Brozovic ed Eriksen incompatibili? La Gazzetta: “Uno di loro è di troppo, finiscono con limitarsi”

Antonio Conte deve fare i conti con la convivenza non del tutto positiva tra i due giocatori

di Raffaele Caruso

Contro la Roma Antonio Conte ha rispolverato Marcelo Brozovic trequartista, alle spalle del tandem Lautaro-Sanchez. Il tecnico nerazzurro non ha voluto schierare dal primo minuto Eriksen, ritenuto ancora non pronto e perfettamente inserito nello scacchiere tattico dell’Inter, e ha preferito la solidità di Gagliardini alle geometrie di Borja Valero.

Una scelta non del tutto ripagata con Brozovic che non è stato protagonista del match. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, si fa sempre più strada l’idea che il croato ed Eriksen in realtà siano incompatibili: “Nel centrocampo interista uno di loro due sembra essere di troppo. Invece di completarsi, invece di costituire una doppia fonte di gioco (come accadeva ad esempio fra il croato e Sensi), finiscono col limitarsi, col rubarsi zone di influenza e soprattutto palloni da giocare. La prima conferma di quella che era stata una intuizione nata nelle partitelle in allenamento Antonio Conte l’ha avuta dopo la gara con la Sampdoria, la prima di campionato dopo la ripresa. In quel match Eriksen fa vedere una delle migliori versioni di sé, in quel match Brozovic è fuori per infortunio. Senza Marcelo Christian sembra più responsabilizzato, più nel centro del gioco, più attivo anche nel cercare i palloni a centrocampo e costruire. Nelle quattro gare che Brozovic salta per l’infortunio al polpaccio e per i suoi postumi il danese gioca tre volte da titolare, alla quarta contro il Brescia riposa, ma entra e segna. È la sua fase migliore, durante la quale Conte dirà di aver visto la giusta cattiveria, ma che si chiude repentinamente con la sconfitta col Bologna, quando i due convivono per 75’”.

Il rapporto non decolla:I due raramente si cercano: entrambi amano pensare e sventagliare, quando in possesso palla. La classe dell’ex-Tottenham nei fondamentali è molto superiore, le letture difensive e la presenza fisica del croato pure. Però le due cose non si riescono a sommare, almeno non in questo assetto, che ha bisogno di due elementi di dinamismo, inserimenti e fatica nel triangolo centrale. Insomma, la nuova Inter sembra reggerne uno solo dei due: il presente, complici le assenze a centrocampo e una qualche regressione a livello di intensità di Chris ha fatto pendere la bilancia verso l’inventore del “coccodrillo”, nonostante le disavventure motoristiche. Ma il futuro è da scrivere: il club continua a credere nel suo acquisto di gennaio e vuole vederlo in un campionato intero e “normale”, Brozovic non è più così intoccabile come dodici mesi fa. O almeno non lo sarebbe di fronte a un’offerta importante. Ci sono ancora tempo e occasioni per provare a farli coesistere, prima del mercato. Serve la mossa giusta. O che fra i due scocchi una imprevedibile scintilla”.

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