Gazzetta svela il piano dell’Inter per Thuram: “Ora può cambiare tutto”
Dopo i gol contro Roma e Como il futuro di Thuram prende un’altra direzione
Dopo settimane di silenzio, Marcus Thuram è tornato a farsi sentire. Non segnava in Serie A dall’8 febbraio contro il Sassuolo, un digiuno che aveva acceso più di qualche critica sul suo rendimento e di qualche dubbio sulla sua permanenza. Poi la svolta dopo la boccata d’aria in nazionale: prima la rete contro la Roma e poi la conferma definitiva con la doppietta decisiva contro il Como.
Il francese raggiunge così la doppia cifra stagionale, certamente con mesi di ritardo rispetto alle aspettative — come ha ammesso lui stesso nel post partita di Como-Inter — ma quel momento no sembra esserselo lasciato alle spalle. Se fino a poco fa si poteva pensare e parlare di una cessione in estate, anche per generare una plusvalenza importante, oggi il discorso cambia.
Le valutazioni sono aperte e secondo La Gazzetta dello Sport, sul tavolo ci sarebbe l’ipotesi rinnovo.
“Thuram ha vissuto una stagione altalenante, e un trimestre di inizio 2026 davvero sconcertante tra partite anonime e panchine sorprendenti. Ma resta un capitale tecnico da maneggiare con cura, anche per il feeling stabilito con Lautaro. A nessuno, nemmeno tra i dirigenti, è sfuggito che il capitano lo abbia indicato davanti alla Curva Nord come il principale artefice dei gol contro la Roma, la notte che ha probabilmente blindato il campionato. Un gesto che Thuram ha gradito, dopo tante critiche lette dappertutto”, si legge.
Futuro e legame con l’Italia
“Thuram ha ritrovato pace, che coincide con una sorridente normalità. Ha ancora due anni di contratto e potrebbe discutere con calma anche un eventuale rinnovo, se l’Inter lo ritenesse indispensabile. I legami che Marcus ha stabilito in città, anche con il fratello Khephren che gioca nella Juventus e spesso lo raggiunge a Milano per passare del tempo insieme, sono presupposti convincenti per prolungare l’esperienza italiana. In fondo il nostro Paese è anche un po’ il suo visto che è nato a Parma”, conclude La Gazzetta.