La soddisfazione di Ivan Leko era evidente al termine della partita. In conferenza stampa, l’allenatore del Club Brugge ha definito il successo ottenuto contro l’Inter «la più bella vittoria come allenatore finora», promettendo di portarla «per sempre come memoria». Un trionfo che, a suo dire, ha un valore che va oltre i novanta minuti.

«Abbiamo avuto fortuna ma l’abbiamo anche creata», ha spiegato Leko. «Era una partita da 50-50, non eravamo migliori: è stata una partita bellissima. L’Inter è una squadra top, sta dominando la Serie A: quando vedi i panchinari capisci che livello di squadra ha.» Il tecnico ha poi sottolineato l’importanza del risultato per il movimento belga: «È molto importante per il calcio belga: possiamo dire che sappiamo cos’è il calcio.»

Sul piano tattico, Leko ha ammesso che i suoi non hanno imposto il gioco come avrebbero voluto, riconoscendo il peso dell’avversario: «Non è facile dominare con l’Inter. Hanno giocato una buona partita, erano più aggressivi che in Serie A: siamo stati coraggiosi.» Poi una dichiarazione d’affetto aperta: «Io adoro quest’Inter, sono 5-6 anni che la guardo, da Conte a Inzaghi e Chivu. È molto speciale vincere qui.»

Il nome di Sommer è tornato più volte nelle parole del tecnico. «È stato il match-winner stasera: in queste partite devi fare cose incredibili e le ha fatte. Lo conoscevo perché lo guardavo all’Inter: quando è arrivato qui la qualità della persona e come lavora è incredibile. Ha fatto qualche errore, ma vorrei avere più Sommer in squadra: puoi andarci in guerra.»

Tresoldi ha ricevuto parole di fiducia convinta: «In area non sbaglia, pressa: sono convinto che è un attaccante moderno, e lui arriverà al top.» Leko ha poi chiarito la situazione di Forbs, rimasto fuori per un infortunio reale secondo quanto riferito: «Non dico bugie: non abbiamo un profilo come lui, non lo cambio perché è molto importante.»

In chiusura, il tecnico ha invitato alla lucidità: «Questa partita dà fiducia, ma non siamo ancora al livello dell’anno scorso. Abbiamo ancora bisogno di tempo per crescere.» Il punto fermo resta la mentalità: «Sono felice quando vedo la voglia di vincere e di giocare.»