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Inter-Atalanta, Conte: “Orgogliosi di quello che stiamo facendo. Rinnovo? Non ci deve interessare. Dobbiamo influenzare il presente, poi vedremo”

Il tecnico leccese risponde alle domande dei giornalisti da Appiano Gentile

Davide Ricci

"Alla luce del successo della Juventus nello scontro diretto di ieri sera contro la Lazio, e in attesa di scoprire il risultato di questo pomeriggio tra Verona e Milan, per l'Inter il match di domani sera contro l'Atalanta assume contorni sempre più importanti. Riuscire a battere una formazione temuta da chiunque come quella allenata da Gian Piero Gasperini darebbe un segnale incredibile, non solo per quanto riguarda la distanza di punti in classifica, ma soprattutto sul piano psicologico nei confronti delle inseguitrici della squadra di Antonio Conte.

 Conte (@Getty Images)

"Ecco le parole del tecnico nella consueta conferenza stampa di vigilia:

"PREMI F5 PER AGGIORNARE

"FASE OFFENSIVA - "Ogni squadra deve avere un giusto equilibrio tra le due fasi. Facendo capire l'importanza di entrambe ti porta risultati importanti. La partita di domani la vincerà chi riuscirà ad attaccare meglio".

"PARTITA PIU' DIFFICILE - "Non lo so, ma è difficile. L'Atalanta è una squadra che crea problemi a tutte le squadre sia in Champions che in campionato. Hanno giocatori forti, è una realtà. Hanno una rosa ampia, basta pensare a Muriel che è partito tante volte dalla panchina e subentrando ha risolto partite complicate. Giampiero sta facendo un grande lavoro, ha trovato il giusto ambiente. Sono contento per lui e per l'Atalanta, ho allenato lì in passato anche se per poco".

"ORGOGLIOSO DEL PERCORSO - "Dobbiamo essere orgogliosi del fatto che abbiamo lavorato dando più del 100% al di là delle situazioni che si sono venute a creare. Noi siamo tenuti - ed è un obbligo nei confronti del club e dei tifosi - a dare sempre il massimo e lasciare tutto sul campo. A volte ci siamo riusciti, a volte meno ma la volontà c'è sempre stata. Lavoriamo per il club, tifosi e noi stessi".

PESO DI UNA VITTORIA DOMANI - "L'Atalanta è da un po' di tempo che è riuscita a battere tutte le big italiane e questo dà sicuramente forza ed autostima. Quando riesci a giocartela alla pari e a battere squadre che hanno dominato gli anni precedenti è inevitabile che capisci che la strada è quella giusta".

PRESSIONE NEL MODO DI LAVORARE - "Non è cambiato nulla. Le mie squadre giocano sempre per vincere. Che poi si parte favoriti oppure no ma conta poco Non mi sono mai nascosto, l'obiettivo è sempre quello di vincere, l'ho dimostrato alla Juventus e al Chelsea. Poi ne vince una sola, tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare".

COSA È CAMBIATO RISPETTO ALL'ANDATA - "Anche l'anno scorso abbiamo fatto numeri importanti, sommando le due stagioni abbiamo fatto più punti di tutti. Forse chi è davanti ha frenato un po' dando spazio ad altre squadre. Credo sia cambiato solo questo. L'anno scorso abbiamo fatto una stagione molto importante, è stata sottovalutata o non enfatizzata".

LUKAKU GIOCATORE CHE FA LA DIFFERENZA - "Continuo a pensare che non ci sia nessun dubbio sul fatto che si possa vincere con la squadra. L'organizzazione deve esaltare ogni singolo giocatore, ma viene messo dentro meccanismo e con l'idea di gioco cerchiamo di esaltarne le caratteristiche mettendolo nelle migliori condizioni. I singoli stanno crescendo ma devono continuare a crescere se vogliamo vincere qualcosa di importante, lavorando con dedizione ogni giorno".

ATALANTA - "Abbiamo studiato, è la quarta volta che l'affronto con l'Inter. Abbiamo preparato molte situazioni, ci conosciamo a vicenda e sappiamo che sarà una sfida molto difficile. Ci aspettiamo anche noi delle difficoltà ma dovremo essere bravi a rispondere e fargli male".

RESTARE IL PROSSIMO ANNO - "Ho il contratto per un altro anno. In questo momento noi tutti, io, i dirigenti, i calciatori dobbiamo essere concentrati sul presente. Come ho già detto non dobbiamo farci distrarre e non possiamo farlo. Possiamo influire sul presente e io lo posso fare, da qui alla fine. Quello che accadrà all'esterno non lo so, non lo posso immaginare, è una situazione che ci è caduta addosso ma non possiamo influire. Posso farlo solo sul presente. Capisco anche si voglia cercare di parlare di altro, ma noi dobbiamo pensare veramente ed essere focalizzati sul presente. Dobbiamo dare segnali di continuità e dimostrare che abbiamo riportato l'Inter ai livelli che merita. Quello che accadrà vedremo, non ci deve interessare. Dobbiamo essere feroci da questo punto di vista".

CONFRONTO SOCIAL CON I TIFOSI - "E' stato molto costruttivo. C'è stato un confronto ed ho trovato cose molto interessanti, tantissimi pensieri si legano al mio. Il fine comune nel calcio deve essere il gol, se poi si arriva con un palleggio prolungato o con attacchi diretti cambia poco. Quando c'è la possibilità bisogna verticalizzare. Quando potrò cercherò ancora di interagire sui social, ho letto risposte che mi sono piaciute, altre che mi hanno fatto riflettere. E' stata una cosa piacevole. Interagire con i tifosi e parlare di calcio è una cosa bella, amplia le mie vedute".

RICORDO CLAUDIO SEGAGNI -"Una notizia molto triste, stiamo parlando di una persona che ci ha lasciato molto giovane. C'è sicuramente molta tristezza, ha lavorato all'Inter, ha lavorato per diversi allenatori. Posso ricordarlo ed affiancarmi al dolore della famiglia".