Gol, assist, salvataggi al cardiopalma: D’Ambrosio è il protagonista che non t’aspetti, jolly tra le mani di Conte

Gol, assist, salvataggi al cardiopalma: D’Ambrosio è il protagonista che non t’aspetti, jolly tra le mani di Conte

Il salvataggio nei minuti finali della partita vinta contro l’Empoli vale più di un gol: anche contro il Milan fu decisivo all’ultimo secondo su un tiro a botta sicura di Cutrone

di Raffaele Caruso

E’ il minuto 88′ di Inter-Empoli, la squadra toscana è alla ricerca disperata del gol del pareggio che significherebbe salvezza, gol che estrometterebbe clamorosamente la squadra nerazzurra da quella Champions League avuta tra le mani per quasi l’intera stagione. Di Lorenzo, dopo un rimpallo, riesce a servire Caputo che si presenta a tu per tu davanti ad Handanovic: l’attaccante dell’Empoli, con la coda dell’occhio, vede Farias e Traoré liberi all’interno dell’area di rigore e decide così di passare quella palla che pesa un quintale per permettere ai propri compagni di realizzare sì il gol della stagione, ma allo stesso tempo una delle reti più facili della loro carriera.

Il cuore dei tifosi dell’Inter di tutto il mondo si blocca per un secondo. Il secondo più lungo dell’intera stagione nerazzurra, caratterizzata comunque già da alcuni momenti vissuti ad altissima tensione. Ma non come quel secondo del minuto 88 in cui tutto sembra perduto. Secondo che però allo stesso tempo incorona D’Ambrosio, a pari merito con Handanovic, come il vero e autentico salvatore della patria nerazzurra. Perché su quella palla scaricata da Ciccio Caputo, non si sa come, non si sa perché, non si sa da dove, D’Ambrosio sbuca e, con una scivolata folle e scoordinata ma meravigliosamente decisiva, anticipa i due giocatori dell’Empoli spedendo la palla sulla traversa e consentendo il recupero di capitan Samir.

Nella sua reazione c’è tutto: D’Ambrosio, un secondo dopo, ritrova le energie e con la lucidità mai persa in quel finale di partita sbraita e suona la carica all’intera squadra che sembra essersi addormentata. Un salvataggio che nel post partita verrà celebrato da parte di tutta la tifoseria nerazzurra che regalerà il giusto riconoscimento a quel giocatore arrivato in punta di piedi nel gennaio 2014 dal Torino.

177 presenze, coronate da 12 gol e 17 assist il suo bottino fin qui raccolto in 5 anni e mezzo con l’Inter. Ma la storia di D’Ambrosio è davvero strana. Perché per tutta l’estate il suo nome non compare mai sui quotidiani sportivi nell’undici titolare nerazzurro. Anche quest’anno la sua stagione, a detta di molti, sembrava essere segnata dall’arrivo di Sime Vrsaljko, terzino dell’Atletico Madrid reduce dalla finale della Coppa del Mondo persa con la sua Croazia.

Mai una parola fuori posto, mai un comportamento sbagliato, mai una lamentela in tutti questi anni a Milano. Un solo comandamento: cercare di dare sempre il massimo in allenamento e in campo, quando vieni chiamato in causa. Giocatore ma anche papà di Leonardo e Ludovico e marito della bellissima Enza. C’è una cosa su tutte che va riconosciuta a D’Ambrosio: l’amore folle per questi colori che gli permette poi a fine stagione di rivelarsi sempre un giocatore fondamentale per l’Inter, come ha ampiamente dimostrato in quest’annata.

Oltre al clamoroso salvataggio contro l’Empoli di domenica sera, i tifosi dell’Inter hanno stampato nella mente e nel cuore quello del derby, sul tiro a botta sicura di Cutrone che ha salvato una stracittadina che l’Inter rischiava di pareggiare proprio sul gong. Senza dimenticare il suo apporto anche in fase offensiva con soli due gol all’attivo ma di incredibile importanza per l’economia della stagione: nell’andata giocata a San Siro contro la Fiorentina ha siglato il gol del definitivo 2-1 che ha permesso all’intera squadra di portare a casa una partita che si era messa sui binari sbagliati, mentre contro la Sampdoria (sempre a San Siro) ha sbloccato il match concluso poi sempre con il risultato finale di 2-1. Gol pesanti a cui vanno aggiunti anche i 5 assist confezionati ai compagni: due a Perisic (Chievo e Roma), uno a Keita (Roma), uno a Nainggolan (Frosinone) e uno a Politano (Fiorentina).

Era difficile non far rimpiangere Cancelo e lottare per una maglia da titolare con Vrsaljko. Le precarie condizioni fisiche del croato hanno sicuramente permesso maggior minutaggio a D’Ambrosio ma questa non è una giustificazione valida che cancella i sacrifici fatti dal giocatore e l’amore messo in campo ad ogni presenza per questi colori. E allora ci viene da dire: “Più D’Ambrosio, meno Cancelo”. Frase ingiuriosa? Macché. Perché nella storia dell’Inter non sempre passa alla storia il più fantasioso o il più bello esteticamente da vedere in campo che poi decide di passare dalla parte dei rivali di sempre. Passa chi ama questa maglia, chi a quel secondo del minuto 88′ mette tutto quello che ha per salvare un’intera stagione, chi su quella palla ci crede e non si dà per vinto.

Fa strano poi vedere come le ultime prestazioni di D’Ambrosio non siano state premiate da Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale Italiana, che ha lasciato fuori il terzino nerazzurro dalla lista dei convocati in vista del doppio impegno contro Grecia e Bosnia. E allora forse toccherà a Conte rivalorizzare ancora di più D’Ambrosio anche in chiave Nazionale. Nel 3-5-2 dell’ex tecnico del Chelsea potrebbe tranquillamente ricoprire il ruolo di esterno destro nel centrocampo, senza dimenticare che può anche prestarsi ottimamente come difensore centrale, soluzione già provata da Spalletti in questi ultimi due anni soprattutto a partita in corso.

Al mercato nerazzurro sono già stati accostati diversi nomi per le corsie esterne ma siamo sicuri che D’Ambrosio avrà il giusto spazio e il giusto riconoscimento anche nella prossima stagione. E allora per un ultimo non possiamo che ringraziarti Danilo. Se rivedremo ancora le stelle, grande merito va attribuito soprattutto e anche a te!

 

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