Cedric Soares, da erede di Cancelo al caldo della panchina. Chievo e poi game over?

Cedric Soares, da erede di Cancelo al caldo della panchina. Chievo e poi game over?

Il portoghese è arrivato a gennaio con tante aspettative, sia sue che dei tifosi, ma alla fine non è riuscito a stupire l’ambiente complici anche le pochissime presenze collezionate. A questo punto la permanenza in Italia sembra davvero difficile

di Pietro Colacicco, @pietrocolacicco

Non appena, a gennaio, è saltato fuori il nome di Cedric Soares in orbita Inter, il paragone è stato immediato. I tifosi nerazzurri, orfani di Cancelo che tanto aveva fatto bene a Milano, hanno riposto subito tante aspettative sul terzino portoghese arrivato dal Southampton. Perché Cedric aveva giocato un Mondiale – e prima ancora un Europeo (vinto, tra l’altro, ndr) – togliendo il posto al collega, passato in estate agli acerrimi rivali dell’Inter, senza farlo affatto rimpiangere. Inizia quindi così, l’esperienza in nerazzurro del ragazzo nato in Germania, nel Baden-Württemberg, e trasferitosi a soli due anni in Portogallo coi genitori.

LA MALEDIZIONE DEI TERZINI E IL RIGORE CON LA LAZIO- L’affare Cedric non era certo premeditato, in un mercato nel quale si sono fatti nomi come quelli di Ozil, Martial e Barella, ma necessario a colmare una lacuna numerica, oltre che tattica, creatasi con l’infortunio di Sime Vrsaljko. Il portoghese, nei suoi anni in Inghilterra, ha dimostrato di saper fare della solidità difensiva un’arma vincente e in un campionato come la Serie A questo è un requisito fondamentale. Inoltre nelle ultime stagioni sono stati tanti i giocatori a darsi il cambio nel parco terzini nerazzurro che sembra risentire di una vera e propria maledizione. Le premesse sono quindi buone e Spalletti lo manda in campo nella gara di Coppa Italia contro la Lazio persa ai rigori. Dal canto suo, Cedric si prende la responsabilità di calciare dal dischetto e segna pure. Tutto sommato un buon inizio, nonostante la brutta fine per la squadra che viene eliminata dalla competizione.

L’ESORDIO IN SERIE A E LA PANCHINA – Segue a ruota il debutto in campionato, ma la squadra perde di nuovo contro il Bologna. Dopodiché non troverà quasi mai una maglia da titolare segnando finora solamente tre presenze in campionato e quattro in Europa League. Al posto suo sarà scelto quasi sempre il veterano Danilo D‘Ambrosio, che sembra di volta in volta scalzare tutti i rivali di reparto per il posto da titolare, complice anche una stagione personale da incorniciare. Cosa ne è stato dunque di tutte le aspettative che circondavano il nome di Cedric Soares? Innanzitutto, bisogna dirlo, è difficile per il momento dare un giudizio, sia in positivo che in negativo, sulla sua esperienza milanese in quanto sul rettangolo di gioco si è visto pochissimo. Di tempo per ambientarsi nel campionato italiano non ce n’è realmente stato e quindi quelle volte in cui è sceso in campo si è dimostrato anche piuttosto scolastico nelle giocate.

CHIEVO ULTIMA VETRINA – A questo punto sembra davvero difficile che l’Inter possa decidere di riscattarlo – se mai ce ne fosse veramente stata l’intenzione – sborsando gli 11 milioni pattuiti coi Saints. Mancano tre giornate alla conclusione della stagione e la gara contro il Chievo di lunedì in cui Cedric potrebbe partire da titolare sa tanto di game over annunciato. Poi magari, chissà, il connazionale di Cristiano Ronaldo farà ricredere tutti con un gol come quello siglato al Manchester United che aveva fatto il giro del mondo sui social. Ma sappiamo tutti che potrebbe non bastare e tra pochi mesi torneranno a circolare decine di nomi per la fascia destra nerazzurra, ma il buon D’Ambrosio da Caivano continuerà a panchinarli uno dopo l’altro.

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