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CRUZ INTER

Cruz: “Lautaro e Correa complementari per l’Inter. Inzaghi? Panchina meritata”

Julio Cruz, Getty Images

L'ex attaccante argentino ha giocato sia con la maglia nerazzurra che con il Bologna

Antonio Siragusano

Come spesso accade ogni anno, alla vigilia di Inter-Bologna è stato intervistato il grande ex di questo incontro Julio Ricardo Cruz.El Jardinero, questa mattina sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, ha spiegato innanzitutto cosa significa per lui ogni stagione questa partita. Da buon argentino, poi, ha speso qualche parole sulla nuova coppia albiceleste che fa sognare l'Inter, composta da Lautaro Martinez e Joaquin Correa, entrambi tra l'altro protagonisti nella vittoria dell'ultima Copa America dell'Argentina. Le sue parole:

Cruz, cosa significa per lei Inter-Bologna?

"Chiudo gli occhi e ripenso ai bellissimi anni che ho passato in Italia, ai tanti amici conosciuti a Milano e a Bologna, con cui ancora oggi mi sento e che spero presto di poter riabbracciare. È indubbio che per me sia una partita speciale: da una parte il Bologna, la squadra che mi ha permesso di arrivare in Italia, e dall’altra l’Inter, con cui ho vissuto tante emozioni e vinto trofei. Un pezzo del mio cuore sarà per sempre nerazzurro".

Ecco, il popolo interista adesso si augura che possano essere Lautaro e Correa i nuovi trascinatori verso il prossimo titolo. E domani potrebbero giocare insieme per la prima volta.

"Strano non averli visti ancora in campo insieme, ma hanno tutto per volare: sono due attaccanti complementari, che sanno attaccare bene la porta ma anche lavorare per la squadra, sia quando c’è da difendere sia quando c’è da attaccare. Il Toro lo conosciamo tutti, è uno che vive per il gol e dentro l’area sa essere letale. Correa preferisce partire da più dietro ed esaltarsi nel dribbling in velocità".

Dopo l’addio di Lukaku, Lautaro è diventato l’ uomo copertina dell’Inter. Crede sia pronto per essere un leader?

"Ha raccolto un’eredità pesantissima, Lukaku all’Inter ha dimostrato di essere un giocatore devastante, a tratti immarcabile. Se è pronto per essere un leader lo dirà il campo, io credo sia ancora presto, però è già sulla buona strada. Ama lavorare per la squadra, essere il primo ad andare in pressione per aiutare in fase difensiva, però il suo habitat è l’area di rigore. Ed è lì che deve fare la differenza".

 Joaquín Correa (@Getty Images)

Cosa può dare di diverso Correa accanto al Toro rispetto a Dzeko?

"Il Tucu ha una tecnica fantastica, nello stretto e nell’uno contro uno è difficilissimo da arginare. E ultimamente è migliorato anche sotto porta, lo vedo più cattivo nella ricerca del gol. Dzeko è un centravanti vero a cui piace venire a dialogare con i centrocampisti, il Tucu è più un predatore di spazi".

Parliamo dei suoi amici Simone e Sinisa: se li aspettava tecnici top in Serie A?

"Mihajlovic sì, perché già da vice di Mancini aveva dimostrato di avere dentro questa ambizione: era solo questione di tempo, ma tutti sapevamo che avrebbe fatto strada. Inzaghi mi ha sorpreso di più, anche se onestamente, nell’anno alla Lazio, quando non giocava, lo vedevi sempre molto attento alle esercitazioni e alle cose di campo: evidentemente studiava già da allenatore. E i risultati gli hanno dato ragione".

Era l’uomo giusto per sostituire Conte?

"Assolutamente sì: Lotito e Tare hanno scommesso su di lui e lui ha colto alla grande l’occasione. La sua Lazio era bella da vedere e difficile da affrontare. Ed è stata anche vincente: una Coppa Italia e due Supercoppe non si vincono per caso. Direi che quella scommessa l’hanno vinta tutti: Tare, Lotito e Inzaghi. Simone si è meritato con i risultati la panchina dell’Inter".

Ultima, chi vince domani?

"Questo non chiedetemelo... Però l’Inter parte favorita".

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