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D’Ambrosio è tornato: “Mai lavorato così tanto. Vi racconto Conte e il rapporto speciale con Esposito”

Il jolly nerazzurro pronto per il rientro contro il Torino, sua ex squadra: "La gara con lo Slavia non sarà una distrazione"

Redazione Passione Inter

"L'emergenza a centrocampo durante la sosta non è rientrata, con Sensi che va verso il forfait ed Asamoah e Gagliardini destinati alla panchina nella gara di domani sera contro il Torino. La buona notizia però è il ritorno del jolly Danilo D'Ambrosio, elemento fondamentale per il tecnico Antonio Conte e pronto a tornare da titolare dopo la rottura del dito del piede che lo ha tormentato nelle ultime settimane.

"Intervistato da Tuttosport, è lo stesso terzino nerazzurro ad annunciare il suo rientro: "Posso dire di aver recuperato appieno, soprattutto grazie al lavoro dell'ultima settimana. Ormai non sento più praticamente dolore - esordisce D'Ambrosio -. È stata una sosta faticosissima. Abbiamo lavorato molto bene, in maniera pazzesca e anche se non eravamo in molti, siamo riusciti a mettere molta benzina nelle gambe in vista del rush finale di questo 2019. Se mi ero mai allenato così duramente in carriera? No assolutamente no (ride, ndr). Ma le assicuro che a prescindere dalle giornate con doppio allenamento, anche i singoli sono molto pesanti. Però direi che finora si sono visti i risultati in campo, nel nostro modo di correre fino al 95'. Speriamo di proseguire su questa strada e confermare quanto di buono fatto finora: è quello che vogliamo tutti".

"D'Ambrosio, quindi, parla dell'Antonio Conte che ha potuto conoscere: "Mi ha colpito la caparbietà. Il mister non molla e non si accontenta mai. È uno che sprona a dare tutto, chiede il massimo sotto ogni punto di vista, fisico e psicologico". E sul sogno Europeo: "Io ho tanta voglia di esserci anche perché l'età avanza, non sono più un giovincello. Dovrò essere bravo a sfruttare tutte le occasioni che avrò per crescere e migliorare perché posso ancora farlo e con Conte ancora di più. Poi, come sempre, tutto passerà dal mio rendimento nel club: da qui a marzo devo confermarmi e meritarmi il posto nell’Inter e poi la nazionale sarà un'eventuale conseguenza".

"Infine uno sguardo alle prossime sfide con l'obiettivo stagionale di lottare fino alla fine per il vertice: "Quando l'Inter ha scelto di puntare su Conte, di una cosa ero certo: che tutti avremmo dato il 100% di noi per la causa. Detto questo, siamo ancora nella seconda metà di novembre e i frutti si vedranno a fine marzo, inizio aprile. Se saremo ancora lì in campionato, allora potremmo pensare di giocarcela con chi eventualmente sarà davanti a noi. Con Suning posso dire che siamo arrivati quasi al top. Dico quasi perché si può sempre migliorare, ma i presupposti per essere più competitivi ed esserlo stabilmente, ci sono tutti. Se la gara con lo Slavia può rappresentare una distrazione? Assolutamente no perché Conte ci sta inculcando una mentalità che punta sempre a raggiungere il massimo, ovvero la vittoria, nella prima partita che ci aspetta. Quindi la testa oggi è solo al Toro".

"La chiosa però è sui compagni che l'hanno sorpreso ed il rapporto speciale col giovanissimo Sebastiano Esposito: "Barella, per esempio, non mi ha stupito: sapevo fosse forte e l'Inter ci ha visto davvero lungo nell'investire su di lui. Invece non mi aspettato così tanto da Sensi: da avversario non mi aveva impressionato quanto invece ha fatto da compagno in questi mesi. Allenandomi con lui ho capito quanto possa essere comodo un giocatore come lui per la nostra squadra. Esposito? Seba lo conosco davvero da quando era un bambino di 5-6 anni. Giocavo nella Juve Stabia in Prima Divisione nel 2008, il suo papà era il vice allenatore e ci guidò in prima persona in alcune gare dopo gli esoneri di Costantini e Morgia. Seba veniva sempre al campo, l'ho visto crescere. Quando l'ho riabbracciato all’Inter, ho ritrovato un ragazzo a posto, umile, con dei valori e la testa sulle spalle. Sa dove vuole arrivare e che la strada è lunga, ma ha qualità importanti".

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