Verso Inter-Roma, Ranieri in conferenza: “Tornare a San Siro non mi cambia nulla. Spalletti? No comment. Ma quando c’ero io…”

L’allenatore della Roma (ex Inter) ha parlato da Trigoria in vista della partita di sabato

di Lorenzo Della Savia

Dopodomani sarà il giorno del ritorno a San Siro da parte di Claudio Ranieri, che ha guidato l’Inter tra il 2011 ed il 2012, nell’immediato post-Triplete, non prima di aver a lungo battagliato proprio contro gli allora uomini di Mourinho in vetta al campionato. Una parentesi nerazzurra – quella di Ranieri – vissuta tra alti e bassi, e la sua conferenza stampa in vista della gara di Milano inizia proprio da qui: “Che effetto mi fa tornare a San Siro? Già mi fa effetto essere l’allenatore della Roma, se è San Siro o un altro stadio non mi cambia nulla. Essere tifoso e allenare la propria squadra è motivo d’orgoglio. Andare a giocare contro l’Inter che è vicino ad entrare in Champions League, per noi è una bella sfida”.

SU COSA DETERMINERA’ IL RISULTATO – “Io credo che un’eventuale battuta d’arresto non cambierebbe il nostro umore. Un risultato positivo, invece, potrebbe darci ancora di più una spinta per il futuro. Far bene significherebbe molto, perdere non ci cambierebbe molto il nostro voler arrivare fino alla fine, lottando su ogni pallone”.

SU CHI AFFIANCARE A CRISTANTE – “Io decido la sera prima della gara. Ho visto tutti i ragazzi pronti e vogliosi di giocare. Lorenzo (Pellegrini, ndr) ha un passo più rapido di Steven (Nzonzi, ndr), ma Nzonzi è un punto di riferimento per giocare la palla ad uno o due tocchi”.

SULLA DIFFERENZA TRA ROMA E MILANO E SULL’OPERATO DI SPALLETTI – “Non valuto mai il lavoro dei miei colleghi, li stimo tutti perché facciamo un mestiere bello e complicato allo stesso tempo. Ogni città ha le sue differenze e dipende anche dal momento storico in cui vai a lavorare in quella piazza. Sicuramente Spalletti conosce Roma e sta imparando a conoscere Milano, io ho avuto poco tempo per ambientarmi lì, ho avuto la sfortuna di perdere giocatori importanti come Motta e Coutinho. All’inizio era andata bene, ma quando Motta è andato al PSG, la squadra non aveva più quel punto di riferimento”.

SU DZEKO E SCHICK IN COPPIA – “Farli giocare insieme contro l’Udinese non è stata una prova, sono partito con due punte per le condizioni della squadra e per i cambi che sapevo già di dover fare. Per sabato sera farò tutte le considerazioni del caso, sapendo che andiamo a giocare contro una squadra che corre, pressa e lotta, per questi motivo dovrò mettere in campo giocatori pensando a tutta la gara”.

SULLA POSIZIONE DI ZANIOLO – “Credo che Zaniolo non stia in un momento migliore. Secondo me, il suo ruolo ideale è la mezzala, più che il trequartista o l’esterno, per le sue caratteristiche fisiche e tecniche. È un ragazzo di 19 anni, potrà fare anche altro in futuro, ma in questo momento è una mezzala per me”.

SULL’ESSERE PROFETI IN PATRIA – “No, io mi trovo bene qui a Roma. A me brillano gli occhi per due squadre: la Roma ed il Cagliari. Il Cagliari è stato il mio trampolino di lancio, ho fatto dalla Serie C alla Serie A con loro e sono molto affezionato alla squadra sarda. Mi sento un professionista che alcune volte ha avuto delle possibilità di lavorare in determinati contesti, più o meno semplici in base ai momenti storici di ogni contesto in cui ho allenato. Sono molto soddisfatto della mia carriera che ancora non è finita, chissà cosa mi aspetterà domani”.

SULLA RELAZIONE COL GRUPPO – “Questo mese e mezzo ha portato me e la squadra ad avvicinarci sempre di più. Le due vittorie ci ha dato delle risposte importanti, non prendere gol e saper soffrire per vincere ci ha dato consapevolezza. La partita di San Siro sarà importante in caso di vittoria, in caso di sconfitta non ci toglierà nulla, dovremmo comunque dimostrare ai nostri tifosi di combattere fino alla fine”.

SU COSA POSSA OFFRIRE LA ROMA A RANIERI O AL PROSSIMO TECNICO “Meno male che mi considerate (ride, ndr). Non spetta a me stabilire queste cose, io devo lavorare per portare la squadra più in alto possibile. Noi allenatori siamo sempre gli ultimi a sapere le cose, io penso a fare quello che devo fare fino a fine anno, poi ci penserà il presidente al futuro. Sapete tutti che dipenderà molto dal piazzamento, l’ho detto fin dall’inizio: arrivare in Champions o non arrivarci cambia molto i piani futuri”.

SUL BALLOTTAGGIO KLUIVERT-UNDER – “Sto vedendo tutti bene in allenamento. La sera prima dovrò capire chi mi potrà dare 90 minuti sicuri”.

SULL’ATTEGGIAMENTO DELLA ROMA – “Dobbiamo sempre essere giudiziosi. A me piace giocare attaccando, dando emozioni al tifoso. Sono un allenatore pratico, vedo cosa ho, cosa possono fare i miei giocatori e non voglio rischiare. In questo momento dobbiamo essere pratici. Come possiamo dare emozioni ai nostri tifosi? Lottando su ogni palla, cercando sempre di vincere le partite”.

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