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Biasin: “Anni di critiche sugli italiani, ed ora?”. Poi il plauso a Conte e Marotta

Fabrizio Biasin

Le parole di Fabrizio Biasin nel suo editoriale su Libero

Alessio Murgida

L'Inter è vicina più che mai al ritorno alla vittoria dello Scudetto: 11 punti sopra il Milan con 8 giornate alla fine permettono di poter pensare che il lavoro da parte di Conte, Marotta e Ausilio sia stato svolto più che bene.

Come leggiamo dal suo editoriale su Libero, Fabrizio Biasin crede che la struttura della rosa sia stato un elemento fondamentale che ha permesso alla formazione nerazzurra di tornare fra i grandi: "Per anni abbiamo rotto le balle all’Fc Internazionale perché era la squadra che se ne fotteva degli italiani e puntava solo sugli stranieri. Questi ultimi, spesso, si rivelavano delle pippe colossali. Ebbene, da un paio di stagioni a questa parte si è invertita la tendenza: Marotta ha scelto consapevolmente di dare un’identità “azzurra” al gruppo “nerazzurro”.

Biasin, poi, va nel dettaglio citando i nomi che hanno cambiato il volto a questa Inter: "Barella e Bastoni, ma anche i Sensi, oltre ai “vecchi” (per militanza) Ranocchia, D’Ambrosio e Gagliardini, fino a Darmian, l’esterno arrivato nell’indifferenza generale (zero tifosi ad accoglierlo e qualche brontolio) e capace di fare alla grande il suo dovere, vedi gol decisivo di domenica contro il Cagliari." 

Non solo gli italiani, Conte e la società hanno saputo dare un'identità a tutta la squadra: "Lukaku, per dire, è arrivato dopo un paio di stagioni balbettanti (quelle al Manchester), ha imparato l’italiano e, da subito, si è messo a disposizione: macinando gol a raffica, certo, ma anche mettendo in pratica il motto di Conte («il Noi deve venire prima dell’Io»)".

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