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Senza polemiche che Inter-Juve sarebbe? Interpretazioni Ad Personam

MILAN, ITALY - OCTOBER 24: Paulo Dybala of Juventus scores a penalty kick during the Serie A match between FC Internazionale and Juventus at Stadio Giuseppe Meazza on October 24, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Il regolamento lascia troppi spiragli interpretativi

Pietro Magnani

Ancora una volta, l'ennesima, Inter-Juve viene deciso da una discussa scelta arbitrale, naturalmente, come di consueto, a favore della Juventus e a sfavore dei nerazzurri. Pre o post Calciopoli una cosa non cambia: la riverenza verso al Vecchia Signora. Perché se non si può negare l'ingenuità di Dumfries, così come il suo fallo, non si può nemmeno negare l'errore doppio di Mariani e Guida (rispettivamente arbitro e VAR). Se il direttore di gara giudica da posizione perfetta che l'azione può continuare, allora il gioco non può più essere interrotto dal VAR: Mariani non può essere richiamato a vedere l'episodio. Il VAR avrebbe potuto intervenire qualora Mariani avesse dato punizione dal limite, giudicando il contatto falloso già in prima persona, facendo notare che il fallo era in realtà avvenuto appena dentro l'area. Altrimenti non si parla più di VAR ma, come ribadito anche dall'ex arbitro Marelli, di moviola in campo.

 Maurizio Mariani (@Getty Images)

Il vero problema, come sempre, è la disparità di giudizio e di applicazione del regolamento. In determinati episodi e, soprattutto, con determinate squadre protagoniste, il regolamento ha una determinata interpretazione, con altre l'esatto opposto. Anche perché così si crea un precedente pericoloso, a cui tutti, in frangenti simili, d'ora in avanti potranno aggrapparsi: perché, al solito, alla Juventus si e agli altri no? A maggior ragione se si ricorda come la Juventus andò in Champions League lo scorso anno: battendo l'Inter con un rigore inesistente che il VAR non corresse: quello si che era un chiaro ed evidente errore.

Su un episodio tanto grave, contestato e delicato poi, nemmeno gli esperti  hanno il medesimo metro di giudizio. Marelli ad esempio non avrebbe concesso il rigore, perché anche l'entità del contatto è trascurabile, Cesari e Bergonzi invece si. Ed anche i quotidiani vanno un po' a "libera interpretazione". La Gazzetta dello Sport ad esempio sostiene a sua volta come, nonostante il contatto fosse da rigore, la chiamata del VAR sia sbagliata: da regolamento Guida doveva accettare la decisione di Mariani, vicinissimo all'azione, e lasciar correre. Per Corriere dello Sport invece si tratta (erroneamente a rigor di regolamento) di chiaro ed evidente errore e quindi la chiamata è corretta. Scontatamente della stessa opinione anche Tuttosport, che ritiene regolare l'intervento del VAR. Per Paolo Casarin invece, ex arbitro e moviolista per Corriere della Sera, si tratta di un "rigorino". Un contatto veniale e modesto, figlio, come ribadito dallo stesso Casarin, dell'ossessiva ricerca del rigore a cui nessuno, nemmeno la FIFA, ha mai messo un freno negli anni.

Insomma il problema è a monte: finché non ci sarà chiarezza sul regolamento, finché "l'ignoranza" in materia arbitrale e di VAR continuerà a non essere diradata, episodi del genere continueranno ad accadere e a generare fiumi di polemiche. Se gli stessi arbitri non applicano alla stessa maniera il regolamento, come ci potrà mai essere tranquillità? Specie quando le scelte fluiscono poi tutte verso una sola direzione.

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