vita. Conte ci insegna che nessuno fa regali: si vince lottando".

"La scorsa estate il vostro allenatore è stato vicino a salutarvi.

"Con lui abbiamo avviato un progetto a lungo termine. Confesso: è stata una sorpresa che abbia puntato presto su di me. Spero resti a lungo".

SECONDA PARTE

 Alessandro Bastoni, Getty Images
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"E lei che piani ha?

"Qui sto davvero bene. È la mia seconda casa e non ci saranno problemi a prolungare il contratto. Magari coronando poi un altro sogno: capitano della squadra del cuore".

"Lei è il più giovane e i 'vecchi' sono pochi. Se cominciate a vincere, potete aprire un ciclo?

"Il gruppo è stato rinnovato dalla scorsa stagione e continua a crescere. Puntiamo a fare il massimo".

"C’è però l’incognita Suning.

"Mai stato un problema: ci appagano i risultati del campo. Credo sia un bel messaggio per chi crede che si giochi per i soldi. Sono passione e voglia di vincere a prevalere su tutto. Altrimenti bisognerebbe cambiare mestiere".

"Il suo è meraviglioso, vero?

"All’Inter lo vivo come un bimbo al luna park. Tre anni fa a Parma la mia carriera era un’incognita. Ora mi alleno con i campioni e con loro imparo e cresco".

"Com’è trovarsi Lukaku contro in allenamento?

"Bello. Perché in partita poi è più facile. Quali attaccanti usano così bene il corpo e abbinano potenza e velocità?".

Romelu Lukaku, Getty Images

"Riceve complimenti da tutti. Che merito si riconosce?

"La forza mentale. Non sono sempre state tutte rose e fiori. A Bergamo ho fatto due anni di panchina e devo ringraziare la mia famiglia, il valore aggiunto che ho alle spalle".

"Che cosa può ancora migliorare?

"Tanto. Specie le piccole mali- zie delle quali sono maestri Chiellini e Bonucci. Ho il tempo dalla mia".

"E segnare di più, no?

"Sono d’accordo. Chiederò a Conte se posso tirare i rigori. Oh, scherzo! Però, davvero vorrei fare più gol. Come il mio idolo Sergio Ramos".

"Parliamo di Nazionale, allora.

"Sono salito in modo inatteso dall’Under 21, a causa di infortuni altrui. Mancini mi ha fatto giocare le ultime tre partite. Ora sarei ipocrita a dire che non penso agli Europei. Certo, sarebbe devastante. Sta succedendo tutto in poco tempo, anch’io fatico a metabolizzare".

"A proposito di azzurro, in chiave Inter teme la sosta in arrivo?

"Beh, le ultime del 2020 sono state un guaio, tra infortuni e Covid che da asintomatico ho preso anch’io per 10 giorni. Basta stare tutti attenti. Non servono scongiuri".

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