LECCE INTER COMMENTO

5 cose che abbiamo imparato da Lecce-Inter 1-2

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Il commento alla vittoria dell'Inter, targata Denzel Dumfries

Alessio Murgida

Fiuuu che fatica. Buona la prima, ma solo in parte. L'Inter porta a casa i tre punti dopo una gara durissima contro il Lecce, forse più dura del previsto. Si sono confermate diverse cose viste nel pre-campionato (ma anche dell'anno scorso). Ci sono comunque degli spunti interessanti, pure positivi nonostante la prestazione sottotono.

1) NUOVA STAGIONE, VECCHI DIFETTI 

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La vittoria non deve nascondere i vecchi difetti della passata stagione che si sono manifestati anche stasera. Dopo il gol iniziale, l'Inter ha accumulato almeno 3 palle gol importanti per portare il risultato sul 2-0, mettendo così in discesa il match. E invece no, ci siamo ritrovati alle solite. Imprecisione sotto porta, scelte sbagliate negli ultimi metri. Aspetti che hanno rimesso in vita il Lecce e reso la partita più difficile del previsto.

Il pareggio dei pugliesi è arrivato puntuale e da lì l'Inter è partita all'arrembaggio. Un copione già visto tante, troppe volte l'anno scorso. Inzaghi deve lavorare su questo aspetto, non si possono sempre riacciuffare le partite al 94'. Ma il tecnico nerazzurro sembra saperlo molto bene, come confermato da lui stesso nel post-partita: "Questa è una vittoria voluta col cuore, la squadra ci ha creduto fino alla fine ed è la cosa positiva della serata. Obbiettivamente se parti così, però, segnando subito e facendo una bella mezz'ora, non puoi vincerla in questo modo."

2) INZAGHI È GIÀ CAMBIATO (IN POSITIVO) 

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Ciò che ci portiamo a casa di positivo da questa partita è la voglia di vincere. Il crederci fino all'ultimo secondo. E alla vittoria "last-minute" è arrivata anche grazie ai cambi di Inzaghi, molto più decisi e tempestivi rispetto al registro dell'anno scorso. Certo, il cartesiano "Ammonito ergo sostituito" continua a essere una regola di casa (vedasi Brozovic) ma l'aggiunta di Dzeko al 67' è stata decisamente una mossa "poco da Inzaghi". Tre punte a 20 minuti più recupero dalla fine: questa ci è piaciuta Inzaghi.

C'è da sottolineare anche la fermezza con cui, in questi giorni, Inzaghi si sta presentando davanti ai microfoni dei giornalisti: "Io ho tanto rispetto di voi - ha detto il tecnico allo studio di Sky Sport nel post-gara - ma non scherzo e non mi fa nemmeno sorridere il fatto che finiamo sui giornali solo per cercare di trattenere i nostri giocatori. Noi vogliamo andare avanti su tutti i fronti, la squadra deve rimanere questa." 

Alla faccia dell'aziendalista.

3) IL FATTORE DD 

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"Non potevo lasciare fuori Dimarco e Darmian: hanno fatto un lavoro incredibile in questi giorni". Così Inzaghi ha giustificato le iniziali assenze di Bastoni e Dumfries. E possiamo dire che il tecnico nerazzurro aveva ragione.

Dimarco è stato probabilmente il migliore dell'Inter: in questo tipo di partite l'ex Verona può essere un fattore importantissimo. Quando non c'è da difendere di posizione, senza attaccanti di statura alta, Dimarco è libero di sgroppare sulla sinistra come nel caso dell'1-0. A partita in corso, poi, è stato slittato anche sull'esterno. Che jolly utilissimo!

Che dire di Darmian: solito soldato perfetto che ci mette sempre lo zampino. L'esterno destro si porta a casa un assist e una prestazione pulitissima. L'Inter è forte anche e, soprattutto, per le alternative a disposizione.

4) MAROTTA HA "SMENTITO" INZAGHI SUL MERCATO?

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Il pre-partita si era subito acceso con le parole di Marotta a Sky Sport: "Inzaghi ha detto che la squadra deve restare questa? L'allenatore fa bene a dire così, sta lavorando con questi giocatori tra tattica e affiatamento del gruppo. Noi manager da una parte abbiamo la necessità di garantire i criteri di sostenibilità e dall'altro l’obbligo di allestire una squadra competitiva. Questo è lo sforzo che dobbiamo fare. Ancora mancano quindici giorni alla chiusura del mercato. Posso dire che sicuramente non ci saranno rivoluzioni."

Si tratta di parole leggermente diverse da quelle pronunciate da Inzaghi l'altro giorno in conferenza stampa: l'a.d. nerazzurro ha smentito il tecnico? Forse sì, forse no. In ogni caso, occhi aperti fino all'1 settembre. Poi si vedrà. 

5) ESULTARE PER UN GOL DI LUKAKU: CHE BELLO

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Non potevamo, infine, non dare spazio anche al ritorno al gol in nerazzurro di Romelu Lukaku. Tre anni dopo, allo stesso avversario. Un cerchio che si chiude, ora se ne apre un nuovo nuovo.

Ma ciò che abbiamo imparato, o meglio, rimparato di nuovo è esultare a un gol di Lukaku: una sensazione bellissima. Il tutto, poi, a nemmeno 90 secondi dal fischio d'inizio. Certo, se l'Inter avesse chiuso prima la partita ce lo saremmo anche goduti di più ma va bene così. Ora c'è da rifare il primo gol a San Siro, Big Rom.