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L’INTERTINENTE – Handanovic, grazie di tutto. Ma ora basta: tutti i suoi errori. Per la Champions serve di più

Samir Handanovic (Getty Images)

Conte e la dirigenza devono avere il coraggio di fare una scelta per il bene della squadra

Raffaele Caruso

L'Inter ha subito due gol, nelle ultime due partite, subendo solo un tiro in porta. Un dato eloquente, che avrebbe fatto arrabbiare molto di più qualora la squadra nerazzurra non avesse già avuto metà scudetto in tasca.

Ma l'incazzatura resta comunque tanta. Perché non è più possibile, per una squadra come l'Inter, che ambisce ad essere protagonista ora non solo in Italia, ma anche in Europa, avere un portiere come Samir Handanovic.

Premessa. Il portiere sloveno ci ha salvato e anche tanto nelle precedenti annate, ma soprattutto va ammirato il coraggio per aver difeso la porta di un'Inter capace di essere dominata in casa da qualsiasi avversario, anche da quelli nettamente meno forti. E questo va riconosciuto. Così come è doveroso riconoscere che, contro la Spezia, sarebbe bastato concretizzare una delle tanti azioni create per portarsi a casa i tre punti. E ne abbiamo parlato qui:

Ma bisogna anche riconoscere l'errore grossolano di Handanovic, l'ultimo di una lunga serie, il secondo consecutivo. Di seguito alcuni errori della stagione di Samir:

1) Lazio-Inter 1-1 (non copre il palo sul colpo di testa di Milinkovic-Savic)

2) Verona-Inter 1-2 (perde clamorosamente la palla su un cross innocuo)

3) Inter-Juventus 1-2, Coppa Italia (esce senza senso, lasciando sguarnita la porta per l'1-2 di Cristiano Ronaldo)

4) Benevento-Inter 2-5  (sbaglia l'appoggio, regala la palla al Benevento nell'azione del gol di Caprari)

5) Spezia-Inter 1-1 (clamoroso errore sul gol di Farias)

6) Sampdoria-Inter 2-1 (poco reattivo sul tiro di Keita)

7) Atalanta-Inter 1-1 (il tiro di Miranchuk era tutt'altro che imprendibile)

8) Inter-Borussia M 2-2 (subisce un tunnel nell'azione del gol dell'1-2)

9) Inter-Parma 2-2 (uscita senza senso su Gervinho nell'azione dello 0-2)

10) Cagliari-Inter 1-3 (immobile sul tiro-cross di Sottil)

E non citiamo tutte le parate laser o i gol subiti perché inchiodato o mal posizionato sulla linea di porta, perché altrimenti l'elenco sarebbe infinito. E le parate "decisive" sono sicuramente inferiori a tutte le sue "papere".

Ora l'Inter vincerà lo scudetto, il merito se lo prenderà anche lui con i suoi clean sheet, ma la verità è che Handanovic dovrà ringraziare in eterno Skriniar-de Vrij-Bastoni e tutta la squadra, capace di difendere in un blocco unico, di soffrire insieme e di compattarsi nei momenti più difficili della partita. Perché altrimenti sarebbero stati guai e i gol subiti sarebbero stati sicuramente molto di più.

La carta d'identità dice 36 anni, a quest'età un portiere può esprimersi ancora ad alti livelli, ma non nel caso di Handanovic. Lo scudetto se lo merita anche lui, per quello che ha passato e per il fatto di essere rimasto qui. Nessuno metterà mai in dubbio il suo valore da portiere e la sua carriera, ma si DEVE mettere in discussione questo Handanovic qui. Non dà più sicurezza tra i pali, non è più reattivo come un tempo e sbaglia tanto: un'Inter che ambisce ad essere protagonista in Italia e in Europa tutti gli anni ha bisogno di un altro portiere, più forte.

La speranza è che Conte o Marotta se ne siano realmente resi conto. Gran parte della tifoseria dell'Inter lo ha già capito da un bel pezzo, ora tocca ad allenatore e dirigenza. Il cambio in porta va fatto subito, a partire dalla prossima finestra estiva di mercato. Deve essere una priorità. Lo scudetto sarebbe il giusto pretesto per chiudere un'era, congedare Handanovic e aprirne un'altra. 

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