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Bergomi: “Messi? Sarebbe un sogno, ma è difficile. Ecco chi prenderei”

L'ex capitano dell'Inter esprime le sue opinioni sui nerazzurri e sul calcio italiano

Andrea Pennacchi

"E' intervenuto ai microfoni di Sky Sport24 Beppe Bergomi. L'ex capitano dell'Inter, rimasto sempre legatissimo ai colori nerazzurri, ha parlato a 360 gradi della situazione della sua squadra del cuore, affrontando temi legati al passato, presente e futuro. Inoltre, ha espresso suo opinioni riguardo la situazione del calcio legata all'emergenza del coronavirus.

"IL LEADER ATTUALE -"In questo momento è Handanovic il vero leader, che deve fare da traino ai giocatori nuovi. È lì da tanto tempo, incarna bene il ruolo da capitano ed è un esempio positivo per tutta la squadra. In questo momento dove l’Inter cerca una strada di italiani giovani per il futuro, avere un portiere e un capitano così può essere la scelta giusta".

"MERCATO E SOGNO MESSI - "Messi è un’utopia, sarebbe bello vederlo in Italia, ma è un tutt'uno con il Barcellona come Totti lo era con la Roma. Per Cristiano Ronaldo è stato diverso, si era creata un'opportunità ed è stata colta, ma mi sembra veramente difficile portare via Leo da lì. Per il mercato dell’Inter, vedrei bene Tonali e Locatelli. Sono 2 giocatori italiani che prenderei subito".

"RIPRESA DEL CAMPIONATO -"Penso sia giusto ricominciare, negli altri sport ci sono pure i playoff e viene più facile non assegnare il titolo. Quindi ci sta di poter chiudere. Il calcio diventa più complicato, oggi ho sentito il dottor Volpi che ha avuto il Coronavirus. Mi ha detto che prima di ripartire bisognerà pensare alla salute dei calciatori. Quando tutto sarà finito, sarà giusto ripartire trovando la soluzione migliore".

"PRONOSTICO EUROPA LEAGUE - "Lasciare fuori il Manchester dalle favorite resta difficile. Ma il sorteggio delle italiane è complicato anche se non so come finirà. Battere si il Getafe che è una squadra rognosa sia il Siviglia, non è facile. Ma sia il Manchester che Inter e Roma restano le favorite".

"SU BASTONI -"Ragazzo del 99, me ne parlavano bene quanto allenavo i 85 dell'Atalanta. Nel calcio moderno avere un centrale mancino è importantissimo. Lui lo sa fare bene, ma deve migliorare la fase difensiva, deve saper risolvere i problemi, non sbagliare le uscite, reggere l'uno contro uno. Per diventare come Materazzi ce ne vuole, ma lui ha tutto dalla sua anche per arrivare in Nazionale".

"MOURINHO, LO SPECIAL ONE - "Se uno si ferma sui risultati per giudicare Mourinho, sbaglia. Non si può mai dire che lui abbia uno stile. E' sempre attento alla squadra avversaria e in base a questo è in grado di fare piccoli aggiustamenti alla propria. La sua tattica non si può definire né difensivista né offensivista, ma si appoggia sull’avversario sfruttandone punti di forza e debolezze".

"EREDE DI BERGOMI - "Giocatori che mi somigliano? Oggi il ruolo è evoluto, sono più dei registi esterni. Chi mi ha assomigliato di più è stato Barzagli, lui forse un po' più marcatore, io ho fatto qualche gol in più. Ma come modo di stare in campo e fuori, dico Barzagli".

"NESSUNA SQUADRA OLTRE L'INTER - "Derby che avrei voluto giocare? Non fatemi indossare altre maglie che mi risulta difficile. Forse Liverpool, ci ho giocato contro solo una volta in amichevole. Se devo dire un derby dico quello, l'Inghilterra è stata una Nazione che mi ha affascinato. Ho solo un rammarico, è un calcio che mi è sempre piaciuto".

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