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Inter-Cagliari, Conte (Sky): “Dispiace per chi voleva il male dell’Inter”

Conte (@Getty Images)

Le parole del tecnico nerazzurro

Pietro Magnani

Antonio Conte, allenatore dell'Inter, è parso molto felice e entusiasta dopo la vittoria contro il Cagliari che consolida la leadership nerazzurra: "L'esultanza? Volevo premiare i giocatori che hanno avuto tre partite toste in 8 giorni e le hanno vinte tutte. Per vincere serve condivisione, condivisione della passione tra lo staff e i calciatori. Sia nei momenti belli che in quelli brutti".

"Scudetto vicino? Mancano 8 partite, è inevitabile che ogni partita che vinci vale il doppio dei punti, iniziamo a vedere la meta. Ma non abbiamo ancora tagliato il traguardo, capita a molti di accasciarsi all'arrivo. Noi dobbiamo continuare con la nostra mentalità e con questo atteggiamento. Sono molto contento anche perché il Cagliari si era arroccato in difesa alla ricerca solamente del pareggio".

Il tecnico ha poi proseguito: "Sono orgoglioso di questi ragazzi, che sono giovani e con poca esperienza, ma stanno facendo benissimo con grande entusiasmo. Vidal? Ha accusato un problemino nella rifinitura del pre partita, non era in panchina ma oggi era nello spogliatoio insieme a noi".

"Per un decennio non c'è stata storia, l'Inter in un anno e mezzo ha cambiato tutti i valori, in un anno molto complicato per noi. Credo i miei giocatori meriterebbero più considerazione per quello che stanno facendo. Tutti che criticano per l'Europa, ma noi la scorsa stagione siamo arrivati in finale di Europa League. E non mi pare che ultimamente le altre italiane stiano andando benissimo nelle coppe. Pensiamo a quest'anno, poi Dio vede e provvede. Il progetto per vincere era di 3 anni, questo è il secondo e ci stiamo avvicinano. Dovremmo essere molto contenti. Mi dispiace per chi si augurava il male per me e per l'Inter".

"La barca? Arriverà in porto. Le partite sono sempre di meno. Ma la meta va raggiunta. Mi fa ridere pensare alle critiche di qualche mese fa, quando tutti volevano cambiare allenatore e dicevano che i calciatori erano delle pippe ".