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Inter, ecco come Calhanoglu ha sostituito Eriksen

Calhanoglu (@Getty Images)

L'eredità del danese e l'esplosione del turco

Redazione Passione Inter

Se qualcuno, otto mesi fa, avesse detto che l'Inter avrebbe sostituito Christian Eriksen con Hakan Calhanoglu e che il turco avrebbe fatto meglio del danese, probabilmente ogni tifoso nerazzurro avrebbe riso in faccia al proprio interlocutore. Eppure l'ex calciatore del Milan, dopo una partenza in salita, è riuscito a non far rimpiangere l'ex Tottenham, messo fuori gioco dal malore accusato il 12 giugno scorso agli europei. Ma vediamo nel dettaglio come Calhanoglu è riuscito a sostituire Eriksen.

 Calhanoglu (@Getty Images)

Prima di addentrarci nell'argomento, però, meritano di essere percorsi alcuni antefatti: quegli stessi antefatti in ordine ai quali, oggi, siamo qui a discutere di un Calhanoglu che ha sostituito proprio un Christian Eriksen (il danese, appunto: e non altri giocatori). Sì, perché è proprio traendo le mosse dall'anno e mezzo passato dal danese a Milano che si giunge all'arrivo di Calhanoglu e che si possono andare a delineare le differenze e le somiglianze nei rispettivi percorsi.

Eriksen, dunque: acquistato tra mille proclama, presentato al teatro della Scala e finito rapidamente in panchina, fuori dalle dinamiche tattiche - e non solo - di Antonio Conte. Lo stesso Antonio Conte che vincerà lo Scudetto con l'Inter solo una volta sistemata la difesa e, guardacaso, ritagliato uno spazio a Christian Eriksen. Il quale il 23 dicembre 2020 - parole di Marotta - era ormai un esubero, un giocatore in vendita, e che nel derby di Coppa Italia del 26 gennaio 2021, col suo gol al 97esimo, regalerà all'Inter la vittoria e il passaggio del turno. E svolterà la sua esperienza nerazzurra. Rimarrà titolare sino a fine stagione e lo sarebbe stato anche per la stagione successiva, se non fosse intervenuto il malore di cui tutti sappiamo. Avrebbe potuto esserci chiunque altro: e invece è stato proprio Eriksen a prendersi le chiavi dell'Inter.

Una storia per certi versi simile è stata - ed è, sin qui - quella di Calhanoglu all'Inter: anch'egli acquistato in pompa magna, stavolta su indicazione di un Simone Inzaghi che per il turco ha sempre stravisto che che avrebbe voluto con sé anche alla Lazio, quando Calha giocava al Milan. Arrivato all'Inter, dopo un esordio scoppiettante, Calhanoglu comincia a involvere: le prestazioni non arrivano più, l'Inter ha un momento di flessione, il turco pure.

San Siro, le piazze, i social: tutti rumoreggiano dinanzi alle sue prestazioni. Certo, Inzaghi non è spietato come Conte: il tecnico dell'Inter, del suo centrocampista, continua a parlare bene. Ci ha investito, in fondo. Continua a coccolarlo. Poi, così come per Eriksen, anche per Calhanoglu arriva il derby. Milan-Inter del 7 novembre 2021 è il trampolino di lancio dell'esperienza interista di Hakan: segna il rigore in faccia ai suoi ex tifosi, li provoca, instaura un duello uno contro mille e ne esce sostanzialmente vincitore. La cosa lo carica a molla, la sua stagione assumerà tutt'un altro volto.

C'è poi il punto di raccordo tra le due storie: la fine della storia di Christian Eriksen, riconducibile a quel malore del 12 giugno 2021 durante gli Europei, che a oggi ne sta mettendo fine alla carriera da calciatore (sicuramente per quel che riguarda il campionato italiano); l'inizio di quella di Hakan Calhanoglu, datato 22 giugno 2021, dieci giorni dopo il malore di Eriksen, che doveva essere il perno del centrocampo di Simone Inzaghi, salvo poi dover cambiare rotta orientandosi sul turco, rivelatosi - a conti fatti - il piacevole imprevisto dell'estate nerazzurra, per come sono andate le cose.

Christian Eriksen più geometrico, freddo, preciso. Calhanoglu più incursore, più scorribandista, uno che calcia da fuori. Christian Eriksen più metronomo, più professore. Calhanoglu, se serve, più sporco. Entrambi battono bene i calci piazzati, gli assist sono roba loro. Entrambi adattati, rimodellati a un gioco diverso rispetto a quello che facevano prima di arrivare a vestire la maglia dell'Inter. Oggi, addirittura, pare che Calhanoglu stia facendo meglio di Eriksen: anche perché è la stessa Inter a fare meglio, dopo una stagione in cui si pensava che - in campionato, almeno - fare meglio sarebbe stato difficile. C'è ancora mezzo campionato per confermarlo.

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